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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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6 ottobre 2008

REGRESSIONE DELLA SPECIE

 
Anche ieri sera ho guardato la tivù.
Ultimamente ho ripreso ad accenderla, per friggermi un po' il cervello dopo troppe ore passate sul mac a scrivere / navigare / cazzeggiare - dico io. Come faccio tutte le volte che vince le elezioni l'Avanzo di Balera - secondo Vanessa. Il fatto che mi soffermi sempre sui vari Santoro / Floris / Lerner / Mentana mi fa venire il sospetto che abbia ragione lei.

Ieri pomeriggio, al bar di Corso Farini (qui a Russi) sfogliavo la Stampa, quando ho visto uno speciale sulla decadenza della TV. Ascolti, qualità, investimenti pubblicitari: tutto in picchiata verticale, inesorabile.
L'articolo centrale diceva che finalmente l'adagio popolare "in tivù non c'è mai niente da vedere" ha trovato conferma nei dati di ascolto e nel parere di massmediologi e esperti vari (tra cui Enzo Bettiza - mitico - che diceva che l'unica cosa che riesce a guardare sono gli spot).

Forse per questo la sera ho acceso il vecchio Grundig (ereditato dalla nonna Venusta), con l'intenzione di vedere il programma di Fazio su Raitre - l'unica cosa guardabile per la guida tv - a cui danno con insistenza dell'intelligente. Boh.
Vedere Tronchetti Provera paladino dei consumatori contro gli speculatori - interrotto da scrosci di applausi - è stato già di per sé allucinante, la Littizzetto però forse è riuscita a fare peggio.

Dopo aver sruffianato senza vergogna il capo di Telecom, l'ex cabarettista ora testimonial di Tre - i peggiori cialtroni telefonici in circolazione a parere di chi le ha provate tutte (io) - si è lanciata in uno sproloquio contro "quei pirla che ogni estate invece di andare a Punta Ala si ostinano a scegliere posti rischiosi e quando vengono salvati non chiedono neanche scusa".
E quale sarebbe un paese non a rischio? L'Italia magari?

"Se due turisti vengono a Roma in bicicletta e si vanno ad accampare in un posto abbandonato da Dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la sicurezza: la loro è stata una grave imprudenza"
Per questa intervista il povero Alemanno neanche due mesi fa è stato crocifisso. Certo, lui è il sindaco di Roma "law and order" e lei la modella gracchiante della Tre, ciò non toglie che la gente - gli spettatori - è sempre la stessa. Che s'indigna contro il sindaco-balilla e sghignazza con la Littizzetto.

Fortuna che - se ha ragione la Stampa -  tra un po' finiscono le trasmissioni, del tutto.
Lo spot per tecnodementi di Tre / Littizzetto è stato preso in prestito qui.

30 gennaio 2008

1948


60 anni fa se ne andava Ghandi e io me ne sono accorto per caso.

C'era di là
uno, da Gad Lerner nella scatola infernale, che blaterava qualcosa in proposito, tra il Pezzotta gracchiante non solo quale obiezione laicamente devota e l'intelligente Tabacci a fargli da sponda con qualcuna delle sue argute puntualizzazioni.

Ho spento l'interferenza, mi sono incuriosito e ho cercato su Wikipedia. È vero, era il 30 gennaio 1948.
La foto del Mahatma l'ho presa qui.

ll Ghandi italiano, invece, se n'è andato vent'anni dopo, nel 1968 Un anno dopo Don Milani.

22 novembre 2007

LO STRANIERO / 2


Ci sono cose che dette da Nichi Vendola sembrano credibili: la lotta alla precarietà è una di queste.
L'intervento video qui sopra ne è (a mio giudizio) la prova provata.

Ieri sera Vendola era ospite di Gad Lerner all'Infedele.
Tra le altre cose ha detto che se la Destra "è più forte perché ha la sua idea di società della paura basata sulla precarizzazione dei rapporti di vita e di lavoro e sulla demonizzazione di tutto ciò che è diverso, la Sinistra non può solo limitarsi alla riduzione del danno ma deve fondare una società della speranza".

L'8 e il 9 dicembre si tengono gli Stati generali della Sinistra: partiti, partitelli e mussimalisti sparsi si riuniscono in assemblea per tentare di quagliare. Una delle questioni sul tappeto naturalmente è la leadership.
Sulla sua candidatura Vendola ha glissato con diplomazia, ma neanche troppo. D'altrondo è il migliore e deve cominciare a rassegnarsi (fare riunioni con Rizzo e Diliberto dev'essere dura): anche Uòlter ha dovuto rinunciare all'Africa e alla letteratura per il Piddì, in fin dei conti.

19 settembre 2007

CASA FERRARA / 3

Stasera a Otto e Mezzo si parla di politica, antipolitica, Grillo, girotondi, blog (poco), bla, bla, bla.

Tra le altre:
"Ma perché nessuno a sinistra fa Zapatero?" (Flores D'Arcais) "Beh adesso c'abbiamo il nostro, di Bambi..." (Sposetti).
"In piazza, a Bologna, non c'era solo Grillo... c'era anche Massimo Fini, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti"
(ancora Flores D'Arcais) "e gli artigiani, i commercianti, gli operai?" (ancora Sposetti).

"Poi c'è la cosa delle liste, quelle col bollino" (Ferrara) "fantastica questa cosa del bollino...!" (Ritanna) "insomma, io metto il bollino, beppegrillo.it, mi faccio la mia lista, tutti incensurati e non iscritti a un partito e poi? Che succede ora?" (ancora Ferrara).

Adesso all'Infedele di Gad Lerner sta parlando un ragazzo (sui 35 anni) del meetup di Novara. Dice che il loro obiettivo è "favorire la partecipazione delle persone". Quando Lerner gli chiede se deve chiamarli "grillini o grilletti" (...) si indigna con pacatezza, sorridendo, "devo davvero rispondere?"

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