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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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27 aprile 2010

PDL 2.0

“Almirante che cavolo hai combinato???? Hai scambiato un pagliaccio per un futuro statista???? Chiedi il permesso e riscendi in terra quel tanto che basta per dare un calcione nel fondoschiena a questo cialtrone, così potrai tornare e riposare in pace". Questo il contributo di Depil, sul sito del Giornale, al match politico-mediatico del momento.

Per Pontifex (sempre sul Giornale) “Il Sign. Fini è l´uomo più pericoloso della Repubblica...un QUINTA COLONNA che invidia Berlusconi...e sarà sempre un numero Due... Il più grande traditore di questo paese...lui, l´amico dei clandestini africani e musulmani....l’anti italiano.... Caso unico nella Repubblica...è riuscito a distruggere DUE Partiti di Destra...MSI e Alleanza Nazionale...incredibile ma vero! Il suo più grande progetto è distruggere iL PDL e trasformare l´Italia in un paese da terzo mondo...pieno di africani e musulmani...chiederemo un referendum popolare per fermarlo... Fini dovrebbe lasciare l´Italia! Fuori dalla politica Fini!!”

All’altro angolo del ring Barbara Lorella Donati posta una Lettera a Berlusconi
: “Caro” papisilvio oggi inizia il tuo declino politico, vedrai che sarà molto veloce. Rispetto a FINI sei soltanto un pidocchietto della politica. Ti ha fatto la beffa, d’altronde tu sei abituato ai contradditori con emilio fede. Sei una macchietta papisilvio, FINI ti sconfiggerà politicamente!” La pagina di Facebook “Gianfranco Fini Presidente” naturalmente pullula di gente dell’altra sponda passata a complimentarsi. Come Dario Comes “da elettore di sinistra: chapeau! grande Fini..innegabile l'ammirazione per il coraggio di sottolineare la necessità di una vera identità politica, che non sia ostaggio di B, sondaggi, Lega e ciellini benpensanti. Ora ci vuole coraggio!”

In una partita apparentemente chiusa, a dispetto dell’esiguità delle truppe politico-parlamentari (una manciata di fedelissimi tra direzione Pdl e Parlamento) Fini può contare su un piccolo esercito di sognatori
(da “Generazione Italia” di Bocchino&Briguglio a “Libertiamo” del radicale Della Vedova) che agisce principalmente in Rete e in questo momento è in grado di dettare l’agenda, produrre dibattito, caciara e – soprattutto – ottima stampa, ottimamente, puntualmente (e in modo platealmente strumentale) innescata dalle sue incursioni.

“Finalmente qualcosa si muove. Finalmente la plastica si squaglia al calore della vita vera. Del coraggio. Finalmente parole e non propaganda. Finalmente il senso dell'onore. Dell'azione bella perché inutile a se stessi. Finalmente idee e parole come senso dello Stato, legalità, unità nazionale. Finalmente l'Italia. Finalmente la libertà." Così Filippo Rossi, direttore del web magazine di FareFuturo (la fondazione-pensatoio del Presidente della Camera), nel commento alla direzione del Pdl che ha spedito i panni sporchi del partito direttamente nelle case degli italiani, col tiggì della sera. Il fischio d’inizio delle ostilità.

L'articolo è stato pubblicato (con un altro titolo) su The FrontPage.

19 aprile 2010

ESTATE GLACIALE SUL WEB


“Quell’anno, il 1816, venne ricordato come l’anno senza estate e in precedenza c’erano stati anni simili… nel ‘700 ne abbiamo avuto un altro simile in cui si dice si sia gelato, addirittura, il Mississipi… quindi non è una teoria stupida…". Il 2010 senza estate è una possibilità da non scartare per Marina Baldi, climatologia del Cnr, nell’intervista a RaiNews24 di qualche giorno fa. “Ma un grande bombardamento per far piovere, non è possibile?”

Butta là Corradino Mineo, con timidissima ironia. La Baldi spiega seria che no, non si può fare (costa tanto e serve  a poco), poi finisce l’elenco dei pericoli in arrivo (asmatici, bambini, ecc.) e infine chiosa cupa “Non dimentichiamoci che l’ultima volta…” “1816?” s’inserisce Mineo “Si… ha eruttato per circa due anni” “Nel 1816? Quello stesso vulcano?” “No, non era lo stesso vulcano, ma era sempre in Islanda…” Mineo abbozza “quindi… potrebbe essere l’inizio di un lungo periodo?” “Speriamo di no”.


Secondo Italian spot e l’informazione sparita nel 1816 “l’Europa, che stava ancora riprendendosi dalle guerre napoleoniche, soffrì per la mancanza di cibo. Ci furono rivolte per il cibo in Gran Bretagna, in Francia e i magazzini di grano vennero saccheggiati. La violenza fu peggiore in uno stato senza sbocchi sul mare come la Svizzera, il cui governo fu costretto a dichiarare un’emergenza nazionale. Grandi tempeste, piogge anomale e inondazioni dei maggiori fiumi europei (incluso il Reno) sono attribuite all’eruzione”. Prima però “nel 1812 il vulcano Soufrière nell’isola di Saint Vincent nei Caraibi eruttò per quasi sei mesi. Due anni dopo nel 1814 toccò al Mayon nelle Filippine nel 1814. Un anno dopo tra il 5 e il 15 aprile del 1815 ci fu l’eruzione del vulcano Tambora nell’isola di Sumbawa, l’attuale Indonesia.”


Lo spettro dell’estate glaciale (che ammazza i week-end, peggio di qualunque suina, aviaria o mucca pazza), nuova info-mescalina gratuita, s’aggira per la Rete. Il primo commento al video su YouTube dell’intervista Mineo-Baldi, postato da MissPurplelife90, è eloquente “quest'anno mi sono fatta un c**o tnt fuori casa e aspettavo l'estate per riposarmi nella mia città in riva al mare... Ma perché sono nata poretta e non posso pagarmi una vacanza sulla Luna che questi problemi non ci sono?”


