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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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22 gennaio 2008

VIA, VERSO NUOVI E FORMIDABILI CONDONI


Dunque ci siamo.
Dopo due anni neanche di squallore, intervallato da sconfitte, da una politica estera dignitosa e da imprese di declinismo economico ai limiti dell'ospedale psichiatrico (la gag sul tesoretto ad esempio è stata più che surreale), Mastella toglie la fiducia al governo perché gli hanno indagato la famiglia, dice. Non si cura neanche di rispondere, quando gl fanno notare che tra i suoi cazzi col magistrato matto (perché è matto) e il suo appoggio alla maggioranza di governo il nesso non è poi così automatico. Si limita a ripetere non sono stato difeso, come un mantra.

Così il game over è apparso sul display di governo e centrosinistra, con il tipico
suono dell'inevitabilità.
E mo'?
Elezioni?
Governo istituzionale, cioè vecchi barbogi e riformine?
Avanzo di Balera III, l'eterno ritorno?

Nessuno ne sa niente, tutti si scazzano con tutti come al bar. Di Pietro vuole denunciare Mastella, Prodi ce l'ha con Veltroni che sospetta D'Alema, che è incazzato perchè non potrà più espatriare in continuazione, sbeffeggiando politica e "media" italici nelle rare apparizioni sul suolo patrio.
Che cazzo di Paese.

Ieri sera mi ha chiamato Sinopolo per dirmi che
adesso Napolitano da l'incarico a Ruini.
Non sarebbe male in fin dei conti.

Hanno la faccia come il culo l'ho preso qui.

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