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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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26 gennaio 2010

PICCOLA PATRIA


Una delle boiate più classiche solitamente appiccicata a Internet è che "allontana la gente dalla vita reale", quando per vita reale s'intende quell'intreccio di relazioni che di solito si sviluppa nel territorio in cui si vive. Enrico Maria Milic – 33 anni, giornalista, antropologo,
blogger irredentista triestino, esperto di comunità online (già direttore editoriale di Studenti.it e Giovani.it), consulente di Swg e di Claudio Burlando –  come responsabile di ‘Bora.La’, il sito di notizie e opinioni dedicato al ‘Litorale’ (il fazzoletto di terra che unisce il Friuli all’Istria), è convinto del contrario: “in Internet come su altri media c’è la possibilità di fuggire con la fantasia dal luogo in cui si vive e dalle rogne quotidiane. Ma ci sono molti servizi Internet (per esempio: siti dedicati a luoghi specifici, il servizio ‘eventi’ di Facebook, Meetup, eccetera) che forzano l’esperienza digitale a rapportarsi col tuo posto. È il contrario dei sogni nazionali e cosmopoliti della tv, da Mike Bongiorno al Tg1 a Lost.”

“A Trieste e Gorizia fino a pochi anni fa c’erano solo il Tg3 regionale, Tele4 e altre radio e tv locali oltre al quotidiano “Il Piccolo”. Per discutere la realtà locale in termini di massa bastavano gli speaker di quelle trasmissioni e i giornalisti del cartaceo. Ora i fatti salienti del Litorale sono discussi, tra i vari siti, anche dai nostri 3000 lettori quotidiani. Oggi le discussioni sulla cronaca restano archiviate online, si possono continuare nel corso dei giorni e sono perennemente ricercabili online. Questo fa sì che la gente crei legami stabili sulla base della cronaca che la nostra redazione e i lettori stessi condividono sul sito. Non è lo speaker della tv il medium, ma lo sono le conversazioni aperte dalla gente stessa. Non è il quotidiano locale del gruppo L’Espresso che impone eventi e personaggi nell’agenda locale, ma i cittadini stessi. Due esempi: lo scorso anno su Facebook si sono mobilitati per conto loro centinaia di habitué di club culturali per salvaguardare l’esistenza dei loro locali nella città vecchia di Trieste. E ci sono riusciti. Su Bora.La i nostri lettori discutono da tre anni di regionalismo e localismo in maniera non leghista, ma aperta e inclusiva nella tradizione delle Trieste e Gorizia mitteleuropee, non nazionaliste.”

Certo, se Bora.La è “il contrario dei sogni nazionali e cosmopoliti della tv, da Mike Bongiorno al Tg1 a Lost” potrebbe odorare di conservazione: “col cavolo. È il cosmopolitismo di sinistra che dai tempi di Pasolini si è dimenticato di immergersi umilmente nelle diversità culturali e sociali dei singoli territori. Non è un crimine che la gente ami i luoghi in cui vive e se questi danno senso anche all’opinione politica della gente. Non può esistere un’informazione progressista che non contempli sia le radici del singolo territorio che pratiche inclusive e xenofile. Anzi, è spaventosa l’idea che “siamo tutti uguali” e sarà “La Repubblica” da Roma a salvarci.”

Tratto da "The Front Page".

Trieste asburgica l'ho presa in prestito qui.

19 gennaio 2010

TWEETING FROM HAITI


“So sorry to not anchor my show today. Couldn't break away from the field hospital. If #cnn doesn't fire me, promise to do the show tomorrow"
. Sono passate da poco le 6 del pomeriggio quando Sanjay Gupta, neurochirurgo e caporedattore medico della CNN,
ha un annuncio da fare al milione e passa di suoi followers su Twitter: quella sera non potrà andare in onda e promette di farlo il giorno dopo (se la CNN non lo licenzia, chiosa con invidiabile humour).