L'articolo è stato pubblicato oggi su The Front Page
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12 aprile 2010

PORNOCRACY


"Per concludere questa classifica però vorrei mostrarvi una vera chicca, un orrore in cui mi sono imbattuto proprio la scorsa sera nella mia città. È una panineria che ha scelto come proprio nome Pane e Facebook e propone un menù nel quale ogni panino ha il nome di un diverso sito, Social Network, motore di ricerca ecc. Ma la cosa che più mi crea raccapriccio è sapere che esiste un panino che si chiama YouPorn."

Con snobismo un po’ naif Daniele Mannina su ninjamarketing.it liquida come “horror” una celebrazione pop dello sfondamento culturale della Rete, immortalata dal suo telefonino a quattro passi da casa, e si raccapriccia misteriosamente per il panino chiamato YouPorn. I gestori della paninoteca “Pane e Facebook”, invece, hanno democraticamente riconosciuto che YouPorn, con i suoi oltre 2 milioni e mezzo di visitatori al giorno (per oltre 23 milioni di pagine viste, quarantasettesimo sito più visitato al mondo), è uno dei protagonisti della rivoluzione tecnologica in corso.


YouPorn, RedTube e Fuckbook sono solo alcuni dei principali porno social network, l’altra metà del cielo rispetto ai Twitter, YouTube e Facebook canonici, che conta milioni di utenti in tutto il mondo e un sacco di soldi tra banner pubblicitari, siti e servizi (chat, videochat, web-cam) a pagamento, indotto. Con un click chiunque può avere accesso a contenuti pornografici gratis di qualunque genere, aggiornati in tempo reale con nuovi video amatoriali e trailer più o meno ben camuffati di siti a pagamento, concorrenti, vecchi film. Per andare oltre bisogna pagare.

Pensando alla diffusione capillare (quasi in ogni paninoteca d’Italia c’è qualcuno che ammette di conoscerne l’esistenza) e alla semplicità di utilizzo di questo e degli altri porno social network, le periodiche moraline contro tette in prima serata, fasce protette violate, film e videogiochi depravanti suonano sempre un po’ stupefacenti. La contemporaneità è talmente impregnata dal sesso da averlo trasformato in un vero e proprio totem, cartina di tornasole del potere come il denaro, e quindi moneta di scambio per affari e politica. Bipartisan. Chiunque ha amici maschi può fare rapidamente i conti di quanti, almeno una volta, hanno invidiato le giovani e avvenenti compagnie femminili del premier.

Il porno, quindi? “Un'istituzione benemerita, diffido profondamente da tutti quelli e da tutte quelle che fanno la faccia sbigottita e dicono di non averli mai visti”. Diceva Capezzone (quattro anni e due partiti fa).


L'immagine l'ho presa qui.

L'articolo è stato pubblicato (con un altro titolo) su "The Front Page".

6 aprile 2010

BERLUSCONI 2.0


“Guardate qua donne", il contributo di Lupo Michele alla fan page di Silvio Belrusconi è inequivocabile. Trattasi di una foto che raffigura la scultura di un enorme pene eretto, piantonato da una pattuglia circolare di lanterne multicolore. Le dimensioni sono rivelate dalle due minuscole figure di sesso femminile, in piedi di fronte all’enorme totem. Lupo Michele è uno dei 223.058 fan del presidente del consiglio (che hanno già postato più di 3700 foto), tra cui Arianna Cacciotti, che lunedì sera saluta la compagnia così “Bonanotte Popolo. Buonanotte Presidente. Non fatevi troppe canne stanotte Violacei.”

“Ora che anche Berlusconi è su Facebook ci siamo davvero tutti". Secondo Rienzi, il sindaco di Firenze "i social network e internet in genere hanno cambiato tanto il modo di fare politica. Anche se Berlusconi aveva già un'efficacia comunicativa notevole.” Adesso che ha imboccato la strada dell’alfabetizzazione tecnologica in una settimana (e senza scrivere nemmeno una riga di politica) su Facebook ha tirato su più o meno lo stesso numero di fans di Veltroni (26000 e rotti), Bersani (circa 20000), Di Pietro (quasi 78000), Vendola (87000), Emma Bonino (16000), Rosy Bindi (8700) D’Alema e Pannella (5000 a testa) messi insieme.


“Sono convinto che nel momento in cui si interviene su temi così importanti, sia fondamentale ascoltare i suggerimenti dei cittadini. Ecco perché utilizzeremo Internet e Facebook” afferma Berlusconi nel videomessaggio al Giornale, chiudendo così – almeno simbolicamente – l’era pre-tecnologica della destra italiana, quel breve lasso di tempo in cui la sinistra ha avuto la possibilità di acquisire una posizione dominante in Rete (dopo esser stata per oltre vent’anni sotto scacco televisivo). Grillo e Di Pietro ci campano da un pezzo e il cosiddetto “popolo viola” ci è nato dentro. Ora arriva la corazzata Berlusconi.


Quello di Facebook, peraltro, potrebbe essere solo l’antipasto. Antonio Palmieri, responsabile internet del Pdl ha una strategia: “a breve lanceremo il sito ilgovernodelfare.it, affiancando il cammino delle riforme, interrogando e facendo partecipare direttamente gli italiani. Ci sarà quindi un “gazebo telematico” per chiedere ai cittadini che tipo di riforme vogliono”.


“Guardate qua donne” l'ho presa qui.

L'articolo è stato pubblicato oggi su "The Front Page".

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