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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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8 ottobre 2011

GLI ERGASTOLANTI


“I giornalisti americani puntano i microfoni delle telecamere verso gli studenti. Sono rimasti sorpresi, non si aspettavano questa reazione della città. Non erano toghe, magistrati. Erano studenti e gente «normale» indignata per questa sentenza.” Il giorno in cui Ilda Boccassini s’indigna per troppe intercettazioni pubblicate dai giornali, e il pm del caso del quinquennio s’indigna per la mancanza di giustizia, nel giudizio di una corte dello Stato, è il giorno degli ergastolanti.

“È una piazza composita. C’e la signora forcaiola che direbbe la stessa cosa dopo qualunque sentenza: «È una vergogna. Adesso gli assassini sono in libertà. E Amanda fuggirà in America». C’è il signore complottista: «È stato creato un clima perché si arrivasse a questa sentenza. Dietro c’è la manina degli americani». Ma per strada ci sono anche tanti ragazzi, studenti universitari, quelli con il piercing al naso, con i capelli rasta. Insomma giovani che non diresti mai giustizialisti e dalla parte dei pm, che invece si uniscono al coro del dissenso per una giustizia ritenuta ingiusta.”

E così, dopo l’incidente diplomatico sfiorato e l’ennesimo sbertucciamento del nostro sistema giudiziario, che medioevaleggia in mondovisione senza costrutto né furore ma con casuale crudeltà, il caso Meredith ci ha regalato questi ultimi scampoli di italianità. Il pm Magnini che dice alla Stampa che le amiche di Amanda la odiavano perché aveva riempito la casa di preservativi e vibratori e una piazza schiumante accoglie il verdetto di un processo come fosse il risultato della finale dei mondiali o delle elezioni.

Un tempo non troppo lontano gli studenti (con e senza dred) cantavano i Subsonica “lasciare le galere senza più passare dalla casa, liberi tutti”. Essere di sinistra significava stare dalla parte della libertà anche a costo di fottersene, in ultima analisi, della “law and order” propugnata (non a caso) da quelli di destra.

Nell’Italia pre-2012 la bandiera del diritto alla difesa sembra essere rimasta in mano agli amici di Berlusconi, gente che ha approvato obbrobri come la Bossi-Fini. Proibizionisti, clericali e aspiranti censori della Rete. I Radicali che dissentono e, alla loro maniera, provano a mandare all’opposizione un segnale rischiano la purga. Vietato pensare.

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.

15 settembre 2009

PER UNA RETE LIBERA

Salerno era troppo vicina a Marina di Camerota (una settimana di sole e di splendido mare) per non fare un salto al primo congresso della nuova associazione radicale Agorà Digitale, di cui avevo già parlato nell’ultimo Bianconiglio.

Arrivato a Salerno ho fatto una prima divertente scoperta: i socialisti sono sempre loro.
In contemporanea con il workshop sulle nuove tecnolibertà in cui dibattevano i radicali, infatti, al Grand Hotel sul lungomare si teneva il “Summer Camp” dei giovani socialisti.
Nonostante le austerità imposte dalla nuova era politica, non proprio generosa con gli eredi di Craxi, Nenni e Pertini, il “dibattito” della mattinata (in ritardo di alcune ore) si teneva a qualche metro dalla piscina della dépendence dell’hotel, tra il frastuono delle lezioni di acquagym e i commenti dei “congressisti” sulle virtù atletiche della giovane insegnante.

L'articolo completo, il Bianconiglio pubblicato ieri su Aprile, è qui.
L'immagine l'ho presa in prestito qui.

9 settembre 2009

LIBERTÀ 2.0


"Teresa ha gli occhi secchi
guarda verso il mare
per lei figlia di pirati
penso che sia normale
Teresa parla poco
ha labbra screpolate
mi indica un amore perso
a Rimini, d'estate"

Il primo maggio del ‘68 mentre gli studenti francesi stanno per cambiare il mondo, Giorgio Rosa dichiara l'Insulo de la Rozoj - Isola delle Rose in Esperanto, una piattaforma di 400 metri quadrati con tubi in acciaio appoggiati sul fondale, undici chilometri al largo di Rimini al confine con le acque internazionali - stato sovrano, indipendente dall'Italia.

