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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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20 giugno 2008

35


Ce l'abbiamo fatta.
Siamo riusciti a mangiare da Primo, dopo due tentativi a vuoto e un corteggiamento durato più di un mese: ne valeva la pena.

Primo ha una trattoria di fronte all'ex Eridania, enorme zuccherificio sbarcato e piazzato nella campagna fuori Russi come un'astronave aliena, nel 1961 (adesso ci vogliono fare un termovalorizzatore e sono tutti incazzati neri). A pranzo è sempre aperto (non ho problemi) la sera, adesso che suo padre non sta bene, bisogna dargli un colpo di telefono (te me lo dici nel pomeriggio, quanti siete, a che ora venite e io apro).
Dicevano che c'era il castrato migliore della zona: dicevano bene.

Il fatto che fosse pieno di operai e camionisti era già un buon presagio, se l'analisi di come votano serve per capire le tendenze in atto scoprire dove mangiano è meglio di ogni guida michelin, almeno per chi ama la cucina trucida e tradizionale (e non i localini da fighetti).
Che ci guardassero con sospetto (non è che adesso piombate qua tutti i santi giorni - magari con i vostri amici capelloni - e mi finite il castrato?) mi ha convinto del tutto.

Poi sono arrivate le tagliatelle al ragù e il castrato alla griglia ed è stato vero amore (c'hanno anche il branca menta!)

Per non farmi mancar niente ieri sera sono andato a mangiare alla festa dell'unità delle caserme rosse, a Bologna. Tortellini alla panna, fritto misto alla bolognese e friggione (buoni), scaloppine al limone (un po' ospedaliere) e una bella serata con Barro, Poggio e tanti amici vecchi e nuovi incontrati lì (Giorgio, Alessandro, Daniele, Claudia).
Io e Poggio abbiamo tirato tardi davanti a due birre nell'unico bar aperto di Corticella (il quartiere di Bologna in cui sono cresciuto), lo stesso Crall in cui da ragazzini abbiamo svernato tra biliardo, videogiochi, pusher zigani e maraglioni di periferia (i nostri salotti buoni).

Ho visto in giro anche qualche faccia di merda del Candilejas (la sala da ballo del circolo Arci sopra il bar), i nazicomunisti che mi hanno insegnato sin da giovane quanta poca differenza ci potesse essere tra gente che si diceva di sinistra e normali leghisti. Non ho insultato nessuno però (starò invecchiando).
Anche se quando stamattina ho incontrato Pedro alla fermata del 27 un po' me ne sono pentito.
Ho fatto appena in tempo a salutarlo (ero al cellulare con la gemella Betta - è nata oggi pure lei - prima di salire sul bus e di correre a perdifiato per prendere il treno al volo), ma il film del mio 26simo compleanno mi è passato davanti agli occhi per l'ennesima volta.

Nove anni fa io, Pedro e diversi altri pirla di sinistra (senza etichette di partito) abbiamo osato farci spazio tra di loro (vecchi bastardi nazicomunisti di quartiere) prendendo addirittura in gestione il loro circolo e rimediando di conseguenza una lezione memorabile.

A me in fin dei conti (a parte qualche drogato, venduto e traditore presi sù in assemblea - ero un diessino che organizzava cose antiproibizioniste con quelli di rifondazione) è stato solo annunciato (da un amico di famiglia durante un cenacolo paramafioso in casa sua) che se non mi fossi piegato non avrei mai fatto carriera nel Partito (allora si diceva con la maiuscola e tutti capivano al volo di quale partito si trattava).

A Pedro è andata molto peggio (era gay, di rifondazione e antiproibizionista d'altronde).
L'hanno insultato e umiliato pubblicamente (lui e tutta la sua famiglia), gli hanno tolto tutto quello che aveva e cancellato quello in cui credeva. Gli hanno dato del ladro (
dove hai preso i soldi per 'sta macchina?) davanti alla coop, la sera che ci hanno cacciato gli hanno svuotato a forza i cassetti del suo armadietto al circolo (il giovane compagno Facchini) e buttato le sue cose in uno scatolone. I suoi occhi lucidi non erano sufficienti.
Non si sono fermati neanche dopo che si sono liberati di lui e di tutti noi - traditori - e gli hanno mandato la polizia a casa per fargli fare (a lui e a suo padre sessantenne) tre giorni di galera e un processo per le piante di maria.