Undici ore prima aveva raccontato, incredulo, la fuga di mezzi e personale medico e paramedico delle Nazioni Unite “per motivi di sicurezza” dall’ospedale da campo a cui era assegnata la sua troupe: “At field hosp. the UN evacuated the docs, but my crew stayed with me. 25 patients - injured badly, but we are making sure they get good care”. Rimasto l’unico medico dell’ospedale, il giornalista ha lasciato il posto al neurochirurgo e la troupe è diventata la sua equipe improvvisata. Nonostante la perdita del generatore elettrico tutti i pazienti dell’ospedale sono rimasti in vita.

Gupta, che sembra uscito da un albo della DC Comics più che da un network tv, ha da poco rifiutato una prestigiosa carica da Obama in persona (Surgeon General degli USA) per continuare a fare il proprio (doppio) lavoro ed era ad Haiti al momento del terremoto. Il 14 gennaio, poche ore dopo il sisma, scriveva: “Non è stata riattivata l’elettricità, sto twittando grazie alla connessione satellitare e ad un generatore elettrico sento colpi di arma da fuoco qui vicino. Non ho mai visto cose del genere prima. Anche se odio dirlo, sembra una situazione senza speranza. I cadaveri sono ancora nelle strade. Mi chiedono se posso dare aiuto: certo che lo farò, sono un reporter, ma innanzitutto un medico”. Poi ha salvato la pelle a una bambina di 15 giorni, rimasta orfana e in condizioni apparentemente disperate (nel video sopra).

Come per la rivoluzione verde dell’Iran, Twitter è una sorta di macchina della verità capace di far filtrare pezzi di vita, di terrore e coraggio, angoscia e speranza, che bucano censure e catastrofi e irrompono nel nostro mainstream quotidiano. Quella di Gupta è l’altra faccia, per ora pericolosamente minoritaria, dell’inferno di Haiti (la punizione di Dio per il patto col demonio stretto nel 1791 dai sacerdoti voodoo per ottenere l’indipendenza dalla Francia, secondo il telepredicatore Pat Robertson).

L'articolo è tratto da The Front Page.

14 gennaio 2010

OROSCOPO DI UN GATTONATORE PROVETTO


Pesci (19 febbraio - 20 marzo)

Sei arrivato alla laurea. Probabilmente non otterrai nessun riconoscimento ufficiale ma hai completato lo studio di una certa materia della scuola della vita. Più avanti potrai ricominciare a studiare questa disciplina a un livello più alto, ma per il momento hai imparato tutto quello che potevi. Ti consiglio di farti una specie di esame finale (che valuterai tu stesso). Potresti anche celebrare un rituale scherzoso per festeggiare la fine di questo capitolo della tua storia. Ti libererà la mente e il cuore per prepararti al prossimo.

L'oroscopo di Rob Brezsny è stato preso qui.


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permalink | inviato da orione il 14/1/2010 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 gennaio 2010

PRIMO MARZO 2010


“Immigrati per favore non lasciateci soli con gli italiani”
è l’Eros Cozzari-pensiero, affidato all’immagine di un tag murale in una qualche città e postato sul gruppo del giorno. Forse ci volevano i fatti di Rosarno per avverare l’evento: lo sciopero degli stranieri pare che diventi realtà. Un po’ di Alabama alla calabrese – schiavismo e fucilate, ‘ndrangheta e puzza di apartheid – e “Primo marzo 2010 - 24h senza di noi”, il gruppo di Facebook sullo sciopero degli stranieri e degli italiani che ne hanno abbastanza delle bestie che infestano bar e uffici, è svettato al primo titolo dei principali quotidiani online italiani. Risultato: i 13000 iscritti di domenica mattina sono diventati quasi 20000 domenica sera.

