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EVO STRAVINCE


Ma i nazi-leghisti di Santa Cruz non mollano e alzano la posta.
Questo il riassunto un po' brutale di questa estate di fuoco (nonostante il clima, l'anno scorso di questi tempi a La Paz nevicava) per la Bolivia.

Il 10 agosto si è tenuto il referendum revocatorio (una bizzarra e interessante invenzione andina, un pit-stop in cui gli elettori possono confermare o meno il capo del governo al potere), fortemente voluto da Morales, in cui è stato riproclamato presidente a furor di popolo, con oltre il 68 per cento dei voti (con punte fino al 98% nelle regioni di La Paz e Cochabamba).

Nelle regioni in cui sono in corso le rivolte autonomiste (capeggiate dai nazi-leghisti locali, i bianchi schiavisti della terra e del gas) Evo è andato avanti, vincendo nel Pando (
53%
), impattando a Tarija (49,8%), raddoppiando nel Beni (43% rispetto a meno del 20 preso nel 2005) e prendendo un onorevole 40% in casa del nemico pubblico numero uno, a Santa Cruz.

Il nemico pubblico numero uno però non si è fatto sorprendere: Rubén Costas, governatore di Santa Cruz e leader dell'opposizione autonomista a Morales, è stato ratficato a sua volta con il 67% dei voti.
Forse per questo che ha deciso di alzare la posta convocando lo sciopero generale, destituendo il capo della poliiza (di nomina governativa) e rilanciando l'eterno braccio di ferro col primo Presidente indigeno della storia della Boliva. Materia del contendere questa volta è la tassa sugli idrocarburi che il governo ha imposto per dare un reddito di sopravvivenza agli anziani campesinos.

"Le classi medie non capiscono l'importanza dei 200 bolivianos mensili (più o meno 20 euro) del 'Reddito Dignità' per gli anziani, però per un campesino equivalgono a quattro vitelli al mese", ha tentato di spiegare Morales. Invano, la lotta continua.

Intanto Fenando Lugo Mendez (nella videointervista sopra), vescovo e teologo della liberazione, giura da Presidente del Paraguay dopo la vittoria del 21 aprile. Il Sudamerica sta cambiando colore, nonostante gli eredi dei conquistadores che non hanno nessuna intenzione di rassegnarsi.

Pubblicato il 19/8/2008 alle 10.13 nella rubrica YvyMaraei.

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