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PRIMAZIA DEMOCRATICA


Pannella e Di Pietro, guastafeste patentati, fuori.
L'ha deciso il "comitato tecnico-elettorale" nominato per vagliare le candidature alle primarie del 14 ottobre: sono leader di altri partiti, con il Pd non c'entrano niente. Veltroni aveva già fatto sapere che "non si può stare in due partiti". Non vale, gioco falso.

Non so di procedure, né mi appassionano, probabilmente hanno ragione Stumpo, Soro e Migliavacca e non ci sono i presupposti per permettere ai due di correre. L'impressione - politica - però è desolante.
Dopo mesi di retorica sul nuovo che avanza e la società civile che spinge, le primarie del Pd che (ancora) non esiste sono aperte solo a margherita, diesse e Adinolfi vari.

Invece che costringere Di Pietro e Pannella ad assumersi la responsabilità della nascita del nuovo partito (e chissenefrega delle tessere che hanno in tasca), invece che essere orgogliosi se "qualcuno usa il Pd come un tram" vuol dire che tira, invece che approffittarne per allargare il campo (e il potenziale elettorale), la primazia democratica si nasconde dietro il solito "rispetto delle regole" e li lascia fuori. Poi lo fa annunciare a Migliavacca, Soro e Stumpo.

Avere due culture politiche in più o in meno tra i promotori del Pd può mai essere considerato un problema tecnico? Un dettaglio procedurale?

Per fortuna che c'è Adinolfi che affronta il gap generazionale da par suo. Dice che spera di "convincere qualche ragazzo a spendere 5 euro per votare alle primarie invece che in birra".
Se fossi un giovane ne berrei diciotto alla faccia sua.

Manifesto storico del PCI tratto da:
http://www.cartacanta.it/

Pubblicato il 31/7/2007 alle 14.4 nella rubrica DeadMen.

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