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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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23 luglio 2008

MAX E UÒLTER


La politica deve saper dire ad ogni cittadina e ad ogni cittadino:
“C’è bisogno di te per costruire un’Italia migliore”.
Per questo nasce ReD.

L'ultima puntata della saga NemiciAmici di casa nostra è ReD, un'associazione di donne e uomini che amano la politica fondata da D'Alema in persona. Per i malevoli è un correntone neodoroteo per condizionare Uòlter, per i benevoli (di solito interessati) è un utile contributo al dibattito e alla riflessione.
In un modo o nell'altro, infatti, quella di ReD è una strategia per sottrarre tempo e energie al Piddì di Toby (altra tessera, statuto, dirigenti, relazioni) e per prendere tempo in attesa di (ri)posizionarsi.

Naturalmente ognuno ha le proprie perversioni, c'è chi colleziona farfalle o francobolli chi associazioni e fondazioni per riposizionarsi all'infinito su uno scacchiere politico sempre medesimo a sé stesso, la cosa curiosa (e un po' patetica) è che questo teatrino va avanti da un numero incredibile di anni (mi sembra 14) e che c'è ancora gente che ne parla e che ne scrive (io lo sto facendo ad esempio).

14 anni fa Internet non c'era e fu il cosiddetto popolo dei fax a chiedere Uòlter segretario del neonato Pds, dopo l'addio del fondatore Occhetto. Era una trappola della Pravda, naturalmente, che quando la direzione del partito scelse D'Alema titolò marziale
Il pugno del Partito.

In 14 anni è successa parecchia roba: negli USA ci sono stati tre presidenti (due Bush e un Clinton) e cinque mandati, Mandela è diventato presidente del Sudafrica (dopo 26 anni di carcere e la fine dell'apartheid) e in Bolivia è stato eletto il primo presidente indigeno, Morales.
Internet ha cambiato il mondo, grazie ai (cosiddetti) no-global la gente ha imparato il termine globalizzazione (mentre i no-global hanno conosciuto Bolzaneto e la DIaz, le Guantanamo d'Italia) e l'Italia ha continuato a perdere colpi nella competizione mondiale sia coi paesi emergenti (India, Cina, Brasile diventati i motori del pianeta) che con quelli europei.

Mitterand e Arafat sono morti di vecchiaia mentre Rabin è morto ammazzato, la nazionale ha perso ai rigori col Brasile i mondiali del 2000 e in quel periodo è esplosa la new economy, che per qualche mese ci ha fatto credere che tutti sarebbero diventati broker di sé stessi.
Il global warming è diventato una minaccia più temuta delle guerre d'Iraq e Afghanistan e il Grande Fratello in Italia è già arrivato alla sua ottava edizione.

Woytila è morto e tutto il mondo ha pianto insieme, poi è arrivato Ratzinger e la Chiesa si è rimessa l'elmetto ed è partita lancia in resta contro la modernità, Muccino è diventato una star, il cellulare una protesi del nostro orecchio e il gay-set una delle lobby più influenti (ma i gay normali non hanno diritto a volersi bene davanti alla legge). La fecondazione artificiale si fa all'estero, il cinema italiano è in crisi e gli stipendi sono i più bassi d'Europa.
Prima leggevo che il 62 per cento dei poliziotti vive con meno di 1200 euro al mese (poi parlano di sicurezza, ci vuole un bel coraggio).

Dopo aver perso la terza volta contro l'Avanzo di Balera (tra grasse risate globalizzate), dopo che le uniche cose che sono cambiate in 14 anni erano quelle che funzionavano (tipo la Sip/Telecom era in attivo prima delle privatizzazioni) in un paese dove se emetti 20 licenze i taxisti menano i ministri (è successo a Mussi) e gli ordini professionali sono trincee medioevali inespugnabili, dopo tutto questo non credevo che Max e Uòlter rimettessero in scena un'altra replica di Red e Toby NemiciAmici.

Ma sono sempre stato un ottimista (dall'aria vagamente socialista).

L'immagine l'ho presa in prestito qui.

8 giugno 2008

PRIDE (IN THE NAME OF LOVE)


Ormai è un dato di fatto: il movimento gay / lgtb è l'unica forma organizzata (e mediatizzante) di lotta per la libertà più individuale che ci possa essere: il gusto.
L'idea che uno stato possa discriminare la gente sulla base del gusto, sessuale in questo caso, è la cosa più odiosa che mi viene in mente.

Un po' come se gli interisti non potessero divorziare o gli juventini prendere la patente credo sia barbaro, incivile e surreale non permettere a due omosessuali di mettere sù famiglia.

Non fosse per lo schifo che mi fanno, una fitta nello stomaco di sordo rancore, sarei quasi grato ai fascistelli, al loro testosterone da quattro soldi, alle loro stupide croci di guerra che dimostrano - ancora una volta - che, cazzo, c'è una bella differenza (tra civiltà e barbarie).

