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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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15 settembre 2009

PER UNA RETE LIBERA

Salerno era troppo vicina a Marina di Camerota (una settimana di sole e di splendido mare) per non fare un salto al primo congresso della nuova associazione radicale Agorà Digitale, di cui avevo già parlato nell’ultimo Bianconiglio.

Arrivato a Salerno ho fatto una prima divertente scoperta: i socialisti sono sempre loro.
In contemporanea con il workshop sulle nuove tecnolibertà in cui dibattevano i radicali, infatti, al Grand Hotel sul lungomare si teneva il “Summer Camp” dei giovani socialisti.
Nonostante le austerità imposte dalla nuova era politica, non proprio generosa con gli eredi di Craxi, Nenni e Pertini, il “dibattito” della mattinata (in ritardo di alcune ore) si teneva a qualche metro dalla piscina della dépendence dell’hotel, tra il frastuono delle lezioni di acquagym e i commenti dei “congressisti” sulle virtù atletiche della giovane insegnante.

L'articolo completo, il Bianconiglio pubblicato ieri su Aprile, è qui.
L'immagine l'ho presa in prestito qui.

9 settembre 2009

LIBERTÀ 2.0


"Teresa ha gli occhi secchi
guarda verso il mare
per lei figlia di pirati
penso che sia normale
Teresa parla poco
ha labbra screpolate
mi indica un amore perso
a Rimini, d'estate"

Il primo maggio del ‘68 mentre gli studenti francesi stanno per cambiare il mondo, Giorgio Rosa dichiara l'Insulo de la Rozoj - Isola delle Rose in Esperanto, una piattaforma di 400 metri quadrati con tubi in acciaio appoggiati sul fondale, undici chilometri al largo di Rimini al confine con le acque internazionali - stato sovrano, indipendente dall'Italia.

Sono i tempi delle radio pirata, che sfidano il "palinsesto unico" delle emittenti nazionali da potenti stazioni trasmittenti montate su barche di fortuna, ormeggiate fuori dalle acque territoriali e quindi dalla portata del "monopolio della forza" degli stati.  Come l'Isola delle Rose, in teoria.

L'articolo completo, il Bianconiglio pubblicato la scorsa settimana su Aprile, è qui.
L'immagine l'ho presa in prestito qui.

10 giugno 2009

MORALE DELLA FAVOLA / 2


"Serracchiani in Italia, Verdi in Francia, Pirati in Svezia: chi l'ha detto che è andata male per l'Europa? I socialisti? Chi?"


Così apro le danze sul Facebook, in questo day after elettorale molto più controverso e meno banalmente cupo di quello che ci si poteva aspettare alla vigilia (sondaggi clandestini alla mano).
La valanga di destra in Europa c’è stata, è innegabile, ma è stata intercettata da leader che hanno saputo dare una faccia e parole credibili alla paura dell’uomo nero e della crisi mangia-benessere, che sta segnando l’opinione pubblica della vecchia ed esausta Europa. Un po’ come la Lega in Italia.

I socialisti pagano dazio e di brutto, anche dove hanno dimostrato di saper governare la contemporaneità, come nella Spagna di Zapatero.
Questo magari significa che l’idea socialista è vecchia, frusta e logora, inattuale, alla fine della lunga parabola del suo ciclo vitale, iniziata oltre un secolo fa. O semplicemente viene percepita così, ma non fa nessuna differenza in termini pratici.

L'articolo completo, l'ultimo Bianconiglio pubblicato lunedì su Aprile, si trova qui.
L'immagine è stata presa in prestito qui.

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