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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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7 luglio 2011

BRIGATE INTERNAZIONALI


“All’attenzione dei cittadini del mondo. La polizia postale italiana, nelle ore precedenti, ha compiuto perquisizioni e denuncie nei confronti di alcuni membri di Anonymous. I media hanno diffuso la notizia che l’intera rete Anonymous italiana sia stata smantellata e che il capo di Anonymous Italia sia stato catturato. Anonymous nega quanto detto dai media e vorrebbe ricordare che non c’è nessun capo, non c’è nessuna struttura, e che tutti operano allo stesso livello. Niente è stato smantellato e la protesta continuerà più rumorosa che mai. Le persone arrestate non erano “pericolosi hacker” come definiti dai media, ma erano persone come tutti voi e sono state arrestate mentre protestavamo pacificamente per i nostri diritti.”

Fanno sempre lo stesso errore: pensare di avere a che fare con l’ennesimo upload delle Brigate rosse (colonne, affiliati, leader e brodo di coltura) e non, tipo, con gente stile LulzSec che, dopo aver violato i siti di Cia, Fbi e Sony (tra gli altri), ha annunciato l’uscita di scena con un post su Twitter: “Abbiamo messo a nudo imprese e governi soltanto per dimostrare che potevamo farlo. Adesso la crociata è finita.”

Così “Secure Italy” (quindici denunciati, tra cui cinque minorenni e decine di computer sequestrati) viene venduta come una sorta di blitz contro i Totò Riina della Rete, nonostante l’equilibrio dimostrato sinora dal Viminale, il cui titolare ha sempre difeso la liceità di pratiche diffuse (scaricare musica, condividere video, ecc.) ma fuori legge in diversi paesi, pure democratici (la Francia, per dirne uno). Viene da chiedersi se il cambio di strategia, dall’ammiccamento alle perquisizioni all’alba, si debba al fatto che Anonymous, con opitaly, abbia alzato la posta annunciando nei giorni scorsi obiettivi politici on line in Italia, tra cui (guarda caso) la Lega Nord.

Il tutto avviene lo stesso giorno della manifestazione contro la delibera in discussione all’Agcom (peraltro spaccata al suo interno sull’argomento, che ha già provocato le dimissioni di due relatori) sull’enforcement per il diritto d’autore on line, che ha sollevato il prevedibile vespaio in Rete. Con “Secure Italy”, secondo il Corriere che cita un’anonima fonte investigativa, “non si perseguono i reati di opinione ma solo i danni causati, che sarebbero ingenti anche se la politica delle aziende colpite è quella di non rivelare nulla”. Le accuse poi non dovrebbero portare ad arresti ma i danneggiati ora possono avviare le cause civili. Perché allora tutta questa enfasi, il nome altisonante (“Secure Italy”, sticazzi), i siti blindati (e i reati d’opinione che non si perseguono?), l’epica del blitz?

Da oggi è massima allerta: gli Anonymous rimasti anonimi potrebbero organizzare ritorsioni, fanno sapere anonimamente del ministero degli Interni. Potrebbero? “Gli Anonymous Italiani non sono caduti di fronte a questo vile tentativo di smantellare l’organizzazione e annunciano conseguenze per le azioni compiute dalle forze dell’ordine, che avranno obiettivi ancora da annunciare, per dimostrare che Anonymous è presente e combatte, come ha combattuto in passato e combatterà in futuro per la libertà della rete, in quanto ancora presente. Anonymous lancia un appello verso tutti i cittadini di internet, e agli Anonymous Internazionali, per farsi sentire più forti che mai. Noi siamo Anonymous. Noi siamo una Legione. Noi non dimentichiamo. Noi non perdoniamo. Aspettateci.”

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage, insieme alla foto.

7 giugno 2010

FUCK THE BLOGGERS


“Per aver preso le redini dei media globali, per aver fondato e dato forma alla nuova democrazia digitale, per aver lavorato senza essere retribuiti battendo però i professionisti al loro stesso gioco, la Persona dell’Anno 2006 di Time siete voi.” Sono passati quasi quattro anni da quando Lev Grossman sul Time benediceva la rivoluzione tecnologica trionfante con il più canonico dei riconoscimenti tributabili dal media-mainstream, il nemico giurato che la masnada del web giurava di voler abbattere ogni giorno.

