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PRIDE (IN THE NAME OF LOVE) / 2


Un po' come la nazionale della Spagna di Zapatero: gioca meglio e vince.
Il Gay Pride è innanzitutto una giornata di festa. Birra a fiumi, musica a palla, tette e culi che ballano e si strusciano dalle due di pomeriggio alla mattina dopo.
Poi è una vetrina politica di tutto rispetto, con i laici di destra e di sinistra (ieri c'erano anche i gay di Forza Italia mi ha detto un amico disobbediente, indignatissimo) che sgomitano per poter dire anch'io! ci sono anch'io!

Ma soprattutto (per la terza volta):
il movimento gay / lgbt è l'unica forma organizzata (e mediatizzante) di lotta per la libertà più individuale che ci possa essere: il gusto.
L'idea che uno stato possa discriminare la gente sulla base del gusto, sessuale in questo caso, è la cosa più odiosa che mi viene in mente.


Logico quindi che il Pride di Bologna sia diventato una sorta di rendez-vous per tutti gli sfigati come me che non hanno più piazze in cui andare, né partiti di cui fidarsi del tutto.
D'altronde sono rimasti davvero solo loro e il loro sciopero nazionale per la la libertà a chiedere i diritti di cittadinanza negati e l'estensione (e non la contrazione come va di moda adesso) delle libertà.


No, non è il carro della nuova associazione dalemista, pare non ci fossero i tempi tecnici per organizzarlo.
Si può rimediare l'anno prossimo, tanto sono i nuovi laici del Piddì no?


Ombrelli rossi (e pur bisogna andar).
Dietro ci riguarda tutte, lo striscione del Sexy Shock (nella foto la Lolli e Silva), ci sono anche le puttane, il nuovo bersaglio del governo (criminali abituali). Distribuiscono un volantino fiero e spartanissimo:

Oggi sfilano tra il corteo del Gay Pride 2008 gli ombrelli rossi simbolo della resistenza alla discriminazione di tutte/i le/i sex workers.
L'ombrello rosso venne usato dalle e dai sex workers a Venezia nel 2002 che sfilarono fieramente nelle calli in occasione della Biennale.
Proseguendo in questa tradizione e in onore di tutte/i quelle e quei sex wirkers che osano resistere all'oppressione in ogni parte del mondo, anche oggi marciamo sotto 100 ombrelli rossi per dare solidarietà alle rivendicazioni che questa giornata vuole rappresentare contro tutte le discriminazioni.


Wonder Woman era il/la più bell@ del corteo. Merita la chiusura.

La galleria con la selezione delle mie foto del Pride è qui.

Pubblicato il 30/6/2008 alle 3.18 nella rubrica StileLiberty.

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