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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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2 giugno 2008

SERIE A


Questo è il nostro Gay Pride...!
Dopo tutti questi anni passati a prenderlo nel culo...

Così Andrea Mingardi, artista di punta della mia città (sfighé e gisto e cesira tra le hits più popolari), ieri sera su èTv, visibilmente alticcio. Come simbolo di ripresa (anche mentale) certo non è il massimo.
Ma, da bolognese (anche se romanista), sono contento. Spero che la serie A possa significare qualcosa anche di extracalcistico per Bologna: è un'iniezione di energia di cui aveva bisogno.

L'ha capito bene il SIndaco (interista), che ha scelto questa simbolica giornata per rilanciare alla grande la propria (ri)candidatura.

Nella foto (presa in prestito qui) la formazione con cui il Bologna ha vinto il suo ultimo scudetto, nel 1964 all'Olimpico di Roma, nello spareggio con l'Inter: 2 a zero (mio babbo c'è andato!).


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permalink | inviato da orione il 2/6/2008 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

19 maggio 2008

FROM RUSSI WITH LOVE / 2


L'Inter ha vinto lo scudetto nonostante gatti neri, gufi e jettatori in carne ed ossa.
Sarà contento il petroliere ridens: il suo giochino da un miliardo di dollari gli ha fatto guadagnare un'emozione. Può comprarsi serenamente altri tre/quattrocento giocatori, prima che un qualche altro Moratti più parsimonioso non gli fa mettere una palla in testa.

Brutta domenica per un romanista, in teoria.
Tra l'altro Vanessa ed io dovevamo lavorare parecchio, chiusi in casa alle prese con quattro/cinque scadenze tra oggi e domani. Poi Sara - romanista pure lei - è scappata da Roma e si è rifugiata a Russi, nella nostra relax-farm (Vanessa l'ha ribattezzata così perché tutti quelli che vengono a trovarci dormono, mangiano e sorridono in continuazione).

Così ci siamo visti la partita dell'Inter al bar dei comunisti, davanti a due birre, mentre Vanessa a casa finiva il sito di CasaBase (l'agenzia di intermediazione del lavoro domestico di Bologna). Sara che è abituata a fare domande (ed è un po' comunista) non ha resistito e ha chiesto perché tutti lo chiamano così: era la sede del PCI (ora del Piddì), tutto lì.
Le gufate hanno funzionato fino a metà del secondo tempo, alla fine del primo eravamo campioni d'Italia, poi sono arrivati i gol e la fine delle speranze.

Allora siamo tornati a casa un po' pesti ma sereni. Io mi sono rimesso a lavorare e lei si è incammminata verso la campagna-campagna, dove sarebbe riuscita a vedere tanto cielo (un lusso per chi abita in città).
A cena Andrea, il nostro vicino con tre abbonamenti sky in casa (per gli amici, dice), ci ha prestato la bici così abbiamo potuto raggiungere la sagra del castrato di Fossolo Faentino, per una stradina di campagna molto suggestiva.

Talmente tanto suggestiva che Sara ha cominciato a fare insistenti battute sulla possibilità che potesse essere lei il castrato in questione, la nostra cena.
Più o meno la stessa cosa che mi aveva detto un mese fa l'amico Maria (quello pazzo) poco dopo essere sceso dal treno, nel silenzio assoluto del viale della stazione di Russi:
e adesso mi uccidi?

Non li ammazziamo mai i nostri amici, neanche se rimangono a ronfare una settimana - inguardabili - come Ciubecca. Però li portiamo nella deep Italy cui abbiamo accesso: Enrico e Maggie sono finiti all'osteria romagnola con tanto di karaoke e cantante coi basettoni, Sara alla fine si è voluta far fotografare con Dante, leader dell'omonima compagine musicale in compagnia della quale abbiamo chiuso la nostra serata, ricca di personaggi felliniani (tipo cameriera super tettona truccatissima che ti guarda torva come se ti volesse centrifugare), risate e libagioni in grande quantità.

Naturalmente non abbiamo finito i lavori ma è stata una bella domenica di coccole, che mi ha fatto dimenticare del tutto le miserie calcistiche.

Sara poi mi ha mostrato questo sito fantastico, che nel mio ecumenismo di oggi dedico a tutti i pellegrini-interisti che passano di qua: eccolo.

Nell'immagine il Passator Cortese, mitico bandito romagnolo divenuto simbolo dei prodotti DOC di queste terre. E delle sue sagre.

11 maggio 2008

IL KARMA, LO SCUDO E GLI STUPIDI / 2


Mi sa che l'ha presa proprio male il Karma.
Alla fine del giro in bicicletta con Vanessa, sull'argine del Lamone (tra Russi e Bagnacavallo), ci siamo fermati nel bar di fronte all'Eridania (lo zuccherificio) dove la barista mi ha confermato che l'Inter ha pareggiato in casa col Siena e la Roma ha battuto l'Atalanta.

Mo' so' cazzi loro.

Piesse
Per gli ultimi novanta minuti di campionato il Karma si chiamerà così.

9 maggio 2008

IL KARMA, LO SCUDO E GLI STUPIDI


Feltri oggi racconta su Libero una favola triste, ma vera, sull'ignoranza che si crede potere.
Hanno soppresso il treno che dovevo prendere (nonostante lo sciopero finisse alle 13) e il call center di Trenitalia dice che per i treni regionali l'unica è andare a vedere in stazione, così ho tempo di segnalarla.

C'era una volta un gatto che viveva ad appiano gentile, dove si allena l'Inter.
Non aveva mai fatto del male nessuno, ma aveva un brutto difetto: era nero e alcuni analfabeti che corrono dietro al pallone in mutande, con la maglia nerazzurra, avevano deciso che doveva per forza essere lui la causa della sfortuna che li perseguitava.

Così hanno cercato in tutti modi di cacciarlo, rendendogli la vita un inferno, alla fine Figo l'ha schiacciato col suo classico gippone da coatto e l'ha ammazzato.
Tutti contenti, lo jettatore se n'è andato, o no?
La partita dopo Figo è entrato in campo e s'è rotto una gamba, stagione e (forse) carriera finita. Poi l'Inter ha perso in casa con la Juve e noi siamo arrivati a -3 nella rincorsa per lo scudo.

Secondo la Teoria generale della stupidità di Carlo Maria Cipolla lo stupido è
una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

Tutto l'articolo di Feltri: qui,

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