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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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31 luglio 2007

PRIMAZIA DEMOCRATICA


Pannella e Di Pietro, guastafeste patentati, fuori.
L'ha deciso il "comitato tecnico-elettorale" nominato per vagliare le candidature alle primarie del 14 ottobre: sono leader di altri partiti, con il Pd non c'entrano niente. Veltroni aveva già fatto sapere che "non si può stare in due partiti". Non vale, gioco falso.

Non so di procedure, né mi appassionano, probabilmente hanno ragione Stumpo, Soro e Migliavacca e non ci sono i presupposti per permettere ai due di correre. L'impressione - politica - però è desolante.
Dopo mesi di retorica sul nuovo che avanza e la società civile che spinge, le primarie del Pd che (ancora) non esiste sono aperte solo a margherita, diesse e Adinolfi vari.

Invece che costringere Di Pietro e Pannella ad assumersi la responsabilità della nascita del nuovo partito (e chissenefrega delle tessere che hanno in tasca), invece che essere orgogliosi se "qualcuno usa il Pd come un tram" vuol dire che tira, invece che approffittarne per allargare il campo (e il potenziale elettorale), la primazia democratica si nasconde dietro il solito "rispetto delle regole" e li lascia fuori. Poi lo fa annunciare a Migliavacca, Soro e Stumpo.

Avere due culture politiche in più o in meno tra i promotori del Pd può mai essere considerato un problema tecnico? Un dettaglio procedurale?

Per fortuna che c'è Adinolfi che affronta il gap generazionale da par suo. Dice che spera di "convincere qualche ragazzo a spendere 5 euro per votare alle primarie invece che in birra".
Se fossi un giovane ne berrei diciotto alla faccia sua.

Manifesto storico del PCI tratto da:
http://www.cartacanta.it/

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