Erano bloggers, i mitici “citizen journalists” spuntati come funghi ai quattro angoli del globo, quelli che capeggiarono la “sollevazione democratica dal basso” del primo lustro del nuovo millennio, sgomitando senza alcuna creanza nell’agenda delle vacche sacre del giornalismo internazionale, dettando temi, spifferando gossip, facendo le pulci a malizie inconfessate ed errori veri e propri.

Poi sono arrivati i social network, che hanno garantito spazi di microblogging più mirati (in termini di reti relazionali) agli utenti con ambizioni quasi esclusivamente “amatoriali”. Dall’altra parte gli editori hanno pensato bene di accaparrarsi i diari digitali più seguiti e/o i talenti più interessanti, in modo strutturale e strutturato (come il New York Times che li acquista e li assorbe nell’offerta editoriale), creando un network d’area (come il Foglio.it prima maniera, col suo “Blog around the clock”) o riciclando giornalisti professionisti come bloggers (come Repubblica.it, Corriere.it e Foglio.it attuale).

Forse è per questo che, dopo essersene ampiamente servito, Obama (icona numero uno) li ha scaricati in blocco senza troppi complimenti. “Sono molto preoccupato per il tipo di informazione che circola nella blogosfera, dove si trova ogni sorta di informazioni e opinioni senza che vengano verificate, con il risultato di portare gli uni a gridare contro gli altri, rendendo più difficile la comprensione reciproca”, ha sentenziato qualche mese fa, annunciando l’impegno di sostenere coi soldi pubblici le finanze dissestate dei giornali.

“Non voglio che ci trasformiamo in una nazione di blogger”. Steve Jobs (icona numero due) ha proprio tagliato corto mentre presentava l’iPad (ennesimo gadget di culto, in tempo reale). I blog sono già a un passo dal vintage tecnologico, tra forum e mailing-list.

L'articolo è stato pubblicato su The FrontPage.

26 maggio 2010

PEACE AND LOST

“Il medico Jack Shephard riesce a salvare l’isola di Lost. L’ultimo episodio della serie culto si è concluso nello stesso modo con cui era cominciato sei anni fa: un primo piano dell’occhio di Jack, steso sulla spiaggia dopo avere salvato l’isola dal tentativo del perfido «Uomo in Nero» di farla inabissare con tutti i superstiti.” Il finale nascosto pubblicato criptato dal Corriere.it ha il dono della sintesi e segnala un tasso di “rispetto della suspence” piuttosto inusuale (di solito giornalisti e critici non si fanno scrupoli nello spifferare colpi di scena e/o a brutalizzare happy end). Ulteriore segno del timore reverenziale che incute la serie-evento giunta domenica scorsa all’epilogo, preceduto (e seguito, a occhio e croce) da un fiume di parole senza precedenti sui media di tutto il mondo.

Il secondo paragrafo criptato descrive l’inevitabile amaro in bocca. Secondo il Corriere.it “gli autori della serie hanno scelto un finale più ambiguo per la realtà alternativa centrata su Los Angeles: tutti i personaggi si riuniscono sorridenti in una chiesa, dopo avere ritrovato il ricordo del loro passato nell’isola, per una cerimonia soffusa di luce dove i confini tra morte e vita appaiono incerti. Come era prevedibile gran parte degli interrogativi della serie non sono stati risolti.” Marzia D’Elia, sulla fan-page italiana su Facebook, sintetizza: “e anche stavolta nn si è capito un bel niente!!!”.

“LOST!!!!!!!!!!!!! CHE FINALE INCREDIBILE anche se ho capito ben poco… e devo aspettare i sottotitoli…. però ho pianto lo stesso!!!!!!!!!!!!!!!!!! mi mancherete…” Antonella Stirpe coglie il sale dello spirito comunitario che ha fatto da lievito a sei anni d’intrighi, misteri, realtà parallele, viaggi nel tempo, input pan-religiosi (l’ultima location dell’ultimo episodio, per dire, è una chiesa in cui Jack Shepard viene fatto entrare dalla sagrestia, ricolma di icone di tutte le religioni, disposte minuziosamente una di fianco all’altra).

Nessuna verità definitiva rivelata (neanche alla fine), quindi, ma molte suggestioni al confine tra scienza e mistero, condivise con crescente trepidazione da milioni di persone in tutto il mondo, innanzitutto online (nelle centinaia di siti-forum-blog dedicati). Un’ottima ragione per litigare e fare amicizia, per riuscire a dire – dopo sei anni – “mi mancherete”.

