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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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15 giugno 2008

A MEZZANOTTE VA


Mentre il governo schiera l'esercito per proteggere le nostre città dalla malapianta della criminalità e i sani di mente si scompisciano dalle risate (o si fanno i conti in tasca su quanto gli costa, a seconda del carattere) consapevoli dell'inutilità ostile (e gratuitamente allarmistica) della mossa,
quelli di Radio Fujiko si sono inventati la Ronda del Piacere.

Che venerdì 30 maggio è partita, appunto, a mezzanotte
tra le vie di Bologna, da Porta San Donato fino a via del Pratello passando da Via Zamboni, Piazza Verdi, il Baraccano, Piazza Maggiore, Piazza San Francesco e infine Via del Pratello. Quasi tutti i santuari del conclamato degrado cittadino (dove grazie a pub, osterie e zùven è anche più difficile essere stuprate però). Con collegamenti dagli inviati in Sardegna e in Olanda (ma va?).

Il delirio collettivo sulla sicurezza a Bologna è diventato un vero e proprio fenomeno di costume, giunto a contare (prima dei fujikiani) almeno sei ronde, rigorosamente e reciprocamente ostili. Oltre che inutili e brutte da vedere: gruppetti di frustrati amanti dell'arma fallica, facce truci girano per le strade a caccia di colpevoli veri o presunti, il concetto di criminalità che deborda in quello del decoro e dei mai-goduto si arrogano di decidere il limite del lecito (cioè che sognano di farlo, mentre si fanno le pippe con l'ispettore Callaghan o quando sgummano sui loro suv di merda tra gli splendidi vicoli trecenteschi).

Normale poi che un bravo cittadino, residente e bolognese possa dire a un barista di via Marsala (residente e bolognese anche lui)
stai attento, sporco negro, che ti faccio rimandare in Africa
Oppure che un capotreno fuori di testa (e bolognese) si metta a urlare in servizio
"sporca negra" e "schifosi, tornate in Africa" e "Berlusconi finalmente vi rimanderà tutti a casa"
 a una donna del Ghana che vive (regolarmente) a Palermo.

Prima che il blob della necrofilia ci sommerga del tutto Radio Fujiko ha schierato il suo bravo mini Yellow Submarines contro gli uomini in grigio.
La semplicità eversiva di un sorriso
, dicono.
Beh, meglio di niente.

A mezzanotte va
la ronda del piacere
e nell'oscurità ognuno vuol godere
son baci di passion
L'amor non sa tacere
e questa è la canzon
di mille capinere.


Traduzione per gli indecisi (più o meno democratici): altro che ronde, scopate!
Scopateci sopra.
 
Nella foto la Banda Bassotti di Radio Fujiko al Millenium, diecimila carnevali fa.

29 maggio 2008

DIETRO LA LINEA GOTICA / 2


Il raid al Pigneto?
Tutto risolto, l'aggressore si è costituito. È un povero diavolo un po' esaurito col tatuaggio del Che, che è  andato fuori di testa per l'ennesimo furtarello. E gli altri 15, armati, a volto coperto che hanno sfasciato gli altri negozi (tutti di gente dell'est asiatico)?
Chi li conosce, dice lui. E nessuno ne parla più: raid al Pigneto, nessuna matrice politica battono tutte le agenzie all'unisono. Game over.

Dopo l'aggressione a Christian Floris, 24 anni e conduttore di deegay.it (menato in quanto gay) è toccata a Kledi Kadiu, uno dei ballerini di amici, che le ha prese perché è un albanese di merda, come gli hanno fatto notare prima di cominciare a suonargliele.

Alla Sapienza? Solo una rissa tra ragazzi di opposte fazioni politiche si affrettano a dire governo e questura. Bisogna stare attenti a non fomentare il rischio degli opposti estremismi, no?
Gli unici estremisti in campo sono gli apprendisti stregoni che continuano a soffiare su un'Italia che scoppia o (peggio) a far finta di niente:

omofobia, fascismo, sessismo... è questa la vostra sicurezza

Uno striscione (dei collettivi della Sapienza) che vale più di mille parole.

Comandante diavolo, monaco obbediente, giovane staffetta, ribelle combattente
la mia piccola patria, dietro la linea gotica sa scegliersi la parte...

La Marcia su Roma l'ho presa in prestito qui.

Dietro la Linea Gotica: qui.

25 maggio 2008

VIVA VIVA LA SICUREZZA


Non male come esordio per l'Avanzo di Balera.
Dopo tanto parlare di tolleranza zero, a destra e sinistra, benvenuti alle prove tecniche di guerra civile, come nel 2001 a Genova.