Dopo nove anni sono felice di non aver fatto nessun tipo di carriera in mezzo a quello squallore, di non aver dimenticato nulla (nessun volto, nessuna ferocia subita, nessun barlume di umanità) e di non essermi perso nemmeno uno dei loro funerali.

Buon compleanno vecchio pirata!

13 aprile 2008

LE PANCHINE DI RUSSI


Da qualche tempo l'asma è tornata. Prima con discrezione, la sera, negli utlimi giorni con arroganza, tutto il giorno. Brutta bestia l'asma, si dorme male, fiacca le energie e fa sembrare ogni piccola cosa una montagna.
Oggi comunque sto meglio, quando scrivo poi sto bene e se dormo abbracciato a Vanessa dormo da dio; domani poi starò ancora meglio, si vota finalmente.

Ho preso l'abitudine di andare a Bologna tre giorni la settimana, il lunedì, il mercoledì e il giovedì di solito. Il mercoledì sera si gica a tressette nella magione dell'amico Poggio, a San giorgio di Piano.
Barro mi viene a prendere al Gatto & la Volpe alle 8 e mezza, un mio espediente per fare incazzare Pietro che vorrebbe chiudere alle 8, poi abbiamo una mezzoretta di viaggio per chiacchierare di politica, spettegolare (con scarso successo) e pontificare alla bell'e meglio.

Mercoledì scorso tenevano banco le elezioni. Barro detesta l'Avanzo di Balera e l'Italia che rappresenta, quella destra che Prodi definì mirabilmente gente che lascia la macchina in doppia fila. Io che sono più liberale di lui (sono anche a favore dell'indulto) non riesco più a sopportare il vecchio palpaculi che zompetta da una tivvù all'altra, le sue battute, le gaffes, le minchiate sui comunisti e sono arrivato a credere che questa Italia se continua a votarlo forse si meriterebbe il Peron vero, non la sua versione light.
Continuare a pensare che gli elettori siano meglio degli eletti d'altronde è, nella migliore delle ipotesi, un esercizio mentale noioso, frustrante e autoassolutorio.

Prima mi sono messaggiato con Fede, che forse vota Bertinotti forse non vota per niente, la Sara invece vota di sicuro così come Cuma, veltroniano convinto. Alla cena da Poggio il Pd era in netta maggioranza anche se pure lì vale il motto "occhio ai silenziosi". Non è che se uno non spiccica parola (e magari sorride) mentre il Giampa della situazione si dichiara dalla parte di Uòlter vuol dire che è d'accordo. Un po' come le piazze: non è detto che se le riempi vinci anche le elezioni (certo, sempre meglio riempirle che farsi fischiare dai propri supporter mentre si sparano minchiate su Totti e Ronaldinho).
Pure Vanessa alla fine ha ceduto e anche se non posso scrivere su che simbolo mette la croce (mi spezza le gambine) di certo la posso prendere per il culo privatamente, dopo lunedì.

Se l'Avanzo di Balera non fosse scappato (ieri sera a Matrix ha addirittura esibito la sentenza che avrebbe impedito il faccia a faccia) e gli italiani avessero potuto vedere, anche solo per mezzora, lui e Uòlter uno di fianco all'altro non avrei avuto dubbi: vinceva Uòlter tutta la vita. Troppo vecchio, troppo esplicitamente pataccaro, consunto venditore in declino, troppo pateticamente uguale a sé stesso (ha i capelli come Big Jim ha ragione Barro!), il palpaculi candidato premier per la quinta volta non avrebbe avuto chances.
Me lo sarei giocato alla Snai o dagli inglesi, Uòlter, alla faccia dei sondaggi.

