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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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9 febbraio 2010

UN SENSO A QUESTA TV


Se Morgan viene escluso dal Festival di Sanremo perché fattone reo-confesso e Bersani prima spezza una lancia (“sbaglia ma non va condannato”), poi dice che deve essere il Pd a mettere in onda (su YouDem) il Dopofestival per essere “vicini ai giovani”, si potrebbe dedurre che per il Pd i giovani sono dei fattoni non meglio identificati, a cui è meglio stare vicino.

 

Comunque “dove c’è la gente ci siamo anche noi con il nostro modo di essere e il nostro punto di vista. In questo caso ovviamente ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, cercando di favorire una discussione su quello che succede. Perché anche la musica è importante.” Suona un po’ naif e l’intellettualotto gossipparo di turno si potrà sbizzarrire nel prendere per i fondelli, sul suo social network preferito, il segretario-fan (di Vasco) che parla antico. Che la trincea nazpop di Bersani passi per il Festival invece non è una stupidaggine, specie se serve a dare un senso a YouDem (come il suo slogan vascorossiano d’altronde prometteva per tutta la ‘ditta’).

 

“Questa televisione giovane oggi ha più fiducia in se stessa. Sanremo è una kermesse che ha molti risvolti: musicali, mediatici, televisivi... ma soprattutto è un fenomeno popolare, seguito da milioni di persone. Proveremo a mettere insieme pezzi di discussione.” Dice Lino Paganelli, responsabile Pd per feste e eventi, che forse fiuta il grano fluire finalmente in cascina, con la sovraesposizione mediatica che promette ascolti (quindi pubblicità e soldi). Però “domani arriverà lo stesso”, anche per YouDem.

 

Marco Petruzzelli nel suo canale su YouTube ha pubblicato un reportage sulla signora Cesira, romana, 101 anni a maggio, che stava per essere sfrattata. Ne hanno parlato giornali e tv e il sindaco Alemanno ha concesso la proroga. Se al posto di Petruzzelli ci fosse stata YouDem, chi lo veniva a sapere (e magari era incerto) aveva una ragione per votare Pd. E per guardare YouDem (anche dopo la sbornia giovanile del Dopofestival).

 

L'articolo è tratto da The Front Page.

L'immagine è stata presa qui.

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