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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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16 novembre 2010

LARGO AI VECCHI


“I giovani residenti in Italia tra i 18 e i 30 anni (nati tra il 1980 – anno della storica rivendicazione dei quadri Fiat – e il 1992) sono 8 milioni 605 mila 654 (fonte Istat). E solo poco più di 728 mila (secondo i dati forniti dalla Cgil, Cisl, Uil e Ugl), per una percentuale inferiore al 10%, sono iscritti a una di queste quattro sigle sindacali.”.

I numeri non lasciano spazio a equivoci: di questo passo, oltre all’Inps, anche il sindacato rischia di chiudere i battenti, al massimo entro due generazioni. Forse per questo, nelle stesse ore in cui sono stati diramati i dati della ricerca che rivela l’impietosa realtà, il nuovo segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha esordito mediaticamente rivendicando un’azione virale che ha fatto di nuovo alzare il pollice a Repubblica.

“Giovani disposti a tutto”, anzi, “non +”. A dirlo, con forza, è la Cgil, che oggi in una conferenza stampa “ha svelato il mistero”, presentandosi come autore della campagna che dal 30 ottobre ha suscitato interesse, curiosità e ottenuto oltre 70.000 visite sul sito Internet e quasi 6.000 fan su Facebook. “Non + 2? è anche la parola d’ordine, il motto della manifestazione indetta dal più grande sindacato italiano per il 27 novembre, a Roma.

La campagna è partita, anonima, il 30 ottobre, con affissioni in tutta Italia e banner in Rete, e pubblicizzava una serie di finti annunci di lavoro per giovani vittime della precarietà (tipo “Azienda leader nel largo consumo cerca giovane laureata bella presenza disposta a farsi consumare”). Era un teaser per la manifestazione della Cgil e Repubblica è stata la sua balestra. “Il tema della campagna è stato ripreso dal nostro sito con l’iniziativa “Racconta a Repubblica.it le ‘proposte indecenti’.” Sono arrivate centinaia di testimonianze da cui emerge una realtà sconcertante, di annunci veri molto simili a quelli finti”.

Dopo la manifestazione, il comizio, le telecamere, il tributo degli artisti, il bisticcio sul numero dei partecipanti e tutto ciò che prevede il menu mediatico e circense, si tornerà ai freddi numeri e alla realtà di una generazione che, semplicemente, il sindacato non sa bene cosa sia. Per spiegarlo (e tentare di evitare l’estinzione) bisogna parlare la stessa lingua (sui loro media) tutti i giorni, non soltanto in occasione delle feste comandate.

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.
L'immagine è stata presa qui.

13 ottobre 2010

THIS IS NOT AMERICA

“Un po’ Renzi, un po’ Vendola”. Secondo il suo entourage questo è il ritratto di Benedetto Zacchiroli, neo candidato sindaco alle elezioni primarie del centrosinistra bolognese, che si accinge a sfidare il folk-runner Maurizio Cevenini, sostenuto dalla maggioranza di elettori e notabili – indecisi a tutto – del Pd ancora sotto choc dopo le dimissioni di Delbono, e Amelia Frascaroli, ex braccio destro di Don Nicolini alla Caritas, esponente di spicco del cattolicesimo più impegnato dalla parte degli ultimi, stimatissima candidatura di bandiera (e, eventualmente, perfetto vicesindaco).

Dopo l’abbandono a sorpresa di Duccio Campagnoli (ex segretario della Camera del Lavoro di Bologna, ex assessore alle attività produttive della Regione e, in altri tempi, candidato naturale dell’establishment politico ed economico, almeno tra quelli in partita), a tentare di rompere le uova nel paniere è, naturalmente, il classico “giovane” candidato di rottura. Zacchiroli ha 38 anni e, a parte i girotondi, è stato collaboratore dell’ex sindaco Cofferati (ha curato le relazioni internazionali di Bologna) e ora è consulente della città di Fortaleza (in Brasile) e dell’Unesco.

La mossa di Zacchiroli è stata architettata sin dall’inizio come un’azione virale capace di cortocircuitare a proprio vantaggio la fame di news delle gazzette cittadine e la debolezza del fu partitone. Tutto è iniziato dallo slogan di un volantino distribuito alla Festa dell’Unità: “il candidato alle primarie non cev” (con chiara allusione a Cevenini), definito dall’autore (con poco senso della misura) “un gesto dadaista”. Da lì è partito il mistero medatico-politico sul “nuovo candidato” (il sito senza nome, le indiscrezioni), orchestrato dallo staff di Zacchiroli (che smentiva di essere lui nonostante tutti quanti lo sapessero). Il letargo della ragione ha fatto il resto e alla fine della fiera Zacchiroli è stato incoronato “nuovo Renzi bolognese” da Lucio Dalla in persona.

Si dice: la politica si sta personalizzando, come negli Usa. Negli Stati Uniti, in queste ore, in occasione delle elezioni di mid-term sta andando in onda una vera e propria guerra degli spot – dalla strega O’Donnel al “governo sulle spalle”, passando per Dan il Talebano e le performances di Palla di Cristallo (si chiama davvero Krystall Ball) – che sembra aver confinato ancora di più la politica a variabile dadaista dello show (il calo di fiducia nei confronti di Obama e lo show mediatico dei Tea Party contribuiscono a infiammare il clima). Ma sempre negli Stati Uniti, e sempre nelle stesse ore, una radio pubblica – NPR – ha pubblicato sul proprio sito The Message Machine, una sezione ad hoc per verificare le bugie contenute negli spot. Senza sconti per nessuno.

"This is not America" di David Bowie è qui.
L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.

28 aprile 2009

MANIFESTIVAL 2009


"UDC: Un Divorziato Cattolico"


L'occasione fa l'uomo creativo.
Basta un generatore automatico di manifesti - messo a disposizione degli aspiranti copywriter da Paul The Wine Guy - e le contraddizioni, le ruffianerie e le involontarie comicità dei nuovi manifesti dei partiti per le elezioni europee saltano fuori in tutta la loro creatività.

La moda "virale" di taroccare i faccioni degli eterni candidati a qualcosa, che incombono seriali da tangenziali e vicoli medioevali in quella campagna elettorale permanente in cui si è definitivamente trasformata la politica italiana, non è certo una novità.
Solo, si vanno affinando gli strumenti tecnologici per permettere a chiunque - anche a chi non è in grado di photoshoppare le foto - di scoprire la propria vena creativa e magari di sfogarsi pure un po'.

L'articolo completo, l'ultimo Bianconiglio pubblicato su Aprile, si trova qui.
L'immagine l'ho presa in prestito qui.

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