L'era della personalizzazione pura della poltica finalmente sembra essere giunta anche in Italia. Niente più partiti-chiesa e baracconi di falsi monaci che farneticano sui valori mentre puntano il portafogli, niente più (i hope) militanza demenziale in organizzazioni culturalmente fatiscenti per aspiranti nullafacenti disposti a farsi resettare il cervello (e a dire sempre di si) pur di arrivare.
Questa è la promessa della versione italiana del bipartitismo, incarnata da Pd, Pdl e (soprattutto) dai loro leader. Non mi sfuggono i rischi e i punti di debolezza, primo fra tutti la seria possibilità che i temi che dividono su basi etiche sono già di fatto espunti dall'agenda di governo di ognuno dei due.

Nonostante tutto ho fiducia, perchè la vedo come una questione generazionale, l'Italia è indietro sui diritti civili, sullo svilupppo della Rete, sulle libertà, perché è vecchia. Niente di più.
Cerco di farmi rassicurare dagli esempi:
1 / Pina Picierno, 26 anni ex Presidente dei giovani della Margherita e capolista per il piddì in Campania 2, ha votato quattro si al referendum sulla procreazione assistita ed è andata alla manifestazione di Arcigay per i Dico.
2 / Gabriele, 70 anni storico militante dei Ds (prima Pci- Pds) di dalemiana e comprovata fiducia, dopo un po' che ascoltava in silenzio la mia arringa a favore del matrimonio gay ha osservato che se fosse per me i busoni li metterei al muro.  

L'Avanzo di Balera a Matrix ci ha tenuto a precisare che i precari sono un problema sopravvalutato e il vero problema sono i pensionati (le pensioni minime sono un dramma sociale, è vero, ma non in contrapposizione alla precarietà). Il partito conservatore e quello progressita sono una realtà, basta sintonizzare il cervello e (per chi ha tempo e voglia) ci sono tutte le possibilità per influenzarne il cammino.
Per quanto mi riguarda credo che la poltica si debba occupare della cornice e (al massimo) dei colori, poi il proprio quadro ognuno deve poterselo dipingere da sé.

Lunedì e mercoledì mentre raggiungevo a piedi la stazione di Russi (il mio treno parte alle 8 e 48) l'asma mi stava piombando le gambe e il fiato mi si accorciava ogni volta che pensavo cazzo perdo il treno.
Ho dovuto fermarmi più volte per riprendermi, ma per fortuna c'era sempre una panchina nei paraggi.
Russi è un paese civile in cui ci sono ancora le panchine (dalle città le tolgono perché attirano i vagabondi) in mezzo alla strada.

Anche l'Italia ha il fiato corto e le panchine che ci sono non bastano più. Bisogna smetterla di fare i fighetti e chiedersi sul serio cosa si può fare per il Paese, non il contrario.
Soprattutto dal 15 aprile.

Nella foto (che sembra arrivare dal casting di qualche Drive-In di un secolo fa) l'Avanzo di Balera al lavoro con tre semiminorenni, interinali del jet-set. Povera Evita (e povera Italia).

25 gennaio 2008

DIETRO LA LINEA GOTICA


Come al solito.
Manuel s'è fatto di nebbia, Vanessa ed io lavoriamo/cazzeggiamo di fronte ai nostri due mac, a un metro di distanza. Dietro di noi Rebecca e Thor cercano di accoppiarsi per la prima volta.
O meglio: Rebecca (femmina) cerca di convincere Thor (masculo) a smettere di giocare con il suo amico immaginario topo o con i cartoni del nostro trasloco e a fare l'uomo.
Senza troppi successi, sinora.

Ogni tanto capito sulle news del Corriere o della Stampa e m'incazzo. Quando Vanessa mi sente smadonnare, le torna in mente e s'incazza anche lei.
Leggere l'Italia oggi fa schifo, anche sui "media" italiani. Dobbiamo aver toccato davvero il fondo.

