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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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19 novembre 2012

KARMA POLICE

“La vita sulla Terra, come la conosciamo, non sarebbe possibile senza la protezione esercitata dal campo magnetico. Secondo studi recenti la magnetosfera sarebbe interessata da un processo d’indebolimento. Si tratta di un processo lento, ma progressivo”. Non è il solito buco web di untorelli new age (il capovolgimento dei poli magnetici era uno dei must apocalittici in vista del 21/12/2012) ma un comunicato dell’Esa, l’Ente spaziale europeo, che sta lanciando una nuova missione per capire che diavolo sta succedendo: “nei prossimi anni il campo magnetico potrebbe arrivare a un punto di non ritorno, a un livello mai conosciuto dall’uomo”.

A un mese dalla fine del calendario Maya, tutto si può dire fuorché il mondo scoppi di salute. Con gli occhi ancora colmi delle immagini della capitale dell’Occidente, sfregiata dagli elementi nell’intimo dei suoi muscoli architettonici lanciati contro il cielo, la puzza di guerra che arriva dal Medio Oriente lascia presagire un Natale all’insegna del terrore. Allo strazio delle vittime e alla disperazione dei bambini ebrei e palestinesi si aggiunge la paranoia di una guerra vera, con Israele da una parte, il mondo arabo dall’altra e alcune testate nucleari (vere e presunte) in mezzo.

Tutto questo dopo che il segretario di stato Usa, Hillary Clinton, ha annunciato la propria indisponibilità a ricoprire l’incarico nel nuovo governo di Obama. Gli occhi di tutto il mondo sono ancora una volta puntati su di lui, l’uomo del discorso del Cairo. Il Papa Nero è stato appena rieletto, non certo in pompa magna come hanno raccontato con consueta cialtronaggine paesana dalle nostre parti, ma pur sempre con un margine molto superiore ai pronostici della vigilia, sia nel voto nazionale che tra gli stati grandi elettori.

Naturalmente sono tante le ragioni della vittoria di Obama, a partire dall’inadeguatezza goffamente robotica del suo avversario, ma fra tutte spicca l’operazione Chrysler. Sergio Marchionne, il nemico giurato della sinistra italiana, è stato il protagonista dell’evento più atteso dalla sinistra worldwide: il beniamino dei liberal di tutto il mondo rieletto presidente grazie al salvataggio di Stato del colosso dell’auto americana, con i lavoratori a metà stipendio e il plauso unanime del sindacato.

In coincidenza con la fine del calendario Maya, o forse per via della perdita di vigore della corazza naturale del magnetismo terrestre, che impedisce alla Terra di trasformarsi in un Marte o in una Venere, pare che la polizia del karma si stia incaricando di recapitare i suoi paradossali verdetti con crescente impazienza. Non solo il Papa Nero made in Fiat, dunque, ma una serie di piccole scorribande di riequilibrio karmico che sembrano proprio non poter aspettare oltremodo.

“Milano è un villaggio. Tutti sapevano tutto di tutti. Lui arrestava, istruiva processi-bomba, percorreva in favore di telecamere corridoi fatali accompagnato da avvocaticchi con i quali concordava l’uscita degli arrestati dalle camere di sicurezza in cui si riscuoteva con la paura del carcere la confessione, ma già si sapeva tutto di quel coraggioso magistrato in carriera politica. Si sapeva che non era uno stinco di santo, che le sue cadute di stile erano piuttosto pesanti, che il tout Milan era pieno di gente di denari che aveva avuto rapporti spuri con l’ex poliziotto laureato di fretta e messo lì a fare da battistrada dei professorini dell’anticorruzione del pool, si sapeva quel che è venuto fuori pubblicamente dopo, e cioè che aveva avuto rapporti inconfessabili con un pezzetto dei servizi diplomatici (e altro) americani, che la sua storia di pm antipartito era la storia stessa di come veniva calando la cortina di ferro della guerra fredda.”

Il prosaico cade male, nella strapaesana italiana cosiddetta Terza repubblica (in fieri). La faccia di Di Pietro, davanti alla gendarmeria della “commissaria Gabanelli”, come la chiama Giuliano Ferrara nel suo articolo definitivo, sembrava proprio quella del “mariuolo” di craxiana memoria colto con le mani nella marmellata. Sadicamente, ma non troppo, in diversi hanno rievocato la bavetta di Forlani, in aula al processo Enimont: la giustizia infatti non solo (o non tanto) è uguale per tutti. Ma è – soprattutto – equilibrio.