E se non fosse che ho conosciuto Padre Tarcisio e Don Giuseppe mi verrebbe da dire che questa chiesa del potere che prova a mettere le braghette al tempo si merita il calo delle vocazioni e la minorità culturale conclamata, l'ormai impossibilità manifesta di far seguire i fatti alle parole e le indicazioni del catechismo ratzingeriano alla realtà.

C'è stata una chiesa dell'inclusione: quella che nel 1200 permetteva ai contadini di far travestire i preti da buoi durante la sfilata del carnevale e alle corporazioni artigiane (i futuri massoni) di organizzare le riunioni nella cattedrale di Notre-Dame, o quella di GP2 che diceva alle altre religioni parliamo e agli stati non fate la guerra. Quella chiesa di solito ha vinto.

Il mondo ha pianto insieme, per la prima volta nello stesso momento, la morte di GP2. Dimenticando confini, appartenenze, politiche, religioni addirittura. La chiesa si è fatta universale, sul serio.

Adesso parlano di relativismo imperante, di tirannia della tecnica e di crisi di valori e intanto neanche i cattolici che hanno lo schifoso difetto di amare una persona del loro stesso sesso possono sentirsi a casa, in chiesa.

Ma se Dio è Amore e l'Amore è Gay che si fa, non vale?

"Madrid. Bizzarra protesta contro lo smog" titola la Stampa a proposito dell'immagine, che ho preso in prestito qui.

Pride (in the name of love) invece è qui.

1 aprile 2008

NO TARGET


Sembra che la chimera dei mad men di tutti i tempi, il controllo delle scelte individuali, si stia rivelando per quel che è: una chimera. O al massimo un'opinione.

Come l'oroscopo per i nazisti
Il marketing non è una scienza e non è per niente esatta. I target spesso sono convenzioni, format prestampati per marchettari pigri e annoiati che si guardano bene dal dichiarare i riscontri reali delle loro strategie.

I nazisti avevano grande considerazione per l'astrologia. Le mosse della strategia bellica di Hitler erano profondamente influenzate dagli aruspici e dai presagi annunciati da stelle e lune.
A nessuno però sarebbe mai venuto in mente di chiamare scienziati i numerosi astrologi che animavano gli austeri palazzi del terzo reich.

Il mezzo è il messaggio
Prodotti che mostrano più personalità dei loro presunti target ce n'è sempre stati, ma quando Harry Potter è uscito dal libro per incrociare i ferri con Ratzinger su tutti i giornali, ho avuto l'impressione che fosse stato raggiunto un punto di non ritorno. Nel bene e nel male.

A giudicare dalle ultime imprese, l'Avanzo di Balera si propone un tragitto simile anche se con obiettivi per me oscuri. Andare alla videochat del Corriere e dire stop ai condoni è un vero e proprio nonsense in termini di marketing: tutti quelli che conosco, e so che votano per lui, quando gliel'ho detto sono rimasti a bocca spalancata, basiti.
Come se gli avessero abolito il Natale o la domenica sportiva.

La pubblicità migliore è quella che dice la verità
Al Grande Fratello intanto va in onda l'ennesimo rovesciamento del senso comune: spopola la trans Silvia che appare sinceramente innamorata del suo uomo, mentre Roberto, giovane berluschino milanese, viene spedito fuori a furor di popolo e preso a calci nei denti dal pubblico in studio (un mix tra il Colosseo e un tribunale dell'Inquisizione, con Signorini nei panni di Eymerich) perché tenta di fare il simpatico furbastro destreggiandosi malamente tra la fidanzata, l'amante e l'amica del cuore che rischia la radiazione dall'Ordine dei medici per un seghino.
Una sorta di versione light delle avventure dell'Avanzo di Balera.
 
Fuori dalla casa intanto alla trans leghista Maurizia Paradiso pare vada ancora peggio.

Che il target del GF sia più avanti dell'elettorato italiano (se si da credito ai sondaggi)?
Che il target sia semplicemente un ricordo?
O un pesce d'aprile?

Chimères, il gargoyle di Notre Dame nella foto, non fa una piega da otto secoli.

16 gennaio 2008

L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL'ESSERE


Dice, ma com'è che ti sei fissato con le primarie americane?
Una manifestazione piuttosto rozza di esterofilia, involontariamente snob (che è peggio)?
Protesta semplice o boicottaggio consapevole?
Noia?

Ieri sera ero a a casa di Poggio, in campagna vicino San Giorgio di Piano, per il consueto tressette del martedì che
per tre anni (fino all'ottobre scorso) era stato disputato il giovedì in un antro fumoso ricavato nelle viscere del circolo Arci Millenium, in via Riva Reno.
Prima del match si è scatenata una discussione sull'aborto, i numeri da circo del Monatto, le mosse della Chiesa, la famiglia, e via banalizzando. Quando mi sono azzardato a dire che mi sembrava rispettabile problematizzare la discussione sull'aborto, prima ho preso un po' di nomi da Barro e Poggio, poi Cuma mi ha fatto notare che non sono una donna; è troppo facile parlare di vita con l'utero delle altre.