Sono i tempi delle radio pirata, che sfidano il "palinsesto unico" delle emittenti nazionali da potenti stazioni trasmittenti montate su barche di fortuna, ormeggiate fuori dalle acque territoriali e quindi dalla portata del "monopolio della forza" degli stati.  Come l'Isola delle Rose, in teoria.

L'articolo completo, il Bianconiglio pubblicato la scorsa settimana su Aprile, è qui.
L'immagine l'ho presa in prestito qui.

25 febbraio 2008

LA BANALITÀ DEL BENE

Da quando sono iscritto a www.radicali.it, Pannella mi scrive ogni settimana.
Di solito si sfoga, si entusiasma e ci mette al corrente di ogni sua nuova trovata, più o meno balzana che sia. Scrive come agisce, in modo cervellotico, ma impreziosisce le sue mail con i titoli, sempre impeccabili.
"Pannella disturba" è il mio preferito.
   


Stamattina ho trovato una sua missiva nella posta elettronica e gli ho risposto.
Titolo: "Orione disturba, la banalità del bene".
Testo:

Caro Marco,
visto che ci scrivi sempre, con pazienza, ho pensato di ricambiare.
Non è un gran periodo per me, tra trasloco, lavoro che cambia sempre e salute traballante.
Ed è proprio la salute ti voglio parlare: io soffro di epilessia e di asma.
Ora, il caso vuole che i derivati della canapa indiana siano considerati alla stregua di rimedi sperimentali, nel senso che in paesi più civili del nostro sono stati inseriti per questa ragione nella farmacopea e/o sono oggetto, appunto, di sperimentazione farmacologica.
Di certo fumare i derivati della canapa indiana ha un effetto rilassante che argina lo stress della vita quotidiana, vera insidia per l'una e l'altra patologia ed è un broncodilatatore, che allevia gli effetti dell'asma.
In Italia se la coltivo rischio la galera per spaccio (ci sono sentenze contraddittorie come sai), sennò sono "liberissimo" di comprarla sul mercato nero, finanziando le mafie.
Perché?
La libertà di cura comincia così, colla banalità del bene.
Spero che su questo non facciate sconti anche perché ora che giocate nel Piddi è meglio giocare a carte scoperte.
In bocca al lupo!
 
Orione Lambri
www.orione.ilcannocchiale.it (dove ho pubblicata la missiva, se rispondi ne do notizia, se no pure...)

21 febbraio 2008

STRAORDINARIA UMILTÉ


Alle volte bisogna avere l'umiltà di subire delle condizioni oggettive, noi le subiamo.
Quella con il Pd sarà una convivenza faticosa, laboriosa, difficile, ma importante.

Ha commentato il vecchio pirata in merito all'accordo fra Radicali e Piddi.
Laboriosa o faticosa che sia, meno male che ha prevalso l'umilté. Già è piuttosto spiacevole assistere ogni giorno al mediashow papista di Ferrara e compagnia (tutti maschi con maroni più o meno pronunciati), figurarsi quando il delirio antiabortista approderà alle nuove camere.

Grazie all'umiltà l'Emma potrà toglierci lo sfizio di prendere
a calci in culo, dai banchi del Piddi per giunta, il circo di chierici abusivi che si sta per insediare in Parlamento. Se avesse vinto l'ego radicale se la sarebbe guardata in tv.

Grazie all'umilté i laici del Piddi avranno una sponda interna autorevole e mediaticamente cazzuta (pur con le rotture di palle che già preannuncia Pannella) e un partito transnazionale come nuovo interlocutore/osservatorio globale sui diritti civili e i temi di bioetica.

Sembra profilarsi un Piddi (e un eventuale governo) molto più articolato e meno banale del previsto in cui, se l'impostazione post-ideologica (o benaltrista che dir si voglia) di Uòlter tiene, magari si riesce a discutere (e a decidere qualcosa) di libertà di cura, politiche di riduzione del danno, libero accesso alla Rete, alle professioni e alle cattedre, liberalizzazione del p2p e dei derivati della canapa, bonifica degli ordini professionali e del mercato dei "media"...

Tutto per un soprassalto di umlté.

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