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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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18 aprile 2008

NON CI SONO PIÙ LE MEZZE STAGIONI


Pare che la Lega abbia ciucciato un terzo dei voti della (ex)sinistra italiana.
Strano, e io che pensavo che gli operai e le commesse del norditalia passassero le loro serate a discutere dell'ultima enciclica di Ratzinger e delle meraviglie della società multiculturale...

Quando Bertinotti parla degli opevai sembra di sentire me col giradischi Marantz del '79. Gli brillano gli occhi, devono essere una sorta di fissazione per lui, gli opevai, o forse subisce il fascino dell'ignoto.
Tra l'altro io è 6 anni che devo aggiustare il Marantz, ma questo non frena il mio entusiasmo quando ne declamo le virtù. Né Bertonotti si da un contegno quando tenta di parlare dal salotto di Vespa a gente di cui non ha la minima idea

Erano più di quindici anni che la Cgil segnalava che la Lega stava facendo proseliti fra i suoi iscritti, al nord. Ora che sono disperati/incazzati, che subiscono l'insicurezza delle città, le chiacchiere dei Diliberto/Giordano/Pecoraro e il terrorismo dei "media" in silenzio, tutti i giorni, molti (ex)elettori di sinistra saltano il fosso e votano per chi sembra più in grado di risolvere i problemi e che parla la loro lingua, senza ipocrisie e buonismi, ma al contrario rispolverando i simboli e i valori del movimento dei lavoratori e il senso di comunità dei vecchi partiti della sinistra italiana.

Il mio Manifestival infatti lo vince lui.
Il manifesto/segno dei tempi (probabile risposta a quello tristemente famoso di Rifondazione) invece l'ho preso qui.

15 aprile 2008

GAME OVER



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permalink | inviato da orione il 15/4/2008 alle 0:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

8 aprile 2008

DISGIUNGO?


Per votare voto, ma come sempre vado per esclusione.
A destra no, il mio background familiare me lo vieta (il nonno Giorgio è sepolto nel Sacrario di Marzabotto, il bisnonno Augusto, Conte Arcelli, ha fatto la fame e la galera per non prendere la tessera del pnf, tutta la mia famiglia è antifascista), quindi non posso votare per la Santanché anche se è un'icona trash.
E neppure per Fini perché non esiste più.

L'Avanzo di Balera, poi, mi ha tolto ogni residuo dubbio con l'ultima minchiata dello stop ai condoni: se devo pure pagare le tasse e impazzire dietro i deliri della nostra burocrazia kafkiana per spostare una finestra, non si vede per quale altra ragione potrei votarlo. Non mi pare che il vecchio palpaculi riservi qualche altra brillante sorpresa. Meglio il fucilatore Bossi (non è neanche troppo fascista e le ampolle con l'acqua del Po e i riti celtici mi sono sempre piaciuti), ma il mio darwinismo me lo impedisce.

Casini e compagnia sono invotabili per un laicista-relativista della mia risma. Dicono qualcosa di interessante sul quoziente familiare (ma di che famiglia stiamo parlando, per le coppie gay niente quazionte?) e l'intelligente Tabacci ha idee condivisibili sulla politica fiscale e sulle liberalizzazioni. Pezzotta però è troppo brutto e ha una voce terribile. Bisognerebbe porre un limite alla bruttezza in politica, una sorta di modica quantità, come per le droghe.

Rimane l'altra metà del campo.
Boselli l'ho votato due anni fa quando si è presentato con i Radicali nella Rosa nel Pugno. Due mesi dopo a New York apro il Corriere della Sera e trovo la sua intervista in cui fa a pezzi tutto e tutti. A 'sto giro s'incula col suo zero virgola.
Bertinotti lo disprezzo personalmente, è un fighetto di merda peggio di Obama, quindi ho delle difficoltà a votarlo. Per non parlare di Diliberto, Pecoraro, Giordano e Rizzo (che è una testa prima di tutti noi sull'ideale grafico darwiniano dell'evoluzione della specie). Va detto che Sinistra Arcobaleno è pur sempre lo stesso brand politico di Nichi Vendola (che avrei votato come candidato premier) e che la campagna di comunicazione è efficace. Però si sono tirati dietro pure Occhetto che mena rogna peggio di Ciubecca.
Uòlter alla fine è il meno peggio. Si è preso la pattuglia di Radicali (a partire da Emma Bonino) e sta mettendo in pratica quell'evoluzione bipartitica e presidenziale (di fatto) che è l'unica via d'uscita al tunnel in cui si è ficcata l'Italia. C'è Di Pietro, è vero, ma non dovrebbe nuocere più di tanto.

Di certo la cosa di cui sento meno il bisogno in questo momento è l'inevitabile festival medievalista che segue la vittoria della destra, con i proibizionismi folli che ne derivano.
La Bossi-Fini sull'immigrazione, la legge sulla procreazione assistita e quelle che hanno reso il consumo di (qualunque) droga e la condivisione di files reati da perseguire penalmente sono il bilancio della gestione 2001/2006. E dovrebbero bastare.

Per questo, forse, disgiungo.

L'opera di Pomodoro, uno dei suoi disgiunti, l'ho presa in prestito qui.

7 marzo 2008

MANIFESTIVAL


Da qui alle elezioni pubblicherò i manifesti che ritengo più efficaci e creativi. Cominciamo con questo della Lega Nord, che esprime alla perfezione il posizionamento del partito, da un punto di vista più che originale. Che il copy abbia letto Manituana?

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