E una volta che si mette in moto, il processo di assestamento non si arresta sino a quando non c’è un equilibrio nuovo. Così capita di assistere alla triste parabola discendente dell’ex Caimano dei caimani, ridotto a mitragliare a salve, a giorni alterni, il governo in carica e a ritrovarsi puntualmente svillaneggiato dai giornali (che un tempo non troppo lontano lo onoravano di una demonizzazione a nove colonne) a pié di pagina, in angoletti troppo angusti per l’ipertrofico ego che scalcia ancora dai titoli.

Oppure di scoprire che dopo tanto bla bla rottamatorio, tra i “Fantastici 5” candidati alle primarie l’unico che azzarda qualcosa di politico (la riforma fiscale capace di assorbire l’evasione = mettere i cittadini in contraddittorio finanziario = fare scaricare tutto a tutti) e scalda i cuori della sinistra del web si chiama Bruno Tabacci, ha centotrentacinque anni ed è un cazzuto di democristiano. Quelli che l’hanno capito per primi, gli agenti segreti della karma police, sono i Marxisti per Tabacci. Normale, poi, che il compagno Bruno sbugiardi le velleità nuoviste del giovane turco Renzi, menandogli calci negli stinchi per tutta la pallosissima versione-primarie dell’X Factor di Sky.

Il pallido Matteo ormai arranca palesemente e certo non aiuta che due tra i suoi economisti di riferimento – Alesina e Zingales – abbiano dichiarato di sostenere Romney. Un amico di tFP, pochi giorni prima del voto, mi ha scritto che “Obama è diventato lo spartiacque fra buoni e cattivi”. L’hanno spiegato anche a Renzi? Intanto Casaleggio, Grillo & associati, liberati ormai dallo stereotipo dei liberatori e ventre a terra nelle purghe d’autunno, continuano a scavare indisturbati, lasciando agli esodanti il continuo rimpallo della propria inconcludenza. Manco la legge elettorale sono riusciti a cambiare.

Per quadrare il cerchio, infine, il rottamator cortese si è candidato segretario del Pd, in Lombardia hanno candidato a furor di partito l’ennesimo “civico”, di sicuro spessore ma conosciuto dal grande pubblico solo per il tragico lutto (continuare a tirare in ballo orfani e vedove oltre a essere macabro e patetico inizia a risultare avvilente), che per prima cosa ha tentato di abolire le primarie e Crocetta neo-presidente della Sicilia ha annunciato Franco Battiato neo-assessore alla cultura. Quello di “mandiamoli in pensione i direttori artistici, gli addetti alla cultura”. Addavenì.

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.

16 gennaio 2012

DISORDINI PROFESSIONALI

#bloccotaxi ma sì, fate pure la serrata. Quanto durate? 1, 10, 30 giorni? Dopodiché diventiamo un paese normale.” Uno dei vantaggi della società dell’informazione è il pluralismo contestatario. Dopo l’annuncio della serrata nazionale dei taxi per il 23 gennaio e il proliferare di “assemblee spontanee” (o interruzioni di pubblico servizio, a seconda) contro le liberalizzazioni del governo Monti, su Twitter è partito lo sciopero degli utenti tre giorni prima. Il 20 gennaio, dunque, #menotaxipertutti.

Gli umori della gente, già bastonata per bene dalle prime misure anti-deficit oltre che dagli aumenti di benzina e bollette, sembrano tutt’altro che solidali con le categorie ritenute privilegiate e magari in odore di evasione. A parte qualche nostalgico del Far West fiscale, infatti, anche un’azione drastica (da “Stato di polizia tributaria” come piace declamare con enfasi un po’ dark) a uso e consumo dei media come quella di Cortina ha ottenuto il plauso della grande maggioranza degli elettori di centro, destra e sinistra.

Non è solo per la speranza che le liberalizzazioni di Monti & Co. portino più concorrenza e lavoro, soprattutto ai giovani senza parenti/amici da cui farsi cooptare in una delle varie corporazioni fortificate, ma per una paradossale questione di equità. Se bastonate devono essere, che arrivino per tutti e quelli che per una ragione o per l’altra tentano di scamparla, e finora ce l’hanno fatta, vengono guardati in cagnesco. Non sarà molto elegante ma forse è l’unica maniera per scrostare un po’ di Medioevo, magari evitando i forconi.

Un altro modo, ancora più efficace degli scioperi anti-corporazioni via Twitter (e forse persino delle liberalizzazioni per decreto), è la tecnologia. Groupon, celebre e celebrato sito di vendita di prodotti/servizi di varia natura (dai parrucchieri agli alberghi) super scontati, ha cominciato a pubblicare annunci di professionisti iscritti ai vari ordini.

