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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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6 ottobre 2007

ROMANI

Fede mi ha scritto alcune righe, che metto a disposizione degli zingari che passano di qua:

Proviamo a immaginare una scena del genere: sulla base di alcuni eclatanti casi 
di cronaca un esponente del governo britannico viene sollecitato a esprimersi
sulla presenza dei Rom in Gran Bretagna e sulla minaccia che rappresenterebbero
per la sicurezza pubblica.
Risposta: "Non dobbiamo dimenticare che Roma fa parte dell'Unione Europea e
non è possibile proibire l'ingresso dei romani nel Regno Unito".
E' molto probabile che il ministro verrebbe preso a pernacchi su tutti i
giornali per l'gnoranza ostentata.
La stessa scena ambientata in Italia ha invece un esito diverso. Dichiarazioni
analoghe fatte dal ministro Melandri e dal Presidente del Consiglio Prodi
vengono prese sul serio e ottengono pure la replica rabbiosa dell'ultimo
capopolo in maglia nera (la camicia fa troppo old-fashion), che chiede una
moratoria sugli ingressi dei cittadini rumeni e chiama in causa i "sacri
confini della Patria", profanati da una casta politica infingarda e corrotta.
L'equivoco diventa occasione per l'ennesimo sbocco di bile securitario, senza
che nessuno dica la cosa più semplice, cioè che i Rom non sono tutti rumeni e
non tutti i cittadini rumeni sono di etnia Rom. Il nome "Romania" deriva dalla
storia delle conquiste imperiali romane, mentre il termine "rom" dalla lingua
romané e significa semplicemente "persona". Esistono individui di etnia Rom in
quasi tutti i paesi dell'Europa sud-orientale, e molti vivono anche in altri
continenti, visto che si tratta di una popolazione in gran parte nomade. Questa
identificazione surrettizia tra etnia e cittadinanza ha un gusto né più né meno
che nazista: gli ebrei non potevano essere tedeschi, polacchi, russi,
italiani... erano ebrei e dovevano tornarsene in Palestina.
Che razza di paese è quello dove il Palazzo e la Piazza si scontrano sulla
base della stessa condivisa ignoranza, senza pudore, senza rispetto, obnubilati
da un razzismo e provincialismo ottuso, che fa sembrare Peppone e Don Camillo
due illuminati cosmopoliti?
E' l'Italia. Non c'è modo di definirlo. Questo posto è unico al mondo e non
regge paragoni, fa categoria a sé, ogni aggettivo è inadatto, superato dalla
notizia di domani.
Molti anni fa Roberto Freak Antoni scriveva "Non c'è gusto in Italia a essere
intelligenti". Parole sacrosante, ma appunto, insufficienti, perché avanti così
molto presto diventerà reato.

WM4


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permalink | inviato da orione il 6/10/2007 alle 16:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

27 settembre 2007

MAI DIRE BLOG / 2

Alessandro Cosimi, Sindaco di Livorno, dopo i casini con i rom, ha deciso di aprire un blog.
Queste sono le regole e la strategia.


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permalink | inviato da orione il 27/9/2007 alle 13:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 settembre 2007

IL MENTECATTO DEGLI INTERNI

Stamattina ero a Ferrara, in agenzia. Vado al bar e adocchio il Carlino. Comincio a sfogliarlo, sorseggiando il mio thè al latte, fino a una pagina globalmente memorabile. Titolo dell'articolo di testa "Amato: rom, rischiamo l'invasione", occhiello "e sulle prostitute: spedire le multe a casa".
Mi metto a leggere l'articolo già incazzato, poi guardo in basso. A piè di pagina (giuro) c'è la pubblicità della nuova iniziativa editoriale di Carlino, Nazione, Giorno: "Che mito" la vita di Che Guevara in dvd. Resto basito 30 secondi e chiudo tutto.

Io Amato lo detesto da 15 anni. Dal 1992, gli anni in cui Craxi e Martelli venivano messi alla gogna, sommersi da monetine e dipietristi mozzorecchi, lui no. La faccia da professorino compunto ne usciva sempre bene, anche se era stata tesoriere di Craxi, al Psi. E con gli stessi occhialetti pensava bene
di passare gli anni successivi a impartire dotte lezioncine su tutto quello che gli passava per la testa, oltre che a entrare e uscire da partiti e governi come fossero taxi. Riserva della Repubblica, mai in panchina.

Adesso è andato in fissa con lavavetri, mignotte e mendicanti. Ora: se davvero c'è questa emergenza Rom, non è più saggio studiare come risolverla, prima di unirsi al coro e mettersi strillare al lupo? Non fa il ministro degli interni di lavoro, Amato?
Sulle mignotte, poi, dice che in lui "c’è un un pizzico di cattiveria verso i clienti" così ha pensato ad "una multa non conciliabile, con il verbale che arriva a casa del diretto interessato" (alcuni milioni di italiani, 5 se non ricordo male). Rovina la vita dei puttanieri (e non arresta, né multa le loro fornitrici) per una sua stizza morale. Le mignotte, poi, chissà come saranno felici quando il cavalier Giuliano donerà loro la libertà. Faranno il concorso per entrare in Bankitalia.

La verità è banale: la gente (maschietti insoddisfatti, o timidi, o bastardi, fate voi) va a mignotte e loro lavorano (a parte le schiave del sesso, ma lì ci sono già le leggi, i carabinieri, la polizia e i magistrati), si può far finta di niente (come l'Avanzo di Balera), riaprire le case chiuse, aiutare le mignotte a diventare lavoratrici del sesso (come ha tentato di fare, con coraggio, Livia Turco). Oppure delirare come Mancuso (se io fossi una mignotta bolognese ne chiederei l'infermità mentale. Ma ve l'immaginate cambiare zona una volta al mese, che delirio? Perché non proporre agli ambulanti della Piazzola di fare mercato ogni settimana in un posto diverso, allora?).

Amato è oltre. Lui si allarma, si indigna e si rassicura, sempre da solo. D'Avanzo e Bonini sulla Pravda hanno calcolato il numero di giorni che il Parlamento ha a disposizione per discutere il pacchetto sicurezza del Bandito Giuliano (mignotte, barboni, ecc.). Totale, da qui a Natale: 0.

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