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“C’è delusione, c’è una richiesta di chiarezza e di unità nel centrosinistra. Bisogna stare in mezzo alla gente e non fare i giochini della politica. I partiti devono fare un atto di umiltà profonda, non individuare dei nemici, ma gli avversari, aprirsi alla società. La società bolognese è di pasta buona, non voglio lasciare l’orgoglio nelle mani della Lega Nord”.

Un’illustratrice di Ravenna sostiene con una certa decisione che Maurizio Cevenini, quasi-candidato del Pd alle primarie per il sindaco di Bologna, sia un alieno. Più precisamente un rettiliano, uno di quei serpentoni cattivissimi stile Visitors che secondo alcuni ufologi radicali si stanno infiltrando in tutti i gangli della nostra società (in Rete ci sono siti che forniscono una descrizione dettagliata di tutte le razze in circolazione e del loro rapporto con gli umani). Sul perché di tanta sicurezza risponde un lombrosiano “ma l’hai visto?”

A parte l’espressione (in foto sembra non sbattere mai le palpebre né smettere di sorridere), sono le parole di “Mister Preferenze” (com’è stato ribattezzato dopo le oltre diciannovemila croci sul suo nome rastrellate alle ultime regionali) che, se non di un rettiliano, sembrano quelle di un format. Il curriculum, poi, rende la candidatura un evento di folclore, la sagra strapaesana della bolognesità tanto cara al vecchio nemico Guazzaloca (l’ex macellaio che sconfisse la candidata distillata dal partitone nel 1999).

Il consenso schiacciante di cui sembra godere il già “sindaco dello stadio”, tutte le domeniche in tribuna con il suo striscione di dieci metri “Bologna nel Cuore” (il nome della sua forse-lista civica), deriva infatti dal suo “stare in mezzo alla gente”. Come consigliere comunale ha superato da poco il tetto dei 4000 matrimoni celebrati (forse il record del mondo) e la sua ape rosso-blu col solito slogan è una delle leggende metropolitane più comuni, dopo l’ormai sessantenne Beppe Maniglia che suona la chitarra a torso nudo in Piazza Maggiore e gonfia a colpi di polmone la borsa dell’acqua calda (anche lui si voleva candidare sindaco l’altra volta, ma da indipendente e non è riuscito a raccogliere le firme).

La Rete, e Facebook in particolare (oltre, naturalmente, allo stato di autoipnosi in cui pare giacere il locale Pd), hanno messo a Cevenini le ali ai piedi, amplificandone a dismisura il sistema relazionale e fornendo ai media locali (che godono assai a dettare la linea al fu partitone) sempre nuovi aggiornamenti sulle imprese del “Cev.” (altro suo soprannome, somigliante in modo un po’ inquietante al “Cav.” di Giuliano Ferrara).

Le prime indiscrezioni sulle sue idee forse hanno un po’ spiazzato il “popolo del web”: no alla grande moschea (cara alla comunità islamica locale e cavallo di battaglia della Lega), no alle simboliche nozze gay (come invoca la folta comunità lgbt cittadina, già celebrate da diversi sindaci di centrosinistra), si ai finanziamenti alle scuole private (parola di ex dirigente della sanità privata). “Forse gli alieni non si raccapezzano della mancanza di logica degli umani e hanno buttato lì i temi su cui c’è più casino”, chiosa l’illustratrice.

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.

Pubblicato il 21/9/2010 alle 23.6 nella rubrica SpiderWeb.

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