Dopo ha aggiunto
"Tra 3 mesi devo iscrivere mio figlio all'asilo privato, sono 800 euro al mese, solo fino a settembre per fortuna. Di che sostegni alla famiglia parliamo?"

Già, di che si parla?
La discussione politica italiana fa senso. Le facce, le voci (quasi tutte cacofoniche) e i contenuti fanno senso. Se ti metti ad ascoltare troppo da vicino va a finire che ti prendi dei nomi dagli amici prima del tressette oppure che cominci a giocare al piccolo Galileo.
Se ne trovi altri 66, possibilmente luminari come te, capace che ti guadagni il tuo quarto d'ora di gloria e dai all'Imperatore di Guerre Stellari, al Monatto, al suo amichetto e a tutti i ciellini in circolazione la possibilità di fare le vittime nelle infinite repliche della pièce medioevalista in onda senza sosta su tutti i "media".
Come se fossimo nel 1978, come se non avessimo gli asili a 800 euro.

Dice, perché scrivi sempre degli USA?
Forse per la stessa ragione per cui il ministro D'Alema in ogni intervista continua a ripetere di essere sempre in viaggio. O forse perché il ministro Mastella, indagato per sette realti diversi con la moglie agli arresti domiciliari, può dichiarare che

"ho combattuto la mia battaglia finché si combatteva ad armi pari, e non arrivavano colpi bassi e imprevisti, perché dalla tua condotta politica nulla lasciava presagire un concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori"

Ma quale battaglia.
Ma chi sei? Chi siete? Andatevene tutti dal mio mac!
Voglio Obama e Hillary!
 
L'insostenibile pesantezza dell'essere: qui.

Piesse
AHHHHHHHHHHHHH!

18 dicembre 2007

IO C'HO L'ALIBI, A QUELL'ORA... SONO QUASI SEMPRE VIA


Come l'Armando di Jannacci.

Prodi non lo incontra perché ha altri impegni "all'estero", D'Alema sbruffoneggia a suo modo
(facendo finta di non capire che la dimensione del simbolico è concreta almeno quanto il suo ego), Napolitano si è svaporizzato da fermo, il Papa manco si degna di spiegare.

Questa è stata, in ordine gerarchico crescente, la risposta delle "istituzioni" italiane alla visita del Dalai Lama (non ufficiale? ma davvero? e chi se n'è accorto, che cambia presidente D'Alema?). Si arrischiano ad allungare la zampa Bertinotti, Veltroni e Formigoni, protestano i soliti radicali (con l'Emma che dice di dissentire, dolcissima, da Prodi), e per questo vengono salutati come esempi anticonformisti di coraggio dalla stampa bipartigiana. Che Italia.

Un po' come se Ratzinger andasse in visita in Turchia (senza chiedere il permesso al D'Alema nazionale) e incontrasse il sindaco di Istambul e il presidente di qualche regione, non i vertici politici e religiosi del paese. A proposito: non stava per andare a finire così giusto qualche tempo fa?
E noi, l'Italia, la cristianità minacciata, come l'avevamo presa?

E dire che c'era (almeno) un motivo, gretto fin che si vuole (i voti islamisti alle elezioni) ma concreto, e che dopo tutte le pressioni subite alla fine l'incontro c'è stato.
Invece rifiutarsi di incontare una delle massime autorità spirituali del pianeta per un ricatto della dittatura più ricca e sanguinosa è un vero schifo.
Anche perché Angela Merkel e Bush, che se ne sono sbattuti dei veti di Pechino e hanno ricevuto l'anziano leader buddhista con tutti gli onori che merita, non sono diventati improvvisamente buoni: sanno solo che se ci si fa ricattare sul Dalai Lama si può essere ricattati su tutto (da tutti).

Poi il Dalai Lama è uno dei pochi che parla (pensa e agisce) così.
L'Armando lo trovi qui.

La foto del Dalai Lama invece l'ho presa in prestito qui.

3 ottobre 2007

SPIRITI DISORIENTATI

 Map of Argentina
Alessandra mi segnala una news della Bbc, secondo cui in una comunità Guaranì a nord dell'Argentina (nella cartina) hanno messo in quarantena tutti i teen-agers, per due mesi.
Motivo: due suicidi e un terzo tentato in un week-end. La causa? Disorientamento spirituale, il prezzo del progresso (imposto dai bianchi).

Mi sorge una curiosità un po' scomoda: è molto diverso
quando Ratzinger dice che "l'uomo dell'era tecnologica rischia di essere vittima degli stessi successi della sua intelligenza e dei risultati delle sue capacità operative, se va incontro a una atrofia spirituale, a un vuoto del cuore"?

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