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EUTANASIA POLITICA


“Lo Stato non può sostituirsi ai genitori nel decidere a quali contenuti i propri figli possono accedere e a quali no.” A proposito di libertà dallo Stato,
la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha vietato il divieto di vendere videogiochi violenti ai minorenni, stabilito dallo Stato della California. Nel farlo ha equiparato, per la prima volta, i videogames alle altre opere della creatività: film, libri, fumetti sono sconsigliabili a seconda dei contenuti e dell’età, ma il Primo Emendamento li tiene alla larga dai fans dei prontuari contro il Maligno.

L’Italia non è l’America, okay, e la nuova micro-polemica su “Euthanasia”, l’ennesimo videogioco finto nuovo (è in rete da un anno, ma nessuno di quelli che ne parla lo sa), innescata dall’intervista di Paola Binetti a KlausCondicio si è incaricata di dimostrarlo un’altra volta. Secondo Binetti “sono videogiochi violenti che hanno come obiettivo quello di introdurre la cultura della morte facendo leva sui consumatori sempre più giovani di videogiochi”, roba da tirar via al più presto dagli scaffali e quindi dalle grinfie dei nostri frugoletti, tanto più che “Il settore non è regolamentato”.

Il mercato dei videogiochi in Italia è regolamentato dal Pegi, il codice europeo che definisce la fascia d’età a cui consigliati (come per i film, i libri, ecc.) “Euthanasia” però si scarica gratis in rete (che, si sa, è il covo del Maligno). Pensare di fermarne la commercializzazione non ha alcun senso: non è mai stato in vendita. In più nel gioco (classico sparatutto senza sfumature) il protagonista è una “vittima” della propria scelta di suicidio assistito. Binetti, Gasbarra, Roccella, genitori cattolici & company dovrebbero fargli un monumento a Serygala, lo sviluppatore indipendente che l’ha messo online.

D’altronde è sempre lo stesso paese in cui il Parlamento “lascia i cittadini liberi dalle macchine solo da morti”, per dirla con Bersani, pochi giorni dopo che il non voto del suo partito è stato decisivo per non abolire le province. La mordacchia alla Rete per via parlamentare sembra che non si riesca proprio a mettere, così ci prova l’Antitrust, che invece di combattere i trust (Mediaset-Rai e Sipra-Publitalia per dirne uno) prova ad azzoppare quelli che non ne fanno parte. Poi, tutti insieme, parlano di antipolitica.

L'articolo (con foto) è stato pubblicato su The FrontPage.

Pubblicato il 13/7/2011 alle 23.26 nella rubrica SpiderWeb.

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