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BOLIVIA / LOGO E BOTTE



Vanessa
mi ha scritto da Camiri (nel Departimiento di Santa Cruz vicino Gutierrez, dove sono partiti i blocchi stradali dei companeros Guaranì) e mi ha spedito il logo che ha realizzato per l'Autonomia Indigena (sopra). Questo il testo della mail.

"Ieri hanno pestato e ridotto in fin di vita il capo della marcia - quello che abbiamo ascoltato nella Scuola de la Guardia - all'aereoporto di Sucre.
Sono stati dei membri del podemos (estrema destra di Santa Cruz), per l'esattezza un carai (straniero).

Oggi l'apg (Assemble del Pueblo Guaranì) ha denunciato il fatto con una dichiarazione ufficiale, invitando tutti alla marcia verso Sucre. Stiamo per pubblicare la dichiarazione e il logo sul sito:

www.erbol.com.bo

Nel frattempo Pancho è alla ricerca di una copisteria per stampare logo e 500 años de resistencia (l'altro claim di battaglia) sulla plastica: domani è la festa di Camiri (dove sono in questo momento, per l'esattezza nella sede di Radio Parapeti, l'emittente locale - 80 km di frequenza) e qui vogliono fare nottata imbrattando i muri.

Alla Tekove, invece, i ragazzi che sono degli aspri hanno realizzato delle mascherine con carta, plastica e cutter."

Io
sono a Ferrara, in agenzia. Stamattina ho "ideato" un claim per un cliente ("Al sicuro, non in gabbia") che vende porte, finestre e portoncini. Boh.
Dopo la mail di Vanessa, l'abisso di senso fra il nulla cosmico che spacciamo in Occidente e la Tierra sin Màl per cui lottano i Guaranì mi colpisce come una gomitata in bocca.
Per una volta in vita mia però mi sento orgoglioso. Di me (per quel poco che sono riuscito a fare) e di Vanessa. Che ci sta mettendo anima, intelligenza e talento.

Certo se raccontassi che non sono preoccupato direi una balla.

Pubblicato il 12/7/2007 alle 11.36 nella rubrica YvyMaraei.

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