Barro me lo segnala, nell'ultima di tre mail una più incazzosa dell'altra, con un esempio piuttosto calzante

...e Montezemolo, per una volta (anzi, per la precisione per la seconda volta) ha detto una cosa giusta:
"...Noi contro il pizzo mentre Cuffaro resta al suo posto..."

Ciccio, in che cazzo di paese viviamo?


Già, in che cazzo di paese viviamo?
Forse nello stesso in cui Bagnasco può avverare, in questa giornata in cui è stata raggiunta una sconosciuta vetta di miserabilità politica ed istituzionale, l'adagio popolare
la prima gallina che canta ha fatto l'uovo,

dichiarando le sue minchiate ai "media" untori. E perdendo l'ennesima buona occasione per tacere ed evitare di rendere patetico sé stesso e l'abito che indossa con frasi tipo:
la Cei non si occupa di politica.


In mezzo al trionfo della realtà su una scala più sottile che si impossessa del cervello dei leaders dei millecinquecento partiti, l'unico che svetta come un faro nella nebbia, rimane Prodi che dichiara placido
ho perso, farò il nonno.

Prendessero esempio da lui i gerontocrati ignoranti e arroganti che occupano istituzioni, atenei, scuole, imprese, sindacati, partiti, "media"; fino all'esalazione dell'ultimo respiro.

Poi ci sono alcuni, solo alcuni, che sfidano il ridicolo per tentare di sventare il peggio: andare a votare con questa allucinante legge elettorale, architettata dalla gestione Avanzo di Balera&Co. con l'unico scopo di stroncare sul nascere qualunque tentativo di governare da parte del centrosinistra (e usata da tuttii, centrodestra e centrosinistra, per piazzare amici, parenti e conoscenti, grazie all'impossibilità per gli elettori di scegliere i propri candidati).

Certo l'Avanzo di Balera e il suo balilla ritrovato vorrebbero andare a votare subito. Domani.
Si capisce: come farebbero sennò a sbatterci
di nuovo in galera per una canna, a precarizzare ancora di più il lavoro e a dare 150 anni di Guantanamo per un mp3 scaricato, mentre sono impegnati a depenalizzare i reati che li riguardano e a mettere fuori legge tutto ciò che li minaccia?
E gli altri? Ne parliamo?
Devo davvero ridurmi a sperare in Casini e Buttiglione?

Dice, tu vuò fa' l'americano.
Che ci posso fare se le buone notizie arrivano da oltreoceano? Ogni tanto tra l'altro fa piacere essere smentiti.

E comunque mi scoccia parlare così. Esterofilia e cinismo oggi suonano insopportabilmente gratutiti. Ha ragione Vanessa quando dice che
c'è bisogno di speranza adesso.

Vero, ma se la realtà è questa qua e le facce sono quelle lì, mi sa che non c'è proprio un cazzo da fare.
Fortuna che il Comandante Bulow se n'è andato in tempo per evitarsi questo spettacolo penoso.

Bisogna solo sperare di non averne bisogno più, di comandanti bulow, ma fuori è un brutto mondo e non mi sento in grado di rassicurare neanche su questo.

Occorre essere attenti, per essere padroni di sè stessi occorre essere attenti,

la mia piccola patria dietro la Linea Gotica sa scegliersi la parte
: qui.


La foto della 31sima Brigata Garibaldi a cavallo l'ho presa qui.

16 gennaio 2008

L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL'ESSERE


Dice, ma com'è che ti sei fissato con le primarie americane?
Una manifestazione piuttosto rozza di esterofilia, involontariamente snob (che è peggio)?
Protesta semplice o boicottaggio consapevole?
Noia?

