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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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21 febbraio 2009

DEMOCRISTIANO E FERRARESE? È IL KARMA, BELLEZZA!


"...chi batte le mani adesso non venga poi domani a chiedermi dei posti..."


Per uno come me, bolognese e radicale, uno come Dario Franceschini in teoria è peggio di un dito in un occhio. In teoria.

Ferrarese
Dalle mie parti si dice che "Ferrara è al confine con l'Inghilterra" perché gli automobilisti estensi fanno costantemente la barba alla mezzeria e sembra sempre che sconfinino verso la corsia di sinistra.
Ora, guidare il partito al centro della scena politica e tenere sempre la barra a sinistra è lo spirito del discorso con cui il neosegretario si è presentato all'assemblea nazionale del Piddì.
Mi sembra lo spirito giusto.

Democristiano
Dopo averlo ascoltato, la Binetti ha dichiarato
"Sono entrata alla Fiera di Roma con un'idea in testa ma dopo avere sentito Franceschini sono indecisa sul voto". Già questa è una ragione di soddisfazione: il primato della scelta individuale sui temi eticamente sensibili (cosiddetta laicità) è stato rivendicato da Franceschini a chiare lettere, che ha citato la proposta di legge del Piddì sul testamento biologico - che contiene questo principio (idratazione e alimentaziione incluse) - e ha fatto incazzare la Binetti. Tanto basta.
D'altronde non è una novità: divorzio, aborto, legge gozzini sono state fatte sempre con la Dc al governo e il Pci all'opposizione (di solito terrorizzato quanto la Dc dal "nuovo").

Più in generale Franceschini è una garanzia perché almeno sa da che parte è girato. Ha un quadro di valori stabile da quando portava i calzoni corti, che forse gli impedirà di piegarsi alle mode come una banderuola e di giocare al piccolo statista, trionfale negli annunci e impotente nella realtà, come i figiciotti nichilisti che ci assediano da vent'anni con le loro nostalgiche scazzottate sotto i riflettori.
Ti ci puoi scazzare con Franceschini, ma almeno sai chi è (forse perchè lo sa lui, innanzitutto).

Un pensiero infine per Uòlter, prima esaltato da media e pseudocompagni come un demiurgo, poi massacrato e umiliato senza vergogna: grazie di averci provato.
Ma soprattutto grazie di averli lasciati tutti nella merda, dimostrando che il primato della politica sta solo nel loro cervellino bacato e che il mitico "senso di responsabilità" di solito è una scusa per farci lavorare (o ammalare) gratis.


Secondo Veltroni "Dario è la persona giusta per guidare il partito verso le nuove sfide"?
Anche secondo me.


L'immagine l'ho presa qui.
Franceschini segretario sulla Pravda invece è qui.

2 novembre 2008

FORZA FIGHETTO!


Dopodomani si gioca la partita più importante della sua vita. Secondo i sondaggi, dopo le oscillazioni degli utlimi giorni - Zogby venerdì aveva annunciato il sorpasso di McCain - Obama è di nuovo saldamente in testa.

L'unico rischio sembra essere l'effetto Bradley
- i bianchi che si vergognano del proprio razzismo e mentono nelle intenzioni di voto - che prende il nome dal candidato afroamericano a governatore della California nei primi  anni '80 che prese nelle urne molto meno di quanto pronosticato dai sondaggi. In Italia è diffusa una forma particolare di questa sindrome, che ha sempre colpito i partiti di sinistra (sembra che la gente si vergognasse di votare Dc prima e l'Avanzo di Balera oggi, io in effetti ne conosco davvero pochi).

Obama intatto continua ad incassare endorsement. Il senatore dell'Illinois è sostenuto da 240 giornali Usa (contro i 114 di McCain), da quasi tutti i giornali universitari - 63 per lui contro uno per McCain, il Daily Mississippian
dell’Università del Mississippi - e dalle riviste dei college più prestigiosi: Amherst, Brandeis, Columbia, Cornell, Duke, Harvard, MIT, St. Mary, Swarthmore e Tufts.
Anche diversi repubblicani sono passati con Obama. Colin Powell e Susan Eisenhower sono solo i più famosi di un esercito di liberisti, neocon, libertari e old tories delusi da Bush, McCain o tutti e due che sono passari armi e bagagli dall'altra parte della barricata.

Comunque vadano le cose, la campagna di Obama ha segnato un'evoluzione profonda - un prima e un dopo - nella storia della comunicazione politica. Il primo candidato afroamericano alla Casa Bianca ha raccolto quasi 700 milioni di dollari - la gran parte online con microdonazioni da 5 / 10 / 20 dollari
- ha investito in tutti i media conosciuti (tradizionali, web, social network, videogiochi), con ogni mezzo (mass marketing, comunicazione virale, ecc.).

La cosa più importante, però, è che ha fatto e sta facendo sperare milioni di persone, non solo negli Stati Uniti, convinti che è davvero ora di cambiare e che Obama è l'uomo giusto per farlo. Se ora vincessero il vecchio idiota e la povera matta la frustrazione, unita alla paura della crisi avrebbero un effetto devastante, soprattutto per la gente più povera.

Anche io, ultras della prima ora (e dell'ultima) di Hillary Clinton, dopodomani notte sarò davanti alla tv col Mac in mezzo alle gambe a fare il tifo per lui. Per il malefico fighetto.

Sopra lo spottone da 5 milioni di dollari - vero e proprio documentario (o infomercial come l'hanno ribattezzato) andato in onda in prime time su quasi tutti i network USA - che ho preso in prestito qui.

L'ultimo Bianconiglio su Aprile, dedicato alla campagna di Obama, invece è qui.

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