Blog: http://orione.ilcannocchiale.it

CODICE DI TRAGLIA


“Non si tratta di un cambio di simbolo del Pd né di un errore di stampa, ma del QR Code, l’erede del codice a barre, e siamo il primo partito ad utilizzarlo.” Stefano Di Traglia, responsabile della comunicazione del Partito democratico, annuncia con una certa solennità l’innovazione tecnologica adottata per “tutta la comunicazione” (volantini, manifesti, programmi delle feste, ecc.). “Il codice QR può essere letto da un qualunque cellulare collegato a Internet, e permette di approfondire online l’argomento trattato a partire da un manifesto, volantino, inserzione, e da tutte le forme di comunicazione tradizionale.”

“Per accedere ai contenuti da QRCode, devi utilizzare un lettore QR. Trova il codice QR, inquadralo tramite la fotocamera digitale del tuo telefono. Il tuo cellulare aprirà l’indirizzo corrispondente”, spiegano nella sezione “come funziona” dell’area del sito “il QRCode per il Pd” e specificano che “se non hai un lettore QR installato sul tuo cellulare o smartphone, puoi trovarne molti gratuiti nei negozi/store di applicazioni per il tuo cellulare (iTunes, App store, Android market, Blackberry Appworld, Ovi store, etc).” Segue lista di lettori QR consigliati con tanto di scheda tecnica.

Proprio in tempi in cui la realtà sta prendendosi una sontuosa rivincita sulla sua rappresentazione, con il premier e il presidente della Camera che piuttosto di non smettere di fare a chi ce l’ha più lungo fanno brillare l’intero condominio, la deriva metafisica della comunicazione Pd è un bell’esempio per dimostrare che la lezione di Marshall McLuhan echeggia ancora immortale: il mezzo è il messaggio. E se il mezzo è un codice a barre, un lettore da scaricare, la foto col telefonino di ultima generazione da scattare – tutto per “sapere subito e con facilità le nostre proposte in modo approfondito” magari in mezzo alla strada o col figlio che esce dall’asilo – il messaggio (cioè il Pd) non promette niente di buono.

“Alcuni fogli quadrati con puntini neri per resuscitare la street art. L’artista berlinese Sweza è tornato nella sua città d’adozione, Bologna, per scoprire che le sue opere murarie erano state cancellate. È corso ai ripari incollando, là dove le aveva realizzate, un codice QR. I passanti, armati di un videofonino, ora possono rivederle.” Le differenze col Pd sono essenzialmente due. Intanto Sweza è un artista (e fa il cazzo che gli pare) mentre il Pd è un partito politico (dovrebbe usare la comunicazione per farsi capire e per coinvolgere e magari alcuni militanti/elettori meno tecnologici non gradiranno essere esclusi di default). Poi Sweza sa usare il QR Code: ritrovare online murales cancellati è utile e intrigante.

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.
Via del Guasto nel 2003, con il graffito pisciante di Sweza, è qui.

Pubblicato il 3/8/2010 alle 14.2 nella rubrica SpiderWeb.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web