Dentisti e avvocati, in particolare, hanno cominciato a pubblicizzare la propria attività su Groupon a tariffe ben più basse di quelle “consigliate”. Gli ordini professionali, infatti, già dai tempi delle famose lenzuolate dell’allora ministro Bersani non hanno più facoltà di imporre tariffe minime e massime vincolanti ai propri iscritti che una volta erano una loro prerogativa, per via delle menate sulla deontologia professionale sotto assedio.

Devono però aver interpretato il termine “consigliate” in modo assai restrittivo, perché negli ultimi mesi sono fioccati i richiami ai professionisti rei di essersi messi online a prezzi di saldo. A giorni si attende il verdetto dell’Antitrust, interpellata da Groupon sulla vicenda. Il richiamo non è solo un atto formale, ma l’anticamera dell’espulsione. Gli ordini hanno dunque dichiarato definitivamente guerra alla contemporaneità, subodorando forse aria di estinzione.

Sarà anche vero che “a New York i tassisti poveracci sfruttati del Bangladesh dormono in macchina”, come sostiene il capo dei tassisti romani, secondo dei non eletti nel 2008 nel partito della rivoluzione liberale all’amatriciana, ma siamo sempre lì: bastonate per tutti (più forti per chi non le ha mai prese) oggi è l’unica giustizia sociale possibile. In un paese normale un tassista non guadagna il doppio (dichiarato) di un ricercatore.

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.

15 febbraio 2008

SEI GIORNI IN MAROCCO


Una delle insidie più ricorrenti, in viaggio, sono i giornali italiani.
Due anni fa, a New York, ho fatto l'errore di sfogliare il Corriere della Sera. C'era un'intervista di Boselli che annunciava la sepoltura della Rosa nel pugno, il semipartito per cui avevo votato giusto tre mesi prima.

L'ultima sera a Marrakech, lunedì, ne ho aperto uno marocchino ma è andata male lo stesso. C'era un articolo sui trionfi del week-end di Obama. Stavamo entrando in un hammam e ho fatto appena in tempo a leggere (e a smadonnare) dello strike del fighetto che stava già a noi.
Dopo due ore di palpeggi e gommage tutto sommato ero più sereno, ma ci sono rimasto di sale lo stesso quando il solerte e sorridente (sorrideva parecchio) tutor mi ha chiesto
Excusez-moi... tu connais Machiavelli?
...Gramsci?

Tre ore dopo Vanessa ed io stavamo imballando una montagna di lampade, ci arrediamo casa nuova, a Russi.

Mezz'ora dopo l'atterraggio Antonella (nella foto sotto) ed Emanuele erano già corpo a corpo con i rispettivi cellulari, a un metro di distanza.
E dire che fino a poche ore prima erano state le nostre implacabili guide, che ci avevano mostrato le dune di sabbia che declinano al mare, dalle parti di Essaouira, la neve sulle montagne prima della casbah-presepe a tre ore da Marrakech e Marrakech.



Antonella sulle dune


I bastioni di Essaouira

Sei giorni in Marocco, respirando a pieni polmoni, con Albertina, Antonella, Emanuele,
Ilena, Marco, Maria, Maria Chiara, Vanessa. E Alì Baba.

6 febbraio 2008

SPI BATTE HOLLYWOOD?


Secondo tutti i sondaggi, nelle primarie democratiche USA i giovani stanno con Obama e i vecchi con Hillary.

I vecchi saranno meno mediatizzabili ma annusano l'aria in fretta. C'è aria di crisi e l'assicurazione sanitaria li preoccupa di più dell'endorsement della star del cuore. Quindi sono andati a votare in massa.
Quelli di New York, del Ney Jersey e del Massachusetts pare abbiano confermato i sondaggi, quelli sui vecchi che votano Hillary. Smentendo quelli di tre ore fa.

Nell'immagine, una campagna di qualche anno fa, realizzata con Fabio Bolognini e Manuel Dall'Olio per l'agenzia Exploit di Bologna.

4 settembre 2007

SAN PAOLO DESNUDA


Dal primo gennaio di quest'anno, dopo l'approvazione della "clean city law", a San Paolo sono vietate le affissioni pubblicitarie di ogni tipo. Chissà che fine farebbe Times Square, a New York se paranoie di questo tipo dovessero prendere piede. Sembra che gli architetti abbiano accolto l'annuncio con gioia: potranno rimirarsi in pace le proprie "creaturine", così discrete e ben inserite nel contesto urbano, peraltro del tutto disumanizzato ora che in giro non ci sono più neanche assorbenti, telefonini, tette e culi (brutti quanto si vuole, ma sempre umani).

Un'idea per Amato: dopo i lavavetri, i graffittari, le mignotte, i mendicanti, anche l'oscenità pubblicitaria può essere estirpata. La gente ha il diritto di vivere in pace (e di crepare di noia).

La foto l'ho presa qui.

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