L'articolo è stato pubblicato su The Front Page.

4 aprile 2009

NAT@ IL 4 APRILE


Dopo il solito balletto delle cifre (2milioni 700mila manifestanti secondo la Cgil, 200mila per la Questura), la grande manifestazione del Sindacato ("tra le più grandi di sempre" secondo Epifani) è già scesa al terzo posto anche sulla Pravda.
Il Corriere l'aveva declassata intorno all'una e mezzo, dopo gli scontri di Strasburgo e l'ennesima performance europea dell'Avanzo di Balera, e la Stampa mentre scrivo la riporta come quarta notizia.

Forse varrebbe la pena di riflettere sull'efficacia degli strumenti di lotta del Novecento (scioperi, manifestazioni, cortei, ecc.), senza dare subito la colpa al regime di libertà vigilata (peraltro indubitabile) in cui versano i nostri "media". O almeno fare qualcosa per evitare che un gran numero di manifestazioni, di impatto simile e ravvicinate fra loro, creino l'effetto ridondanza che annacqua il messaggio e lo rende "disinteressante".

Per il 4 aprile le Lance Libere hanno curato messaggio, strumenti e azioni di comunicazione per la Rete degli Studenti e per l'Unione degli Universitari, le associazioni studentesche scese in piazza con lavoratori e pensionati, cercando di esportare i contenuti degli studenti dal Circo Massimo al circo mediatico, usando soprattutto Internet ma anche l'advertising tradizionale e gli strumenti classici della guerilla (adesivi, stencil).

Questo è l'adesivo realizzato per l'Unione degli Universitari:

Quello sopra è il manifesto della Rete degli Studenti, in affissione formato 100x140 - tra l'altro - in 5000 postazioni a Roma.

Sono stati creati anche dei quiz su Facebook, strumenti di marketing virale per diffondere messaggio e contenuti, che hanno affiancato i numerosi gruppi tematici creati dalle associazioni.
Quello della Rete è qui.
Quello dell'Udu è qui.

Studenti.it (portale market-leader sul target giovane) ha pubblicato (scaricabile) i kit anti-crisi con le proposte delle associazioni contro i tagli del governo a scuola, università e formazione.
Quello della Rete è qui.
Quello dell'Udu è qui.

13 gennaio 2009

OBAMA DAY


"La Costituzione garantisce la libertà di religione, non la libertà dalla religione."

Così hanno risposto dallo staff di Obama alle organizzazione atee, che avevano sporto denuncia contro la (secondo loro) incostituzionalità del giuramento religioso del Presidente.
"So help me God"
Dio aiutami è la frase del rituale incriminata, secondo i pignolissimi atei d'oltreoceano.

Sticazzi, sostanzialmente, è stata risposta dei consulenti del quasineopresidente americano, che aveva appena annunciato i tre speaker religiosi delle tappe del proprio insediamento.

Si tratta di una donna -
Sharon Watkins
presidente della Chiesa dei Discepoli di Cristo, (con i suoi circa 700mila membri una delle più importanti congregazioni protestanti del Nordamerica) e oppositrice della guerra in Iraq - 
di un un gay -

Gene Robinson, vescovo episcopale del New Hampshire, 62 anni, divorziato, padre di due figlie e due volte nonno, che l'anno scorso ha celebrato l'unione civile con Mark Andrews, da 19 anni suo compagno di vita -
e di un conservatore -
Rick Warren, popolare e controverso pastore della mega-chiesa Saddleback di Orange County tra i promotori della Proposition 8, il referendum che il 4 novembre scorso ha messo al bando i matrimoni tra omosessuali (che avuto modo di ribattezzare simpaticamente nozze incestuose tra fratello e sorella).

Ogni sogno americano ha il suo dio, mi pare di capire.

Tutto l'articolo del Corriere.
La maglietta
"So help me God" l'ho trovata qui.

9 ottobre 2008

SERIE A / 2


"È stata una scelta esclusivamente familiare. Nel fine settimana mio figlio e la mia compagna erano a Bologna. E 600 km in due giorni per un bambino di pochi mesi non si possono replicare in continuazione. Non si può pensare che un bambino cresca passando gran parte del suo tempo su un'autostrada"


Mah.
Secondo me se l'è cagata. Guazzaloca non sarà Batman, ma i sondaggi che circolavano negli ultimi tempi davano i due quasi alla pari. Con Guazza scomparso dalla faccia di Bologna da anni. Cofferati ha un sacco di difetti, ma sente la puzza lontano un miglio.

