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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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30 maggio 2009

E IO GIOCO A MINISTERY


Avanzo di Balera.
Mai soprannome fu più azzeccato, forse dovrei registrarlo.
Negli ultimi giorni mi sono scoperto un bacchettone
tremendo. Così mi sono sentito leggendo delle gesta del premier sui comunicati politici della Pravda.
Un bacchettone politicamente corretto che fa il biglietto sull'autobus e mal tollera che suo figlio di tre mesi venga su in un'Italia nelle mani di quell'omaccio là.



Poi ho guardato l'ultimo Prodi di Guzzanti, ho fatto un match a MINISTERY (sopra la testata) e mi sono sentito l'ultima intercettazione tra l'Avanzo di Balera e Evelina Manna
sull'Espresso.
Non mi sono solo divertito, credo di aver
anche capito perché Prodi ha sempre vinto contro l'omaccio.
Che alla fine non ne ha colpa: stare sotto schiaffo di 300 shampiste affamate (oltre che di una corte di brunettoli gracchianti) dev'essere davvero una brutta vita.

MINISTERY, insieme a tanti altri giochi, video e gags è sul blog "Mai dire Pd": qui.
Su Facebook è qui.

9 ottobre 2008

SERIE A / 2


"È stata una scelta esclusivamente familiare. Nel fine settimana mio figlio e la mia compagna erano a Bologna. E 600 km in due giorni per un bambino di pochi mesi non si possono replicare in continuazione. Non si può pensare che un bambino cresca passando gran parte del suo tempo su un'autostrada"


Mah.
Secondo me se l'è cagata. Guazzaloca non sarà Batman, ma i sondaggi che circolavano negli ultimi tempi davano i due quasi alla pari. Con Guazza scomparso dalla faccia di Bologna da anni. Cofferati ha un sacco di difetti, ma sente la puzza lontano un miglio.

Comunque è una buona notizia per la mia città. La gente di sinistra potrà continuare a votare a sinistra e Gotham farà serenamente a meno del suo giustiziere senza macchia e senza paura - quello che la sera della vittoria arringava la folla urlando "non mi aspetto fedeltà, ma lealtà" - che lascia in eredità un bel po' di macchie e una tonnellata di paura, gratuita, scaricata sui bolognesi per potersi accreditare sui "media" nazionali come sindaco sceriffo, gagliardo anticipatore del leghismo di sinistra che ha riempito giornali e agenzie prima che Uòlter rinsavisse.

Non bisogna essere ingenerosi però. Sono sicuro che qualcosa di buono, qualcosa per cui sarà ricordato e rispettato, il mio (ormai) ex sindaco interista deve averlo pur fatto.
Adesso però non mi viene
proprio in mente.

L'articolo della Pravda sull'addio di Cofferati: qui.
L'immagine, uno dei soggetti della campagna elettorale del 2004, l'ho presa in prestito qui.

5 giugno 2008

ANCHE GLI AYURVEDICI PIANGONO


Un mese fa ho letto questo sulla Pravda.
Temo che il medico ayurvedico protagonista della disavventura giudiziaria dell'articolo sia lo stesso G.S. che qualche mese fa, dopo il nostro primo consulto, è sparito. Erano i primi giorni da incubo (tra crisi d'asma e di ansia) della terapia, con la moglie (titolare dell'erboristeria ayurvedica che ha il monopolio delle medicine che prescrive il marito) che diceva di non portarmi all'ospedale e di continuare a chiamarlo.

Dopo che il marito quando è ricomparso ha detto il contrario (dovevi portarlo in ospedale), dopo che per tutto il week-end non ha risposto al telefono (avevo altro da fare) e dopo che ha scoperto che erano marito e moglie, ma si davano del lei in pubblico, Vanessa l'ha mandato a spendere.

Se è lui ora è sotto processo per omicidio colposo. Un bambino di sei anni ha interrotto la terapia tradizionale contro la fibrosi cistica, l'ha sostituita del tutto con le (a me ben note) pasticche (integratori, sali minerali, erbe) e c'è rimasto secco.

Io ho cambiato medico ayurvedico (il dottor Lisciani è un siciliano scapigliatissimo, bravo e disponibile) e ne ho preso uno tradizionale (dott. Avati, per par condicio) ma di polso, che mi ha bastonato di cortisone, antibiotici, antistaminici.
Adesso però non scrivo che sto meglio: l'ultima volta ha portato una discreta sfiga.

L'immagine l'ho presa qui.
Che cazzo è 'sta ayurveda? Qui.

8 ottobre 2007

CAPALBIO

È il male.
Quattro anni fa Vanessa ed io ci siamo andati in vacanza la settimana prima di Ferragosto.
Il mattino, all'Ultima spiaggia, cafoni semplici e di sinistra si facevano portare aragosta e champagne sotto l'ombrellone, all'ora dell'aperitivo Asor Rosa e i suoi complici filosofeggiavano nelle nostre orecchie dalle finestre del tinello. Alla sera si andava al cinema. C
ineforum, naturalmente.

Dovevano aver capito che la gente, quando va al cinema, vuole andare al cinema e se gli viene voglia di commentare il film lo fa come, quando e con chi gli pare. Dovevano averlo capito, perché si erano inventati il cineforum preventivo. Cioè: tu andavi a vedere "L'alba del giorno dopo" e prima del film ti ritrovavi Grazia Francescato che faceva il pippone sull'ambiente. Poteva anche succedere che qualche oratore sadico raccontasse come andava a finire, come capita coi critici della Pravda.
E quando i pochi adolescenti disperati (non c'era un cazzo da fare a Capalbio a parte il cineforum) protestavano c'era sempre qualche brava persona, dotata di grande senso civico, che sibilava l'indignato "shhhh".

