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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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4 gennaio 2011

LETTERA AGLI STUDENTI

Sperando di svicolare dignitosamente tra paternalismo senescente e cinismo distaccato, mi prendo queste righe d’inizio anno per rivolgermi ai militanti del Movimento Studentesco Nazionale, con tutte e tre le maiuscole proprio come ho trovato in giro per il web, manco fosse una citazione di un ciclostilato degli anni ’70.

Per la prima volta, dopo gli anni settanta infatti, si parla di Movimento Studentesco e non di Onda, Pantera, Udu, Cl, collettivi, Sinistra Giovanile, Azione Giovani e via citando. E questo fatto, di per sé, è già un evento. Nell’immaginario collettivo è passato che gli studenti in quanto tali esprimono un disagio vero, che in qualche modo mostra un nervo scoperto dell’Italia del 2010: quello dei giovani e del furto di futuro che si sta compiendo ai loro danni.

Con sfumature diverse, naturalmente, è opinione diffusa (confortata dall’esperienza quotidiana) che un disagio generazionale esista e valichi ampiamente le sensibilità politiche e le classi sociali. Il presidente Napolitano ha in qualche modo raccolto questo disagio, la sensazione che qualcuno o qualcosa abbia cambiato le carte del futuro, ma gli altri – politici, giornalisti e parolai vari – si sono limitati a dividersi, con diverse sfumature, in opposte tifoserie. Come a Genova.

E il fatto che non ci sia stato un altro Carlo Giuliani, alla manifestazione di Roma, è un miracolo, un caso fortuito di un destino che andrebbe accuratamente assecondato, evitando di fare della violenza un totem (ancorché simbolico) che alla fine dei conti ottunde la ragione e mena comunque rogna. Ma questo è scontato, a parole son buoni tutti. Meno scontato è capire in che modo capitalizzare quel credito di visibilità acquisito, l’essere percepiti da buona parte dell’opinione pubblica – nonostante le auto e le teste fracassate – come una buona causa. Quella di chi si batte per un’università migliore.

“ADOZIONE DI UN CODICE ETICO per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. LIMITE MASSIMO AL MANDATO DEI RETTORI di complessivi 6 anni, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma. Un rettore potrà rimanere in carica un solo mandato e sarà sfiduciabile. NUCLEO DI VALUTAZIONE D’ATENEO A MAGGIORANZA ESTERNA per garantire una valutazione oggettiva e imparziale. GLI STUDENTI VALUTERANNO I PROFESSORI e questa valutazione sarà determinante per l’attribuzione dei fondi dal ministero. VALUTAZIONE DEGLI ATENEI: Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. OBBLIGO PRESENZA DOCENTI A LEZIONE: avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione.”

Alcuni di questi punti della riforma Gelmini sono da almeno quindici anni bandiere dell’associazionismo di centrosinistra (oggetto ossessivo di quella vasta letteratura minore che pullula fra i documenti politico-programmatici redatti nottetempo da comitati fumanti) e, anche se bisogna vedere cosa c’è sotto i titoli (e nei decreti attuativi), prima o poi bisognerà prenderne atto. Perché non accettare, quindi, la proposta del ministro e chiedere di discutere nel merito, fare controproposte puntuali e obbligare i parlamentari di riferimento a presentarle? Che senso ha lasciare la riforma dello status giuridico dei docenti-baroni, la cui legge era stata palleggiata tra Camera e Senato per due-tre lustri, al solo governo Berlusconi e rifugiarsi nell’aventino mediatico della piazza tout-court? Perché non stupire con effetti speciali, tipo l’intelligenza?

L'articolo è stato pubblicato (con un altro titolo) su The FrontPage.

26 novembre 2008

L'ALTRA FACCIA DELLA PLEBAGLIA / 2


"Gli italiani sono meglio dei politici"


Così ha sentenziato Vladimir Luxuria dopo aver vinto L'Isola dei famosi. Il fatto che italiani e spettatori del reality di SImona Ventura siano un sinonimo, chiarisce l'amletica serie di domande poste a suo tempo dall'intellighenzia progressista sull'inspiegabile batosta dei sinistri arcobaleni e sul travaso di voti operai (molti iscritti direttamente alla Fiom) alla Lega di Bossi.

Se non fosse che mezzo milione di precari rischia di finire a casa entro Natale, varrebbe la pena perdere qualche riga per sbruffoneggiare un po' sullo squallore di Liberazione che fa un tifo da stadio - dopo aver svillaneggiato la Luxuria rea di guadagnare come un operaio in 300 anni di lavoro - e paragona la sua vittoria a quella di Obama (giuro, è vero).

Se non fosse che mi sono già rotto le palle prima ancora di cominciare mi metterei a linkare articoli, dichiarazioni di quando Luxuria ha accettato di partecipare, tra lo sgomento dei suoi compagni.
Invece mi limito a citare me stesso che il 27 luglio - all'indomani della quasi contemporanea sconfitta di Vendola nel congresso di Rifondazione e dell'annuncio di Vladimir sull'Isola, scrivevo qui sul blog:

"più prosaicamente, è la merda che si rivolta al badile.
Infatti mentre i compagni sono chiusi in assise permanente ad elaborare il lutto, regolare i conti in sospeso e scervellarsi sul perché gli operai iscritti alla Fiom al nord votano per la Lega (come ha fatto notare cupo il Berty), il Diavolo ha già deciso chi li rappresenterà quest'autunno, e come: Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi"

Infatti Gad Lerner sul suo blog ora può scrivere questo.

E Annalena Benini sul Foglio questo. E - cosa più paradossale - hanno ragione tutti e due.

Nell'immagine "La Penisola dei Famosi", il mio pensiero creativo a riguardo (in tempi di vacche relativamente grasse), la campagna della Sinistra Giovanile con cui ho vinto il Premio Agorà nazionale per la comunicazione sociale nel 2006.

10 ottobre 2007

PICCOLI MOCCIOSI IMPUDENTI


Quelli della Sinistra Giovanile di Roma, complice
forse l'eccitazione per le primarie, l'hanno fatta grossa. Per questa campagna (io non c'entro) le stanno buscando di santa ragione anche su SocialDesignZine.
Occhio, di questi tempi moralisti tromboneggianti e aspiranti questurini sono scatenati.

Tra i commenti a "Sesso e passera", il post di Mauro Zennaro pubblicato da SDZ, Tito non entra nel merito della campagna (un po' grezza a dire il vero) ma suggerisce un'interpretazione un po' più suggestiva:
"L'orgasmo femminile sembra un concetto persino più lontano dell'idea che molte donne non ne abbiano esperienza in un rapporto di coppia, e che questa donna se lo stia promettendo a sé stessa.
Ecco quindi tuoni e lampi contro i sinistri corruttori di quindicenni - segno che il maschio italiano si sente chiamato in causa come arbitro e destinatario di ogni comunicazione anche quando in realtà siede sul banco degli imputati".


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permalink | inviato da orione il 10/10/2007 alle 14:39 | Versione per la stampa
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