Blog: http://orione.ilcannocchiale.it

ULTIMA CHANCE PER OBAMA


17000000 di voti.
La maggioranza del voto popolare (il più alto numero di voti elezioni primarie nella storia USA) e le vittorie in West Virginia, Kentucky,
Pennsylvania, Indiana non basteranno: Obama ha già la nomination in tasca da un po'. L'avevano già deciso a suo tempo i grandi editori e la nomenklatura di Washington, la stessa che diceva di voler zittire.
Adesso ci sarà la fila tra gli elefanti democratici che gli vogliono dare un consiglio, evitare una trappola, proteggerlo. Il mercato è appena cominciato.

Ted Kennedy (auguri!) è stato il primo, poi tutti i papaveri si sono accodati, più o meno esplicitamente: Nancy Pelosi, Al Gore, Bill Richardson, Kerry, Edwards, Jimmy Carter, Howard Dean.
Dai nomi derivano i numeri e la faccenda dei superdelegati è già chiusa in partenza: staranno col cavallo vincente.

Rimane la questione politica grande come una casa che porta Hillary a vincere (già data per sconfitta sulla nomination) con 35 punti di distanza in Kentucky: la deep america bianca fatta di poveri diavoli bevitori di birra, (ex) classe media a bassa scolarizzazione che si sta rovinando con la crisi dei mutui sub-prime e delle carte di credito e la delocalizzazione delle imprese, non ha nessuna affinità col fascinoso senatore cosmopolita che piace tanto a quelli (più ricchi e istruiti) che preferiscono lo Chardonnay.
Un po' come se quasi sette elettori del Kentcky su dieci avessero detto
si lo so che vince lui, ma io mi non fido lo stesso.

Questa gente continua a votare per Hillary e pare abbia intenzione di continuare a ragionare con la propria testa (incredibilmente gli endorsemet continui dei vipps al fighetto non li smuovono di un millimetro). Secondo i sondaggi se Obama sarà il candidato voteranno in buona parte per McCain (addirittura un terzo), che riesce a capirli meglio, parla la loro lingua.
In Italia analoghe biografie alle ultime politiche hanno scelto la Lega di Bossi che, forse non per caso, ha dichiarato che se fosse negli States voterebbe per Hillary (anche in un confronto con McCain).

Ora Obama ha la possibilità (ma non molto tempo) di risolvere tutti i suoi problemi con un colpo solo: schermarsi dai notabili (gli ci vuole un buon mastino), creare un ponte di comunicazione con la deep america che non conosce e (se gli dei gliela mandano buona) diventare il primo presidente di colore della storia degli Stati Uniti.
Deve solo trovare una via d'uscita onorevole per Hillary: la vicepresidenza, a occhio e croce.
Sennò perde.

Sull'argomento l'articolo della Stampa: qui.

Curiosità: Obama e McCain sono noti per la grande quantità di leggi bipartisan scritte e presentate a quattro mani, tra cui quella (celebre) che ha istituito il muro in Arizona e New Mexico contro le migrazioni clandestine.
Chi l'avrebbe detto eh?

La foto l'ho presa in prestito qui.

Pubblicato il 21/5/2008 alle 18.37 nella rubrica WonderWomen.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web