Veniamo a sapere che danno "Troy" (ora in tv) e che il pippone preventivo è affidato a Barbara Palombelli, habitué (col marito Rutelli) dell'estate cittadina e naturale officiante dei suoi riti. Quella sera, pregustando un trash-show memorabile, decidiamo di rientrare (dopo il secondo giorno all'Ultima spiaggia e l'allucinante insalata di pesce surgelato che servivano a pranzo, ci eravamo dati alla scoperta delle delizie dell'entroterra) in tutta fretta. I ritardatari che si perdevano il pippone rimanevano fuori.

Arriviamo che la Palombelli ha già attaccato, ma facciamo in tempo a sentirle dire che:
"questo film è la dimostrazione che gli americani amano la storia più di noi e che la guerra, a differenza di quello che credono molti pacifisti, è il motore della storia".

4 ottobre 2007

MEGLIO DI HILLARY


Secondo me Uòlter ha ragione su Veronica Lario. È più elegante di Ségolène, più intelligente di Hillary, più di sinistra della Bindi. Se divorziasse dall'Avanzo di Balera, poi, avrebbe i quattrini per 15 campagne elettorali, potrebbe comprare la Pravda e l'Unità e fonderle col Foglio (che è già suo), convertire Fioroni all'ideale steineriano e Ferrara a quello pacifista.

Mi ha convinto così tanto, Uòlter, che voglio votare per lei da qualche parte. Come si fa?

La foto l'ho presa qui.

12 settembre 2007

V-YEAR


Sono tornato ieri notte, stamattina sono già a Ferrara. Dopo 5 giorni a Marina di Camerota
e un pomeriggio di lavoro a Roma, la profezia di Maria Brigida si è avverata: l'eurostar delle 20.30 per Bologna, oltre ad essere l'ultimo è davvero il più merdoso della tratta. E come annunciato, dopo essersi fermato a Chiusi, Arezzo, Firenze e Prato, si è fermato. Senza motivo apparente, dopo l'ultima sosta ha smesso di camminare ed è arrivato in ritardo. Tre treni su tre, in ritardo, ieri. Terzomondo ferroviario.

Back in Gotham
Sono arrivato a Bologna a mezzanotte e il taxista, canuto con codino e "giornalista trombato" (dice), ha alluvionato insulti su Prodi e D'Alema dal primo all'ultimo metro del tragitto. Quando mi sono azzardato a dire "io l'ho votato e gli ho fatto campagna elettorale e sono pure libero professionista" ha sentenziato "Dio ti punirà per questo" "ci ha già pensato la dichiarazione dei redditi", ho risposto mesto prima di infilare l'uscio di casa. Dove mi aspettavano Vanessa e Thor, appena arrivato.

A Marina
Ero ospite dai miei genitori. Vittorio la prima volta che è venuto aveva 21 anni. Correva il 1961 e ci finì sbagliando strada, diretto in Sicilia. Negli utlimi 46 anni ci è tornato spesso (almeno 30 volte), così alla fine il vicesindaco Amerigo gli ha dato la cittadinanza onoraria. Margherita viene solo da 43 anni, ma è la memoria storica di famiglia. Lunedì sera, mentre ci godevamo l'ultimo tramonto sulla spiaggia del Mingardo, mi ha raccontato le avventure di mezzo secolo di Marina. Intanto un baldo giovanotto mi puntava, come un bracco, a pochi metri di distanza, senza distogliere lo sguardo un attimo.

C'erano anche Umberto e Lisa, amici di Bolzano che hanno chiamato la loro unica figlia Marina. Lui era con mio padre nel 1961 e una volta è venuto anche per Capodanno. Ero con loro e con i miei a Cala Bianca quando un'ape si è sdraiata sopra i miei infradito giapponesi. Schiacciata, mi ha punto. Mai sentito tanto prurito in vita mia, in tutto il corpo, da strapparsi i capelli. Poi hanno preso a gonfiarsi le labbra (sembravo la Parietti) e la faccia e mi hanno portato via in ambulanza. Tre ore sotto flebo e una sera senza Falanghina. Non sono mai stato allergico ma "c'è sempre una prima volta", come ha osservato il medico. Nel 2007 marcio, naturalmente.

Grilli (s)parlanti
Non avevo la connessione (infatti non ho aggiornato il blog) quindi leggevo la Pravda. Tutte le mattine. Ho seguito il v-day sulle colonne d'inchiostro che puzzavano di novecento come mai prima d'ora. Fa impressione leggere di rivoluzione tecnologica, interattività, blogosfera sui giornali di carta. Sembra di essere due anni avanti, ma sono indietro loro. Che figura di merda che hanno fatto. Tutte le tv e i giornali ad ammettere, specificare, analizzare. Di quel mondo si vedono i titoli di coda. Di questo devo ringraziare Grillo. E sarei andato a firmare per l'ambiente, contro la Telecom e per quasi tutte le sue battaglie.

Ma vietare a chi ha avuto guai con la giustizia di candidarsi in Parlamento, nonostante l'audience, per me signifca essere di destra: il 99 per cento dei carcerati sono poveracci. Che differenza c'è fra questo e l'altra  uscita di Amato e soci contro lavavetri, mignotte, accattoni? Fuori gli Ultimi dai maroni è l'unica cosa che mette tutti d'accordo (a parte la Chiesa)?

L'ape maia l'ho trovata qui.

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