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INSIDER TRAINING


“Siamo due vecchi arnesi della politica e della comunicazione; ne abbiamo viste tante e qualcuna l’abbiamo anche fatta. Quando ci siamo ritrovati, ci siamo chiesti come mai in Italia l’informazione politica sia diventata (quasi solo) pettegolezzo e propaganda.

tFP nasce dalla convinzione che una buona informazione politica faccia bene non soltanto ai cittadini, ma prima di tutto alla politica.”

Comunque la si pensi, quella di The Front Page sembra proprio una buona notizia.
Velardi e Rondolino in versione western (l’autoironia compiaciuta diverte, se è divertita) firmano il nuovo blog collettivo d’informazione politica, che tenta di far debuttare anche in Italia il giornalismo d’assalto stile “off the records” che negli States sta cambiando i connotati al panorama mediatico di pluricentenaria tradizione.

Il fatto che l’Huffington Post (il blog molto beninformato di Arianna Huffington) abbia superato il sito del Washington Post in termini di “click” significa qualcosa.
“The Politico” (un blog anch’esso) che diventa all’improvviso una delle più influenti fonti, capace di “dare la linea” alle vacche sacre del giornalismo USA, testate-portaerei vecchie come la Guerra di Secessione, vorrà pur dire qualcosa. Se poi in Italia le vendite dei giornali calano mentre le visite sui loro portali aumentano e la pubblicità va migrando in Rete, forse significa che anche qui qualcosa sta cambiando.

I due ex consulenti di D’Alema devono averlo fiutato e infatti si sono inventati, lesti, The Front Page.
La formula è semplice e un po’ carognesca: ci scrivono illustri firme del giornalismo italiano sotto pseudonimo, che (in questo modo) possono bastonare a piacere oppure semplicemente dire le cose papali papali (si deduce quindi che non godono della stessa libertà nelle testate che gli pagano lo stipendio).
Anche e solo per questo (ammesso che sia vero) quella di The Fronte Page è una good news.

La veste grafica richiama un po’ il New York Times (il font scelto per il “The” è lo stesso) e un po’ l’estetica western (il posizionamento corsaro ne giova) e dal sito si può saltellare sulle varie Front Pages sparse sui principali social network della Rete (Facebook, Twitter, ecc.).

Dalla videopresentazione dei due front men (che dopo un po’ di ingessatura iniziale si rivela schietta e un po’ inconsueta, almeno rispetto all’attitudine cimiteriale o palesemente marchettara a cui siamo abituati da iniziative analoghe) e dai primi giorni di attività emerge un profilo editoriale netto: attenzione all’analisi, ai dettagli e ai “backstage” della scena politica italiana, poca (o divertita) partigianeria.
Certo, l’inflazione dell’aggettivo “serio”, di cui sia Velardi che Rondolino abusano in presentazione, tradisce forse l’ansia (a mio modo di vedere immotivata e un po’ dalemistica) di non posizionare il blog come una versione colta di Dagospia, ma come un think tank per nulla accidentale e molto (appunto) “serio”. O forse è un’altra gag.

Da quello che ho letto, comunque, mi sembra che il pop prevalga, almeno nella scelta di un tono di voce informalmente complice, che da al lettore la sensazione di partecipare alla denudazione di reucci e reginette in prima persona. Per ora, quello che manca è la “notizia”. Anche se “l’entusiastica collaborazione di un gruppo di amici e colleghi non pagati” dovrebbe garantirne in abbondanza.
I collaboratori spediranno i “post” durante la giornata per incrociare giornalisti e comunicatori proprio quando scrivono i loro pezzi e le macchine si stanno scaldando. Sono gli addetti ai lavori il target primario di The Front Page.

Anche le rubriche fisse promettono bene. In “Lie to me”, ispirata al telefilm, un neurofisiologo italoamericano analizza il linguaggio non verbale dei politici, mentre in “Pagine rosa” c’è la rassegna stampa – appunto – “rosa”.
Se un tempo, per informarsi sulla politica, si leggeva Rinascita, oggi si legge Chi, e noi selezioneremo articoli provenienti da Chi e da giornali affini con la massima considerazione” chiosa serissimo Rondolino.

Speriamo che poi arrivino anche le inchieste, corsare e trasversali certo, ma abbastanza “serie” da scrollare un po’ il quadretto di mummie del ’992, che seguita a farsi chiamare “Seconda Repubblica”.

Fonti:
“The Front Page” il blog
“The Front Page” la videopresentazione di
Rondolino / Velardi
“Huffington a Trastevere: nasce The Front Page” dal blog di Zambardino su Repubblica.it
“Qui si spiega come dare le non notizie con stile” di Marianna Rizzini sul Foglio.it

Nell'immagine sopra la testata del blog.
L'articolo è tratto dal
blog di Aprile.

Pubblicato il 17/11/2009 alle 1.23 nella rubrica WhiteRabbit.

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