Anche lì c'era in palio un'idea di sicurezza (quella dei leader del mondo, allergici al confronto/scontro con le persone in carne ed ossa) minacciata e la destra fece quello che le riusciva meglio: manganellare. Poi c'è scappato il morto e sono comparsi i fantomatici e impeccabili (in termini di alternative-look e capacità di passare inosservati alle autorità: il campaggio in cui stavano misteriosamente non ha mai subito perquisizioni) ninja/black block, vero e proprio tormentone delle sfilate autunno-inverno di quell'anno.

Questa volta invece non c'è il Balilla in centrale operativa (il principale l'ha promosso Presidente della Camera), ma il suo vice è diventato Sindaco di Roma per darle una bella ripulita e i suoi ex compagni di merenda devono aver pensato che è cominciata l'ora della ricreazione pure per loro.
La Questura e il Vice-Balilla dicono: la politica non c'entra niente coi fatti del Pigneto, si tratta di questioni personali (anche se erano in 20 a spaccare il negozio, anche se non è il primo episodio). Come se la politica a Roma non lo fosse (Alemanno dovrebbe saperne qualcosa).

Io ci ho vissuto al Pigneto, con Vanessa, nel 2001.
Era una figata di rione, non ancora vippizzato (né punkabbestizzato), dove romanità e resto del mondo davano il meglio di sé gomito a gomito. Tra la sopraelevata della Prenestina e la ferrovia della Casilina, il Pigneto era un oasi con la zona pedonale (una rarità a Roma).
Noi stavamo in via Macerata, la strada in cui è avvenuta l'aggressione ai negozi asiatici,
davanti all'Avorio erotic movie e vicino al bar della Rosi, la matriarca del quartiere: mora, cinquantanni, donnona/tettona sempre dritta, voce tonante, occhiataccia o sorrisone sguainati a seconda.

Un pomeriggio arriviamo al bar e c'era più fermento del solito
ciao Rosi che succede?
i fascisti... hanno aperto 'na sede al Pigneto
(smorfia d'indignazione) poi però sono arrivati i compagni...
eh?
'ianno menato!
I fascisti erano poi quelli di Aenne e al Pigneto non c'erano mai stati. Ora, pensare che la politica non c'entri, in un posto del genere in questo momento, è davvero difficile. A meno non si creda che per c'entare ci sia bisogno di svastiche e celtiche in bella mostra o magari di un volantino di rivendicazione con l'indirizzo e il numero di telefono.

Quello del Pigneto è un messaggio: la musica è cambiata.
L'Alba, mia nonna, che ha quasi ottantacinque anni e sa di cosa parla, qualche tempo fa mi ha detto che sente puzza di fascio. Dice che comincia sempre così, prendono di mira quelli più deboli di cui agli altri non frega niente: immigrati, accattoni, tossici. E governano con la paura.
Pochi giorni prima del Pigneto e della quasi contemporanea aggressione a uno dei conduttori di dee-gay.it, il Vice-Balilla dichiarava che Roma di notte non è più sicura. E i "media" hanno ficcato la minchiata nel mainstream-biberon, come sempre.

Perché stupirsi delle ronde poi (a Bologna ho letto che ne han fatte cinque o sei), della gente che non ne può più e si fa - davvero - giustizia da sola, dopo che gli hanno martellato il cervello con l'ossessione della rapina del rumeno e dello stupro dell'albanese?
O del boom politico-elettorale della destra, con i sindaci di sinistra lanciati all'inseguimento nel panico tattico e col vuoto strategico in testa?
O peggio del comune razzismo, oramai senza pudore (basta con questo politically correct di merda no?) nei confronti di ogni - presunta - diversità, che sentiamo al bar o sul treno?

Politica e "media" sono colpevoli di aver fatto passare l'equazione sicurezza=immigrazione, politica e "media" continuano a fingere sdegno e riprovazione quando gli effetti di questo corto circuito spaccano teste e vetrine.
La destra poi porta una responsabilità specifica: l'omofobia è parente della xenofobia e anche la propaganda clericale contro l'esistenza di ogni famiglia creativa comincia a dare i suoi frutti. Sotto forma di legnate.

Non parlo poi di Napoli (gestita come Baghdad), dell'incidente diplomatico con la Libia, degli assalti ai campi rom, delle dichiarazioni allucinanti che hanno fatto vincere al governo (in tempo record) il premio "Rudolf Hess" della Comunità Europea.

Con l'Avanzo di Balera al governo i giornalisti non si annoiano, questa è l'unica sicurezza.
Per il resto son cazzi degli italiani, in particolare di quelli poveri (bianchi, gialli e neri) e/o a rischio conflitto sociale. Gli altri, quelli (di sinistra) che non sono andati a votare, sfighetteggiando, adesso hanno un sacco di bei saggi indignati contro la destra da scrivere e di petizioni online da firmare.
Manifestazioni, vedremo.

Il manifesto della Liberazione al Pigneto l'ho preso qui.

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