Comunque è una buona notizia per la mia città. La gente di sinistra potrà continuare a votare a sinistra e Gotham farà serenamente a meno del suo giustiziere senza macchia e senza paura - quello che la sera della vittoria arringava la folla urlando "non mi aspetto fedeltà, ma lealtà" - che lascia in eredità un bel po' di macchie e una tonnellata di paura, gratuita, scaricata sui bolognesi per potersi accreditare sui "media" nazionali come sindaco sceriffo, gagliardo anticipatore del leghismo di sinistra che ha riempito giornali e agenzie prima che Uòlter rinsavisse.

Non bisogna essere ingenerosi però. Sono sicuro che qualcosa di buono, qualcosa per cui sarà ricordato e rispettato, il mio (ormai) ex sindaco interista deve averlo pur fatto.
Adesso però non mi viene
proprio in mente.

L'articolo della Pravda sull'addio di Cofferati: qui.
L'immagine, uno dei soggetti della campagna elettorale del 2004, l'ho presa in prestito qui.

4 ottobre 2008

GREMBIULINE


Corpo a corpo contro il Ballismo, stamattina davanti al ministero della Gelmini al sit-in della Rete degli Studenti Medi.
Nel pomeriggio si sono scatenati anche i sindacati. Cisl, Uil e Gilda hanno annunciato (una settimana dopo la Cgil) lo sciopero generale della scuola, molto probabilmente il 31 ottobre. Sarà una manifestazione unitaria
contro tagli e controriforme del governo, cioè: sotto il grembiule niente.

La foto del giorno del Corriere (sopra) è stata presa in prestito qui.
L'articolo della Pravda è qui. La galleria fotografica sulle Grembiuline qui.
Volevo postare anche il servizio del tg1 ma non c'è stato verso di linkarlo (almeno io non ci son riuscito).

Pauered bai Lance Libere.

4 marzo 2008

BELLA DA PERDERE

Pare che manchi solo la matematica per la standing ovation delle decine di migliaia di volontari pro-Obama annidati tra le scrivanie di tutti i "media" d'America. Pare.

Leggo sul Corriere che secondo l'ultimo studio del Center for Media and Public Affairs, il Fighetto
fino ad oggi è stato spudoratamente «favorito dai giornalisti». Nei sondaggi Hillary – secondo il Center vittima della misoginia più sfrenata dei media - è riuscita a riportarsi in vantaggio in Ohio e anche a livello nazionale sta recuperando terreno nei confronti di Obama. Delle cinque indagini pubblicate ieri, quattro la danno avanti in Ohio, tra i quattro e i dodici punti. Serrata la lotta anche in Texas, dove Obama sembra avere perso il vantaggio degli ultimi giorni.

Lui fa finta di niente, anche se un secondo un documento segreto dell’ambasciata canadese in Usa il suo principale consigliere economico, Austan Goolsbee, avrebbe rassicurato il governo canadese che le sue recenti critiche anti-Nafta, (l’accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico che ha messo in ginocchio l’economia dell’Ohio) sono solo chiacchiere elettorali, buone solo fino a domattina.

Massimo snobismo anche sul processo a
Tony Rezko, partito ieri a Chicago. E dire che l’immobiliarista dell’Illinois, accusato di riciclaggio, tentata estorsione, frode e corruzione, si era mostrato ben più sensibile nei confronti di Obama, sborsando quattrini per finanziare anni di campagne elettorali. Secondo Robert Novak, il Fighetto avrebbe legami anche con Nahdmi Auchi, miliardario iracheno che vive a Londra ed è stato condannato per riciclaggio di denaro sporco. Pecunia non olet, o no? Silenzio.

Sto cominciando a scaldarmi
Ha commentato Hillary, ma la partita è davvero in salita. Bella da vincere, come si dice al tressette. Vediamo tra qualche ora.

