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VOTO
Per il partito del diavolo. Quello dei mercanti, delle mignotte, dei preventivi.

Che ha inventato il marketing e gli hippie. Principio vitale e creatore, maschio, della contemporaneità. Ora, però, sta perdendo dei colpi. Martiri e beghini non fanno altro che strillare di valori e verità. Tutte balle per il vecchio tiranno, avvezzo alla ruvida legge del business e a quella melliflua del piacere. Parole incomprensibili, sparate in tutto il mondo dalla comunicazione.

Il re si era illuso. Per anni aveva dimenticato: non era solo al suo arrivo. La comunicazione era sempre stata lì. Creatrice, femmina, dell’umanità. Il vecchio aveva creduto di dominarla e in effetti per lungo tempo era andata così. Non aveva più memoria di essere anch'egli una sua creazione. Una funzione. Lei poi se ne stava in un angolo. Zitta e buona, casa e bottega. 

Non aveva fatto una piega neanche quando le aveva portato a casa la tecnologia. L'arrivo della nuova amichetta sembrava non turbarla. Anzi: assecondava di buona lena ogni morbosità del veccho pervertito. Poi ci ha preso gusto e ha cominciato a giocare per sé. La nuova non le dispiaceva affatto, era una complice ideale. Efficiente, assecondava ogni voglia con pruriginosa meticolosità. E aumentava sempre la posta.

Dominata e dominatrice, allora, si sono messe a giocare insieme. Proprio sotto gli occhi del re, che non vedeva e si compiaceva: la partita era sempre più eccitante. Ma gli sguardi tradivano e il vecchio era costretto a rincorrere. Sempre più spesso non capiva e passava in rassegna prima l'una poi l’altra, a ripetizione, per afferrare qualcosa. La bocca spalancata.

Loro lo tranquillizzavano, gli facevano le coccole e lo mettevano a dormire. Era stato un re glorioso e non si meritava uno scherno manifesto. Dentro di loro, però, sapevano già come sarebbe finita.


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3 aprile 2008

VIOLENTEMENTE BELLA


Ieri sera sono stato in giro per Bologna.
Per la prima volta da quando mi sono trasferito a Russi ho passato una serata a bighellonare per feste e locali, prima di prendere il 27/a in direzione Corticella, il quartiere dove vivono i miei (in cui sono cresciuto).
C'era un cielo splendido, blu elettrico, e un vento asciutto che spazzava strade e vicoli trecenteschi. Bella Bologna, ieri sera, davvero.

Dopo il lavoro sono andato al Gatto & la Volpe. Al baretto di via Riva Reno mi hanno subito coinvolto nella polemica della giornata, la contestazione al Monatto.
Baiesi insultava, al solito, il povero Bovina reo di essere un fan dichiarato del direttore del Foglio (e di Guazzaloca)
tì propri un marden, cumpagna al to amìg, cal grasson ed Ferrara... un marden e un fasesta!

Nel pomeriggio il Monatto era venuto in città a proseguire la sua opera di evangelizzazione ad alto rischio (personale): quando si rompono i maroni alle donne sull'aborto con minchiate tipo io mi sento un po' donna, le femministe di inizio seco
llo erano d'accordo con me che l'aborto è maschio, la contestazione scatta inevitabile. Se vogliamo essere onesti è cercata, corteggiata, evocata, la contestazione: Ferrara non ha altre possibilità per andare sui giornali a ripetere la solita litania ratzingeriana.
Così Bologna si è trasformata nella città più violenta d'italia (sempre secondo Ferrara).
Che cazzo pretende? Questa è Bologna, altroché Caffarra, il Monatto le sue medaglie se le tenga ben strette sulla faccia.

Ho visto le foto, era pieno di gente - di donne - normali,
come quelle che l'hanno fischiato dalla Bignardi, non solo di professionisti della contestazione. Magari le donne non tollerano più che uomini come Ferrara s'intromettano a pontificare, tronfi, su una tragedia che (da sempre) riguarda loro. Quindi si difendono, anche con violenza, è così difficile da capire?
Poi Cofferati, Bertinotti & Co. solidarizzino quanto gli pare: la sostanza non cambia.

Dopo la disputa al bar sono stato all'aperitivo dell'Opificio Ciclope nel loro studio in via della Santa (di fianco a casa di Prodi) e all'Urp (ex Black B.) a salutare qualche reduce.
In via del Pratello ho incontrato Osvaldo, a cui ho scoperto di avere dato (per sbaglio) il numero di Vanessa al posto del mio. L'ho sfidato a tressette, nel suo tavolo, nel suo bar, nel suo anno (è capricorno).
E ho perso, cazzo.