A parte il trionfale ingresso nel mainstream, però, pare si sia messa in moto una macchina organizzativa di tutto rispetto e sul blog dell’evento spuntano come funghi nuovi comitati territoriali, sottoposti a una sorprendentemente rigida serie di criteri vincolanti per ottenere l’affiliazione. Sulla bacheca del gruppo su Facebook post, commenti, foto si contano a centinaia e il politically correct tende a cedere il passo a indignazioni vere, di pancia, tipo “dopo aver visto su fb un po’ di gruppi a sostegno dei razzisti (ed in questo caso dei mafiosi), io mi auguro che, se un Dio esiste, faccia rinascere chi vi ha aderito, in una prossima vita, ebreo nel 1939 in un qualunque posto a caso dell'Europa continentale”.

Il fatto poi che il Calderoli di turno si metta subito a terroristeggiare (“attenti, o tutta l’Italia diventerà una Rosarno”) e che partiti e sindacati siano stati palesemente spiazzati non fa che confermare che se, davvero, gli immigrati regolari riusciranno a fermarsi per 24 ore l’Italia intera si fermerà. E la parola “sciopero” riacquisterà, per un giorno, quel significante potentemente rivoluzionario che l’aveva resa così temibile durante il vecchio Novecento.

L'articolo è tratto da "The Front Page".
L'immagine è stata presa qui.

7 gennaio 2010

ELOGIO DELLA FOLLIA


Curiosamente (ma non troppo), è il libro preferito dell'Avanzo di Balera, scritto da Erasmo da Rotterdam nel 1509, oltre che la colonna sonora di questo fine 2009.

L'articolo continua sul blog di Aprile, qui.
L'immagine l'ho presa qui.

6 gennaio 2010

LEONIDA 2010

"Pink è una cantante pop di successo. Ha una bellissima voce, ha venduto 32 milioni di cd e ha vinto due Grammy. Ultimamente ha aggiunto ai suoi spettacoli dal vivo un elemento che non c’entra niente: un’esibizione al trapezio. Nell’ultimo galà per la consegna degli Mtv video music awards, ha cantato Sober appesa a testa in giù, dondolando a venti metri da terra. Guardandola sono rimasto molto perplesso, e mi sono chiesto: “Ha paura che la sua canzone e la sua voce non bastino a tenere inchiodato il pubblico?”. Nel 2010, Pesci, ti consiglio di non seguire il suo esempio. Non hai bisogno di strafare. Ti basterà cantare le tue canzoni."

Questo è l'oroscopo di Leonida per il 2010, secondo Rob Brezsny.


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permalink | inviato da orione il 6/1/2010 alle 16:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

6 gennaio 2010

GEMELLI D'ITALIA


Gemelli (21 maggio - 20 giugno)

Ho buoni motivi per pensare che tra un anno avrai ingrandito il tuo impero. Avrai più risorse a disposizione, sarai in grado di esercitare un’influenza maggiore e dovrai assumerti responsabilità più grandi. Però non puoi aspettare che sia il destino a occuparsi di tutto. Comincia a darti da fare: organizzati meglio, chiarisci la tua strategia e prenditi più cura di te stesso. Chiaramente, non sei obbligato. Puoi anche scegliere di comportarti come un pigro vagabondo senza nessuna missione da compiere. In questo caso, però, tra un anno non venire a lamentarti se ti sentirai un pappamolla.

Questo è il nostro 2010 secondo Rob Brezsny.


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permalink | inviato da orione il 6/1/2010 alle 16:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 gennaio 2010

NEW PSYCO YEAR?



SIAMO PAZZI! ARRENDETEVI!


Così sta scritto su un tag, parecchio amatoriale, su un muro di un’anonima città, presumibilmente in Italia. La foto, che ritrae in notturna la cupa minaccia all’intero emiciclo dei (presunti) sani di mente, costituisce l’apporto di “Nipote Dei Fiori” alla fan-page dedicata a Susanna Maiolo, su Facebook. Si aggiunge alla galleria di caricature del Papa e a due foto di nemici dell’iniziativa (munite di didascalie piuttosto minacciose).

L'articolo continua su "The Front Page".
L'immagine - lo smile di Watchmen - l'ho presa qui.

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