27 febbraio 2008

AUDACI


Il Corriere ha scoperto la campagna di rupture dell'Unef, il sindacato degli studenti franzosi, sul problema degli alloggi per i giovani. Secondo Marco Consoli
La campagna che in Italia scatenerebbe sicuramente molte polemiche, in Francia sembra aver già dato i suoi frutti: il ministro dell’Università Valerie Pécresse ha annunciato un piano di investimenti pari a 620 milioni di euro per costruire 5.000 nuovi alloggi e ristrutturarne 7.000 all’anno, fino al 2012

Mah.
L'Udu, il sindacato degli studenti nostrani, l'ha fatta identica nel secolo scorso (o al massimo nel 2000, l'avevo appiccicata sul frigo a casa di Bepi) su gentile concessione dell'Unef. E nessuno si era scandalizzato granché, né (pre)occupato troppo del problema degli alloggi per i giovani.
Magari è un tema che appassiona solo quando se ne parla all'estero, o forse è la buona volta che diventa un argomento di dibattito anche qua (al posto dell'aborto, no?).

19 febbraio 2008

MI SA CHE

Il sito del Corriere in questo momento è fritto. Dalla home parte in continuazione il banner-spot della Tim. Boh.


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permalink | inviato da orione il 19/2/2008 alle 1:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

28 gennaio 2008

PECCATO, ORIGINALE


Marco Pratellesi, sul Mediablog del Corriere, non aveva messo
il link alla galleria su Flickr di Paul The WIne Guy, autore di questo e di diversi altri tecnoritocchi. Alcune/i infaticabili grilli parlanti della blogosfera l'hanno pizzicato e lui oggi si è scusato. Con profonda umilté.

Paul però l'aveva già cancellata. Non sono Duchamps, scrive.
Peccato.

L'opera l'ho presa in prestito .
L'origine del mondo di Gustave Courbet, del 1866, si può vedere qui.

20 dicembre 2007

BUON ORGASMO


Quando si entra in un luogo di culto di solito si abbassa la voce.
Credo che la ragione sia il mix fra quel tanto di soggezione/rispetto che anche i senzadei più convinti provano in casa d'altri e la percezione di trovarsi di fronte a pensieri, speranze, fedi che le persone passate di lì hanno pensato, sperato, creduto nel corso degli anni. Quasi come se fossero rimasti attaccati da qualche parte lì dentro e non ci fosse modo di farli uscire. Spiriti inanimati, muti testimoni dei tempi e delle coscienze di passaggio, saldate in un tutto fornito di una sua propria consistenza.

Questa mia sensazione trova sul Corriere on-line di stamattina una paradossale conferma. O meglio: il Global O, l'orgasmo per la pace, appuntamento planetario fissato da
Donna Sheehan e Paul Reffell per il prossimo 22/12 (alla seconda edizione) mi sembra un'ottima analogia per afferrare quanto sostenuto sopra.

L'evento si basa su una teoria sviluppata da una comunità di scienziati, ingegneri e artisti di tutto il mondo su un portale dell'Università di Princeton, New Jersey. Il Global Consciousness Project raccoglie dati su ogni tipo di eventi dal 1998 e ne esamina con metodo scientifico le correlazioni su scala planetaria.
Secondo il portale universitario l'umanità condivide emozioni e intenzioni, contribuendo alla creazione di una coscienza globale che può modificare il campo energetico della terra e produrre conseguenze sulla vita reale.

C'è l'autografo di Wilhelm Reich nella cosmologia del Global O. E la coscienza globale assomiglia all'intelligenza collettiva di Pierre Lévy
, cambia solo il training: il sesso per la prima, l'interattività della Rete per la seconda. Ma sempre di abbracci si tratta.

Il 22 dicembre l'unica sfiga è il fuso orario. Per contribuire alla pace nel mondo con l'energia del nostro orgasmo (assommata a quella degli altri) dobbiamo puntare la sveglia sabato mattina all'alba: il Global O è fissato per le 7 e 8 minuti (ora italiana). Bisogna far due conti.

Homer-Munch l'ho preso in prestito qui.

14 ottobre 2007

LA FILA DEMOCRATICA

Il seggio più vicino a casa mia è la sala Millenium, del circolo Arci "Alle rive del Reno".
C'è stata una fila bestiale tutto il giorno. Il viavai di gente in via Riva Reno (di solito deserta la domenica) è l'unica cosa che ho potuto vedere in prima persona, arrivato a casa ho letto sul Corriere.it che alle primarie del Piddì
l'affluenza ha superato i due milioni. Numeri e polemiche a parte è un giorno storico e spero che gli altri, a destra e sinistra, facciano qualcosa di simile.


