Blog: http://orione.ilcannocchiale.it

CHI ROTTAMA I ROTTAMATORI

“Berlusconi deve rassegnare le dimissioni e aprire la crisi di governo. Se non si dimette noi andremo fuori dal governo.” I futuristi stracciano i rottamatori, nel derby (post)politico di questa domenica di novembre, in diretta Twitter anche su FrontPage. Gianfranco Fini, futurista per antonomasia, in un colpo solo annuncia l’imminente rottamazione di premier, governo e legislatura, dopo aver sancito che “non c’è in nessuna parte dell’Europa, e lo dico a ragion veduta, un movimento politico come il Pdl che sui diritti civili è così arretrato culturalmente a rimorchio, anche qui, della peggior cultura leghista”.

La kermesse di Firenze, di fronte all’atomica del presidente della Camera, ha finito per acquattarsi tra le news di seconda fascia, più per i nuovismi post veltroniani escogitati da Renzi e Civati: la keyword e il limite di cinque minuti per ogni oratore, il gong enorme, la lettura dei messaggi sulla pagina di Facebook, il diluvio di video citazioni, lo stile Steve Jobs imperante.

Il mezzo è il messaggio anche stavolta, da Firenze non è uscita una proposta politico-programmatica alternativa a quella (?) dei vertici del Pd ma un’idea di partito, forse antagonista alle salsicce e alle bocciofile, di certo minoritaria (le bocciofile e le salsicce sono ancora più numerose dei profili Facebook, nel ‘popolo delle primarie’) e ben sintetizzata da Andrea Manciulli, segretario Pd della Toscana, nel suo intervento a Firenze: “Ho ascoltato molte cose interessanti, alcune le condivido. Renzi e Civati sono i prìncipi di Facebook, io ho sempre le mani unte di qualcosa che ho mangiato cinque minuti prima e non vado d’accordo con le tastiere touch screen”.

“Almeno 10mila persone passate dalla Stazione Leopolda di Firenze, 6.800 i registrati, circa 150 coloro che hanno fatto interventi. “Prossima fermata Italia”, organizzata dai rottamatori Pippo Civati e Matteo Renzi è stata un successo.” Pollice alzato per Repubblica (è obbligatorio se si vuol correre), dunque, e fischi dall’assemblea dei circoli Pd, fissata a Roma lo stesso giorno (diversi giorni dopo che le date dell’evento fiorentino fossero pubbliche).

I rottamatori si ritrovano quindi nella spinosa condizione di ‘corrente designata’ (dalle cricche liberal dei grandi giornali, dagli antipatizzanti di salsicce&balere, dai mitici giovani), ma dicono di essere consapevoli che, su quel terreno, non si può che perdere (anche quando si vince). Tre segretari in tre anni di vita vorranno pur dir qualcosa.

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.

Pubblicato il 9/11/2010 alle 0.49 nella rubrica SpiderWeb.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web