La foto l'ho presa in prestito qui,

8 marzo 2008

L'ABORTO È MASCHIO


Va dicendo in giro il Monatto scatenato, in ogni tv, giornale, persino in Piazza Farnese l'8 marzo, ieri.
C'ha provato pure con Daria Bignardi, ma è andata male: la regina delle shampiste lo fissava torva e intanto gliele suonava di santa ragione, a testa bassa (anche Lidia Ravera l'altra sera a Tetris l'ha menato per bene).


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permalink | inviato da orione il 8/3/2008 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

16 gennaio 2008

L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL'ESSERE


Dice, ma com'è che ti sei fissato con le primarie americane?
Una manifestazione piuttosto rozza di esterofilia, involontariamente snob (che è peggio)?
Protesta semplice o boicottaggio consapevole?
Noia?

Ieri sera ero a a casa di Poggio, in campagna vicino San Giorgio di Piano, per il consueto tressette del martedì che
per tre anni (fino all'ottobre scorso) era stato disputato il giovedì in un antro fumoso ricavato nelle viscere del circolo Arci Millenium, in via Riva Reno.
Prima del match si è scatenata una discussione sull'aborto, i numeri da circo del Monatto, le mosse della Chiesa, la famiglia, e via banalizzando. Quando mi sono azzardato a dire che mi sembrava rispettabile problematizzare la discussione sull'aborto, prima ho preso un po' di nomi da Barro e Poggio, poi Cuma mi ha fatto notare che non sono una donna; è troppo facile parlare di vita con l'utero delle altre.

Dopo ha aggiunto
"Tra 3 mesi devo iscrivere mio figlio all'asilo privato, sono 800 euro al mese, solo fino a settembre per fortuna. Di che sostegni alla famiglia parliamo?"

Già, di che si parla?
La discussione politica italiana fa senso. Le facce, le voci (quasi tutte cacofoniche) e i contenuti fanno senso. Se ti metti ad ascoltare troppo da vicino va a finire che ti prendi dei nomi dagli amici prima del tressette oppure che cominci a giocare al piccolo Galileo.
Se ne trovi altri 66, possibilmente luminari come te, capace che ti guadagni il tuo quarto d'ora di gloria e dai all'Imperatore di Guerre Stellari, al Monatto, al suo amichetto e a tutti i ciellini in circolazione la possibilità di fare le vittime nelle infinite repliche della pièce medioevalista in onda senza sosta su tutti i "media".
Come se fossimo nel 1978, come se non avessimo gli asili a 800 euro.

Dice, perché scrivi sempre degli USA?
Forse per la stessa ragione per cui il ministro D'Alema in ogni intervista continua a ripetere di essere sempre in viaggio. O forse perché il ministro Mastella, indagato per sette realti diversi con la moglie agli arresti domiciliari, può dichiarare che

"ho combattuto la mia battaglia finché si combatteva ad armi pari, e non arrivavano colpi bassi e imprevisti, perché dalla tua condotta politica nulla lasciava presagire un concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori"

Ma quale battaglia.
Ma chi sei? Chi siete? Andatevene tutti dal mio mac!
Voglio Obama e Hillary!
 
L'insostenibile pesantezza dell'essere: qui.

Piesse
AHHHHHHHHHHHHH!

27 dicembre 2007

TEO-POP


"il martirio è l’unico mezzo con il quale si può diventare famosi senza abilità"
scrive Gianni Boncompagni sul nostro Foglio quotidiano, riferendosi ai recenti fatti di cronaca nera che imperversano sui "media" come mille Cogne impazzite.

Ironia della sorte, è stato proprio il direttore di quel giornale lo scorso 22 dicembre ad aver annunciato e intrapreso un percorso di martirizzazione in chiave pop, per chiedere la moratoria contro l'aborto. Il Monatto ha deciso di passare le feste in una casa della campagna toscana in compagnia del suo cane, di qualche sodale e di una dieta liquida (con qualche noce in omaggio). Tiene anche un diario on-line (un blog provvisorio) dove esonda teologismi non privi di guizzi di autoironia. Tutto sommato godibile e rispettabile, nel suo delirio.

Il Primo Comunicato recita:
"Una dieta speciale per la moratoria sull’aborto. Perché siano garantiti fondi al movimento per la vita e ai centri di assistenza che lavorano contro l’aborto, come ha chiesto ieri il giornale dei vescovi e come dovrebbero chiedere i giornali borghesi e laici.
Una dieta semplice, che consiste nell’assumere soltanto liquidi dalla vigilia di Natale (dalla mattina della vigilia di Natale) al primo dell’anno (alla mattina del primo giorno del 2008).
Non lo chiamo digiuno perché sono grasso, sebbene io pensi in generale di essere felicemente grasso e di recente mi senta un grasso molto in forma, orgoglioso di avere lo stesso peso corporeo (quello mentale è un altro paio di maniche) attribuito a Tommaso d’Aquino."

La lotta continua sul blog di Christian Rocca: qui.
364 giorni fa.


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permalink | inviato da orione il 27/12/2007 alle 15:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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