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FROM RUSSI WITH LOVE / 2


L'Inter ha vinto lo scudetto nonostante gatti neri, gufi e jettatori in carne ed ossa.
Sarà contento il petroliere ridens: il suo giochino da un miliardo di dollari gli ha fatto guadagnare un'emozione. Può comprarsi serenamente altri tre/quattrocento giocatori, prima che un qualche altro Moratti più parsimonioso non gli fa mettere una palla in testa.

Brutta domenica per un romanista, in teoria.
Tra l'altro Vanessa ed io dovevamo lavorare parecchio, chiusi in casa alle prese con quattro/cinque scadenze tra oggi e domani. Poi Sara - romanista pure lei - è scappata da Roma e si è rifugiata a Russi, nella nostra relax-farm (Vanessa l'ha ribattezzata così perché tutti quelli che vengono a trovarci dormono, mangiano e sorridono in continuazione).

Così ci siamo visti la partita dell'Inter al bar dei comunisti, davanti a due birre, mentre Vanessa a casa finiva il sito di CasaBase (l'agenzia di intermediazione del lavoro domestico di Bologna). Sara che è abituata a fare domande (ed è un po' comunista) non ha resistito e ha chiesto perché tutti lo chiamano così: era la sede del PCI (ora del Piddì), tutto lì.
Le gufate hanno funzionato fino a metà del secondo tempo, alla fine del primo eravamo campioni d'Italia, poi sono arrivati i gol e la fine delle speranze.

Allora siamo tornati a casa un po' pesti ma sereni. Io mi sono rimesso a lavorare e lei si è incammminata verso la campagna-campagna, dove sarebbe riuscita a vedere tanto cielo (un lusso per chi abita in città).
A cena Andrea, il nostro vicino con tre abbonamenti sky in casa (per gli amici, dice), ci ha prestato la bici così abbiamo potuto raggiungere la sagra del castrato di Fossolo Faentino, per una stradina di campagna molto suggestiva.

Talmente tanto suggestiva che Sara ha cominciato a fare insistenti battute sulla possibilità che potesse essere lei il castrato in questione, la nostra cena.
Più o meno la stessa cosa che mi aveva detto un mese fa l'amico Maria (quello pazzo) poco dopo essere sceso dal treno, nel silenzio assoluto del viale della stazione di Russi:
e adesso mi uccidi?

Non li ammazziamo mai i nostri amici, neanche se rimangono a ronfare una settimana - inguardabili - come Ciubecca. Però li portiamo nella deep Italy cui abbiamo accesso: Enrico e Maggie sono finiti all'osteria romagnola con tanto di karaoke e cantante coi basettoni, Sara alla fine si è voluta far fotografare con Dante, leader dell'omonima compagine musicale in compagnia della quale abbiamo chiuso la nostra serata, ricca di personaggi felliniani (tipo cameriera super tettona truccatissima che ti guarda torva come se ti volesse centrifugare), risate e libagioni in grande quantità.

Naturalmente non abbiamo finito i lavori ma è stata una bella domenica di coccole, che mi ha fatto dimenticare del tutto le miserie calcistiche.

Sara poi mi ha mostrato questo sito fantastico, che nel mio ecumenismo di oggi dedico a tutti i pellegrini-interisti che passano di qua: eccolo.

Nell'immagine il Passator Cortese, mitico bandito romagnolo divenuto simbolo dei prodotti DOC di queste terre. E delle sue sagre.

Pubblicato il 19/5/2008 alle 12.5 nella rubrica TwinPeaks.

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