Ieri sera ero a a casa di Poggio, in campagna vicino San Giorgio di Piano, per il consueto tressette del martedì che
per tre anni (fino all'ottobre scorso) era stato disputato il giovedì in un antro fumoso ricavato nelle viscere del circolo Arci Millenium, in via Riva Reno.
Prima del match si è scatenata una discussione sull'aborto, i numeri da circo del Monatto, le mosse della Chiesa, la famiglia, e via banalizzando. Quando mi sono azzardato a dire che mi sembrava rispettabile problematizzare la discussione sull'aborto, prima ho preso un po' di nomi da Barro e Poggio, poi Cuma mi ha fatto notare che non sono una donna; è troppo facile parlare di vita con l'utero delle altre.

Dopo ha aggiunto
"Tra 3 mesi devo iscrivere mio figlio all'asilo privato, sono 800 euro al mese, solo fino a settembre per fortuna. Di che sostegni alla famiglia parliamo?"

Già, di che si parla?
La discussione politica italiana fa senso. Le facce, le voci (quasi tutte cacofoniche) e i contenuti fanno senso. Se ti metti ad ascoltare troppo da vicino va a finire che ti prendi dei nomi dagli amici prima del tressette oppure che cominci a giocare al piccolo Galileo.
Se ne trovi altri 66, possibilmente luminari come te, capace che ti guadagni il tuo quarto d'ora di gloria e dai all'Imperatore di Guerre Stellari, al Monatto, al suo amichetto e a tutti i ciellini in circolazione la possibilità di fare le vittime nelle infinite repliche della pièce medioevalista in onda senza sosta su tutti i "media".
Come se fossimo nel 1978, come se non avessimo gli asili a 800 euro.

Dice, perché scrivi sempre degli USA?
Forse per la stessa ragione per cui il ministro D'Alema in ogni intervista continua a ripetere di essere sempre in viaggio. O forse perché il ministro Mastella, indagato per sette realti diversi con la moglie agli arresti domiciliari, può dichiarare che

"ho combattuto la mia battaglia finché si combatteva ad armi pari, e non arrivavano colpi bassi e imprevisti, perché dalla tua condotta politica nulla lasciava presagire un concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori"

Ma quale battaglia.
Ma chi sei? Chi siete? Andatevene tutti dal mio mac!
Voglio Obama e Hillary!
 
L'insostenibile pesantezza dell'essere: qui.

Piesse
AHHHHHHHHHHHHH!

10 dicembre 2007

IL TERZO SESSO

Barro mi ha scritto un'accorata mail che ho deciso di pubblicare per intero:

Cito da Repubblica di sabato (sì, mi ci sono voluti un paio di giorni per realizzare!) le parole della Binetti relativamente al manifesto del PD:

"La tendenza sessuale non deve entrarci, è come introdurre un terzo sesso: noi nel PD abbiamo previsto negli organismi elettivi il 50% donne e il 50% uomini, e se i gay ci chiedessero una quota per loro?"
 
Io leggo così queste assurde parole: metà uomini e metà donne (non mi piacciono le quote stile WWF ma tant'è!) negli organismi elettivi, ma senza valutarne l'orientamento sessuale: vanno bene sia quelli che vanno con le bionde che con le more, le donne a cui piaccioni i calvi e quelle che vogliono chiome fluenti, ecc... Però i gay non sono nè uomini nè donne?? Che vuol dire?? Una lesbica non è una donna?? Dobbiamo indagarne per forza la sessualità?? Un gay che non ha fatto outing di che sesso è??
 
Propongo che nel 50% di uomini ce ne sia una quota che preferisce le bionde, una le more, una le rosse, ecc...
Poi che dire delle preferenze? Ci vuole una quota per quelli che amano l'oggettistica, i tradizionalisti, ecc...
Per le donne lo stesso: quelle che vogliono partner con gli occhi azzurri e tutto il resto...
 
Ma non è proprio la Binetti a far entrare nel discorso la tendenza sessuale?? Per me una lesbica è una donna e in quel 50% dovrebbe finire!! Non capisco la discriminazione secondo cui l'omosessualità è una deviazione, un terzo sesso. Un gay non è un uomo a cui piacciono altri uomini?? Boh!! Sono basito.


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permalink | inviato da orione il 10/12/2007 alle 14:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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