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IL PROBLEMA DI VELTRONI


È che è un Cancro.
Per il resto è perfetto: gli piaccioni i fumetti, Don Milani e gli States.
Almeno altri tre cancri che ho conosciuto però hanno il suo stesso problema: non riescono a dire di no. Non per questo non mollano bei calcioni, ma non lo fanno mai a viso aperto. Non è nelle loro corde e se sono costretti vanno sempre fuori tempo.
Non è una gran qualità, il vantaggio però è che essere un Cancro non è un destino ma una predisposizione. La posizione delle stelle indica la direzione, non la meta.

D'Alema invece è un Toro.
C'è almeno un altro toro che ho conosciuto che ha in comune con D'Alema la mania di misurarsi in continuazione il pisello. Questa gara a chi piscia più lontano però, sia nel caso del mio amico che in quello di D'Alema, è del tutto fine a sé stessa.
Un gioco seriale, come i bimbi che si spalmano la cacca sulla faccia e ridono felici.
Anche per il velista D'Alema la posizione delle stelle indica la direzione e non la meta. Ma anche lui non riesce a resistere.

Così può succedere che l'ennesima puntata dell'infinita saga di Red & Toby all'italiana (mi riesce incredibile pensare che ne sto scrivendo - ancora - anch'io) si svolga su due palcoscenici diversi, ma con la solita eguale sincronia.
Prima Toby annuncia la sua corrente-non corrente prima dei ballottaggi, poi Red per pisciare un metro un più in là risponde con le indiscrezioni-non indiscrezioni sull'ennesima presunta orgetta dell'Avanzo di Balera.
E gli da modo così di preparare la controffensiva.
Chissà che ne direbbe Sun Tzu.

L'immagine l'ho presa in prestito qui.

Pubblicato il 18/6/2009 alle 1.17 nella rubrica DeadMen.

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