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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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10 marzo 2011

ORA E SEMPRE APOCALISSE

“Dall’associazione nulla trapela sul loro stile di vita, né sui loro obiettivi, si sa solo che la «Quinta Essencia» punta a «preservare l’equilibrio ecologico». Le poche notizie sulla «colonia dell’apocalisse» trapelano sulla stampa locale attraverso gli abitanti del luogo, un migliaio in tutto, che hanno prestato la mano d’opera alla costruzione della «cittadella blindata». Quel che si sa è che si tratta di 38 nuclei familiari, che hanno eretto altrettante ville, dotate di fortificazioni, porte e finestre a prova di esplosivi, rifugi sotterranei e collegate tra loro da una rete di tunnel. Il complesso forma una specie di fortezza chiamata, come quelle degli antichi Maya, «La de los Aguilas», appunto, un rifugio delle aquile, per resistere all’apocalisse imminente.”

Le news di Corriere.it, come tante altre testate, assomigliano sempre di più a soggetti cinematografici. Sia nelle catastrofi umane e naturali che nelle bizzarre vie che l’estro creativo suggerisce a un gruppo di vips (vista l’entità dell’investimento si presume che si tratti di gente danarosa) che ha deciso di portare alle estreme conseguenze lo spirito, crepuscolare, dei tempi. Il frullatore mediatico di verità e flash mob, grazie alla Rete ci restituisce in tempo reale una realtà continuamente deformata da specchi distorti e interpretazioni diverse e insinua il germe del relativismo, da tempo oggetto di bolle papali e scomuniche intellettuali bipartisan.

La Rete in sé è uno strumento totale. La realizzazione della profezia di McLuhan – “il mezzo è il messaggio” – ha cambiato il mondo e, presumibilmente, impresso uno scatto d’evoluzione alla specie umana ma, contrariamente a chi l’immagina come una sorta di ideologia evangelizzatrice, tecno-buonista, contiene tutto e il suo contrario. Al Twitter strumento-simbolo della Rivoluzione Verde in Iran si contrappone il Facebook in Sudan, sfruttato dagli uomini del regime che hanno aperto un falso account per convocare una manifestazione-esca che ha fruttato un buon numero di arresti.

Ed anche in fatto di Apocalisse regna il relativismo più assoluto. Secondo Harold Camping, classe 1921 e presidente della Family Stations – network religioso californiano con circa 150 stazioni radio e tv sparse per tutti gli Stati Uniti – è possibile leggere la Bibbia come un calendario che permette di calcolare il giorno del giudizio universale. L’ingegner Camping, che studia la Bibbia da cinquant’anni, sostiene che il Giorno del giudizio comincia il 21 maggio 2011, tra poco più di due mesi, e finisce il 21 ottobre 2011, con il fuoco. Un anno e due mesi prima dell’ultimo giorno del calendario Maya per un evento fatto di t-shirt “21 maggio 2011” e macchine decorate con “Il ritorno di Cristo: 21 maggio 2011”. Per i suoi seguaci ci sono i segni evidenti dell’appropinquarsi della fine dei tempi, come ad esempio la misteriosa moria di corvi e pesci che ha colpito l’Arkansas e altre zone del mondo alla fine del 2010.

Se si dà un’occhiata al curriculum dell’ingegnere, che aveva già pronosticato il game over per il 6 settembre 1994, è facile liquidare il tutto con un’alzata di spalle. Rimane il fatto che sempre più spesso spunta sul web una qualche Apocalisse più o meno suggestiva, come proposta di exit strategy esistenziale o per un soggiorno mistico ed esclusivo. C’è da chiedersi cosa succederebbe se tanta gente cominciasse a crederci.

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.

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