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BORN TO WEB


"L'obiettivo è di fare arrivare il messaggio nel posto giusto, cioè dove la gente c'è già, e aprire con il pubblico un dialogo, invece di farne solo l'obiettivo del messaggio".


Dice al "New York Times" Julie Channing di Akwa, la società californiana che sta curando la nuova campagna "online only" di GAP.

Il fatto che sia stata una multinazionale a parlare così ai miei occhi è un vantaggio.
Se le stesse cose le avessero dette Obama, Pierre Levy, Jeremy Rifkin o Beppe Grillo, si sarebbero potute scambiare per la solita litania sulle magnifiche sorti e progressive dell'Internet interattivo e del nuovo web 2.0. Invece no. Parla chi sulla Rete ha deciso di sganciare bei soldi e di farne l'asse portante della propria strategia commerciale.

Il brand creato a San Francisco quarant'anni fa dalla famiglia Fischer, che adesso possiede marchi come Banana Republic e Old Navy, ha deciso di puntare tutto sulla Rete.
Visto che c'è la crisi e il budget pubblicitario si riduce, GAP ha tagliato i costosissimi spot tv a beneficio di una strategia di marketing tanto ovvia quanto rivoluzionaria: andare dove già la gente c'è, sul web.

L'articolo completo, il Bianconiglio di questa settimana sul blog di Aprile, è qui.
L'immagine l'ho pressa in prestito qui.

Pubblicato il 25/8/2009 alle 21.50 nella rubrica WhiteRabbit.

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