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16 settembre 2007

V-GRILLO / 1

"Tre poveri, miseri direi, obiettivi: il limite democratico è solo nella non rielezione da parte del popolo sovrano. Ma in democrazia: dove ti affronti e confronti uno contro uno, all'uninominale anglosassone e americano, dal Presidente al consigliere di quartiere, al magistrato inquirente. In partitocrazia, invece, puoi «preferire» solo uno dei candidati che l'oligarchia ti propone.
Personalmente preferirei poi riservare la elezione ai soli condannati che hanno espiato piuttosto che ai dilaganti innocenti moralisti che ci opprimono!"


Marco Pannella, intervistato dal Corriere.


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30 agosto 2007

FRANCO CARLINI

Franco Carlini
Se n'è andato stanotte, all'improvviso.

Io lo conoscevo per mail, da una settimana, ma stamattina ho scoperto che l'ultimo editoriale per VisionPost l'aveva scritto sul blog di commessa frustrata, scovato qui da me. Ero entusiasta, in questi giorni: avevo conosciuto una persona perbene, curiosa e intelligente. Lavoravamo con gioia, Vanessa ed io, in questi giorni: scrivevamo il pezzo che ci aveva affidato con un entusiasmo dimenticato ed un impegno vero, profondo, mai opprimente.

Poi è arrivata la telefonata di Vanessa ed ho visto tutto nero.  
Buon viaggio Franco.

Il saluto della redazione di VisionPost.

29 agosto 2007

LARRY E MYRNA



Myrna Bushell non ha alcuna intenzione di lasciare il lavoro. Di giorno fa la consigliera comunale di Bideford, nella contea di Devon (Inghilterra), di notte la spogliarellista on-line. Alcuni elettori del suo partito, quello liberal-democratico, hanno cominciato a protestare la sua presunta "amoralità".
Lei, in un'intervista al Sun, spiega che:
"Un lavoro normale non mi permetterebbe di restare tanto tempo a casa con la mia piccola Holly"

Larry Craig ha 62 anni, è sposato con tre figli e rappresenta l'Idaho nel Senato USA. Lo scorso 11 giugno è stato arrestato in un bagno dell'aeroporto di Minneapolis: stava molestando un poliziotto in borghese.
Disdicevole per uno dei campioni della destra religiosa USA (prima del fattaccio era membro dello staff di Mitt Romney per le elezioni 2008) che
tanto si è battuto contro i diritti dei gay.

Ma, come si dice, è sempre molto facile fare i moralisti con il culo degli altri.

28 agosto 2007

PORNOITALIA


Non c'è bisogno di Corona che dichiara che "i personaggi più interessanti" (di una scena del crimine) sono le Gemelle K (fotomontate a Calderoli, sopra), per iniziare a porsi delle domande scomode sull'Italia del 2007. Basta prendere il treno o l'autobus, togliersi le cuffie dell'i-pod e ascoltare la gente.

Domenica stavamo tornando da Ravenna, di fronte a me sedeva una ragazza come tante. La sua attività telefonica era, naturalmente, frenetica: sms, telefonate fatte, ricevute "ma insomma perchè non risponde", ecc. Quando l'infernale oggetto, che non si decide a piazzare in tasca, squilla per l'ennesima volta decido di origliare.

"si... proontooo!... ciaaaooooo!!... no, guarda, è stato incredibbbile...! poi erano tutti carini... ci hanno trattato così beeene... pensa che addirittura ieri siamo finiti in 'sto posto... e dire che senza bazze non ti fanno entrare... Papeete, si...
abbiamo visto il digggei... ringo dj... e c'era anche Corona... si, si... ma non siamo riusciti a vederlo...!"


Quando l'ha nominato ha abbassato la voce, come se si vergognasse, se avesse rintracciato in qualche angolo del cervello una sorta di pudore. Ma è stato solo un attimo, poi ha ripreso a strillare
come un'aquila, felice e contenta.

Ogni paese ha le popstar che si merita. O è colpa degli '80 e dell'Avanzo di balera?

23 agosto 2007

BON VOYAGE


Una persona perbene che se ne va, un'imbecille che resta.


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21 agosto 2007

GENERALE

Dietro la collina ci sta la notte buia e assassina?

30 luglio 2007

I DOLORI DELLA GIOVANE HILLARY

 Una fotografia scattata alla periferia di Chicago (Grazia Neri)
Il ritratto di una studentessa americana nel '68, ex repubblicana ma mai hippie, che il NYT ha tratto dal carteggio con l'amico John Peavoy.

L'articolo (e la foto) dal Corriere:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/07_Luglio/30/hillary_giovane_corrispondenza.shtml


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